«Credo che la morte sia il modo con il quale Dio ci dice di calmarci.» Lemmy Klimister
minchia diorama piccolissimo!
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Raga siete mitici! Però... avevo scritto "caselli", non "casTelli"!!!![]()
"Ci sono persone che amano circondarsi di cose il cui valore concreto si esprime anche nel valore formale. Molto probabilmente una Lancia fa parte del loro mondo."
Ma caro Nicketto:te lo volevo dire già da ieri....Elle est Francaise! E giusto i Francesi potevano fare una loco con la torretta!io non la trovo molto carina,ma poi son gusti,eh? Mettersi a fare la Gare de Lyon la trovo un'idea troppo impegnativa (ma guai a stuzzicare lo Stromboli
). Piuttosto perchè non aspetti il Doctor e gli chiedi se,al limite,quella loco&carrozze annesse non sconfinasse anche da noi,così semplifichi il tutto facendo un diorama ambentato a Ventimiglia o in Piemonte? In ogni caso se lo ambienterai poi in Francia,ho già da mandarti una Renault16 in H.O. Dimmi solo se la vuoi Verde Alpino o Avorio.
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La città aveva mille sguardi,io sognavo montagne verdi.
"Ci sono persone che amano circondarsi di cose il cui valore concreto si esprime anche nel valore formale. Molto probabilmente una Lancia fa parte del loro mondo."
La città aveva mille sguardi,io sognavo montagne verdi.
In effetti…
Però non è obbligato a fare per forza la Gare de Lion, potrebbe trarre ispirazione da lei e cominciare a realizzare un'immaginaria stazione ferroviaria francese da ampliare ed arrichire di dettagli con il tempo.
L'idea della Gare de Lion mi è venuta in mente per un motivo semplicissimo: è enorme percui puoi benissimo costruirci dentro tutto quel microcosmo di grandi/piccole storie che rendono ogni diorama vivo ed in costante evoluzione senza andare a dover ricostruire tutta una cittadina intorno.
Insomma è un po' la filosofia opposta a quella seguita dal nostro Dottore per la sua Vado Ligure: lui è partito dalla ferrovia e l'ha sfruttata per realizzare la sua piccola cittadina ligure. Nick invece potrebbe concentrarsi sulla stazione e sulle vicende di coloro che vi transitano ed/o vi lavorano (passeggeri, edicolanti, ferrovieri, senzatetto…). Cosa che però richiede di trarre ispirazione da una stazione molto grossa; come la Gare de Lion appunto.
Si è decisamente un'idea ambiziosa, ma d'altronde nemmendo Dio ha creato la Terra in un minuto e quindi Nick può partire da un particolare piccolissimo, come una locomotiva che porta un paio di vagoni nel deposito, e poi, se ci prende gusto, arricchirlo ed ampliarlo.
P.S. Il piglio del modellista scorre potente in me o sbaglio?![]()
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«Credo che la morte sia il modo con il quale Dio ci dice di calmarci.» Lemmy Klimister
Ciao a tutti, fra una pagina e l' altra del libro che sta nascendo ogni tanto riesco a fare qualche "apparizione..."
Ho letto tutto quello che avete scritto e ognuno di voi ha dato idee più che valide, il nostro Nick ora come ora è nella fase più delicata, quella della scelta paesaggistica e come impostare il suo circuito....comincio col consigliare a Nick di andare a pag.3 sempre qui in Modellismo e leggersi la mia topic "vecchi plastici ritornano," è un sistema eccellente par fare una cosa completa in poco spazio e caratterizzare il paesaggio come vuole, questo spunto di base che offre questo tipo di impianto prevede che uno poi se lo possa ambientare come vuole...sta a Nick scegliere, Italia, Francia, Germania, Austria...tanto la sua carrozza era atta al traffico internazionale e circolava ovunque, le ricordo ancora spesso in Italia negli anni 80, erano di casa in stazione di Ventimiglia....ma poi riparleremo in maniera più approfondita, preferisco sia Nick a farmi delle domande, almeno capisco meglio di cosa ha bisogno...ciao a tutti
Ok, rieccomi qui, stasera sono meno incasinato e posso seguire un po' meglio il forum...
Comincerò spiegando un concetto basilare che ho già trattato in altre topic, lo riassumo qui a beneficio del nostro Nick, sono cose tanto semplici quanto trascurate dalla maggior parte dei modellisti. (o sedicenti presunti tali...)
Il concetto veramente te l' ha già introdotto l' amico EC, (e ha ragione affermando che il fluido modellistico scorre potente in lui, ormai siamo a livello di Forza Jedi....e allora in questo caso io sono Lord Fenner...) saggiamente ti ha parlato del "microcosmo della stazione," vicende che nascono, si creano attorno a installazioni paesaggistiche, in pratica ti ha introdotto il mitico, basilare e indispensabile concetto di "ragione di vita" di un plastico o diorama che sia, senza il quale gli impianti si riducono ad "autopiste ferroviarie" dove i treni corrono a palla senza alcun senso, questo uccide il nostro bellissimo hobby e non permette di imparare nulla sulla Ferrovia e i suoi segreti...
Tempo fa su questo stesso forum avevo "mazzato" un po' duramente un tracciato che era stato proposto che era letteralmente criminale, non per il tracciato in sè ma per il messaggio errato che dava, i treni non sono macchine da autopista, il loro fascino è dato dal fargli ripetere in scala le "gesta" dei loro cugini autentici, non importa se il plastico è grande o piccolo, importa come i treni che lo occupano si muovono...un plastico o diorama deve evocare sensazioni, idee, ricordi, deve in pratica parlare di chi lo ha realizzato, una accozzaglia di ponti, viadotti, sopra/sottovia e curve da F.1 non parlano altro che dell' immaturità modellistica di chi realizza tali opere, create per stupire e far vedere 10 treni che sfrecciano a tempo, ma non comunicano nulla...ecco, quelli non sono modellisti, sono bambinoni...
Per conferire una "ragione di vita"occorre decidere cosa si vuole vedere nel paesaggio, palazzi? Cascine? Grattacieli?
In che epoca? Vogliamo mettere le Tedeschine Preiser dei giorni nostri col cellulare in mano o le donne coi gonnelloni dei primi del '900?
Sta tutto al modellista, lui deve vedere, decidere, immaginare, lui deve "diventare 87 volte più piccolo" e immaginare di entrare nel suo plastico...
Un' altra cosa che contribuisce grandemente al realismo e alla ragione di vita di un plastico sono le industrie, sono raccordate con la ferrovia principale e con i loro frequenti movimenti di presa/consegna di carri generano infinite manovre che col tempo e la pratica si fanno sempre più entusiasmanti, per fare ciò non occorre avere centinaia di modelli, basta un gruppetto di carri adatti all' industria che si è voluta rappresentare, carri a sponde se è una miniera di carbone, carri cisterna se è una raffineria o un deposito carburanti come quello che mostro in seconda immagine, carri specializzati se è un' industria pesante, come si vede in prima immagine, ma attenzione, questo è un caso a parte, quei carri - siluro non escono mai dagli impianti siderurgici, nel mio caso si spostano fra i due stabilimenti e ogni tanto impegnano il binario accanto al cementificio per depositare le scorie che saranno usate (al vero) per la produzione di particolari cementi, io ho messo diverse industrie e col tempo ho creato collegamenti fra di loro, ma questo è un discorso che nasce col tempo, per iniziare anche una sola piccola industria basta, l' importante è dare vita e colore al plastico, poi se la cosa appassiona con gli anni ci si evolve e ingrandisce...
Nel caso di Nick problemi non ce ne sono, ha già le mani molto ben allenate coi modelli d' auto, per cui difficoltà costruttive non credo ne avrà...ok, ho fatto una mezza conferenza ma meglio così, ho sempre paura di non essere abbastanza chiaro o di dare per scontato qualcosa...ovviamente come sempre per qualunque domanda io sono sempre qui..ciao a tutti
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Ultima modifica di doctortreno; 29-12-2010 alle 18:40
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