Finalmente, dopo due anni di sviluppo del progetto, arriva la Bimota del new deal. Nel Luglio 2003 la nuova società Bimota, ancora in fase di start-up, decise di ripresentarsi al mondo con una nuova moto che potesse essere subito identificata come una “vera Bimota” e che rappresentasse quindi la miglior espressione di tecnologia, di innovazione e di design “ made in Italy”.
A disegnare la nuova Bimota venne chiamato Sergio Robbiano, la cui firma era già stata apposta sulla Bimota 500Vdue. A dicembre 2003 Robbiano consegnò il progetto riuscendo a interpretare in maniera esemplare la filosofia che Bimota voleva trasmettere con questa nuova moto.
Così nel 2004 i tecnici iniziarono a lavorare con ritmi frenetici per poter presentare un prototipo a settembre in occasione del Salone di Intermot a Monaco.
Alcune vicissitudini interne rallentarono poi i tempi di sviluppo ma grazie all’impegno, e alla passione che caratterizzarono tutto lo staff Bimota, al Salone di Monaco venne finalmente presentata la nuova nata.
I commenti del pubblico furono ammirevoli e superarono ogni più rosea aspettativa. Quello che impressionò maggiormente i visitatori della rassegna tedesca fu il design della moto tanto che alla DB5 venne assegnato il 1° premio della Motorcycle Design Association come moto più bella del Salone nella categoria delle Supersport.
Purtroppo il 2005 è stato caratterizzato da un inverno molto rigido e la presenza, quasi costante, di pioggia e neve fino a marzo inoltrato hanno rallentato i test su strada della moto causando quindi inevitabili ritardi.
Nonostante ciò il responso pratico fornito dalle curve e dai tornanti riminesi è stato subito estremamente positivo: dopo mesi e mesi di duro lavoro l’obiettivo che i tecnici si erano prefissati era stato effettivamente raggiunto.
Con la DB5 Bimota ha voluto sin dall’inizio una moto aggressiva e compatta, agile e piacevole da guidare e per questo sono state fatte scelte tecniche e stilistiche che potessero garantire alla moto queste qualità.
La scelta del motore è quindi caduta su quello della Ducati 1000 DS raffreddato ad aria, una delle configurazioni più diffuse del bicilindrico Ducati, senza nascondere poi che l’unione tra i due marchi italiani ha sempre esercitato un grande fascino tra gli appassionati di tutto il mondo.
Il 992 è conosciuto per essere un motore affidabile, dall’erogazione corposa e con una curva di coppia robusta in grado di esaltare il divertimento nella guida e la sua larga fruibilità si sposa al meglio con la ciclistica della DB5 facendone una moto dalla guida divertente.
Per valorizzare la presenza di questo propulsore Robbiano ha voluto coniugare la bellezza di una carenatura integrale con lo spettacolo del motore lasciato a vista. In questo modo non si rinuncia all’efficacia stilistica e prestazionale della carenatura estesa fino al basso, ma praticando due ampie aperture laterali, si crea una cornice da cui spicca il propulsore.
La ciclistica presenta per la prima volta su una moto il forcellone composito con traliccio in acciaio e con piastre in lega leggera attraverso le quali passa il perno ruota.
La sezione frontale della moto è particolarmente rastremata e questo grazie al ridotto ingombro trasversale del motore.
Accanto ad un gruppo ottico a sviluppo verticale a doppia parabola poi sono posizionate le due prese d’aria che grazie alla conformazione interna del cupolino e della carenatura provvedono al raffreddamento del motore.
Per il posteriore della moto si è presa come riferimento l’essenzialità tipica delle moto da corsa e quindi dominare la scena sono i due voluminosi silenziatori di scarico in alluminio anodizzato tra i quali è incastonato il microscopico fanalino posteriore. Il peso dichiarato della Bimota DB5 è di 165 kg che corrispondono a un prezzo al pubblico di 139 euro al kg, Iva esclusa.
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