Hola ragazzi! So di essere un po' in ritardo (e quindi di scarsa utilità) con l'annunciarvi questa notizia, ma purtroppo ho avuto modo di avere un computer sotto mano solo da pochi giorni... comunque dal 22 al 30 ottobre c'è stata l'open week per questa nuova variante del sempreverde Monster, cosa che ovviamente da appassionato motociclista non mi sono lasciato sfuggire! Sono andato a provarla mercoledì 26 alla concessionaria Ducatitorino di Rivalta, alle 11.30 di una bella giornata di sole. Due chiacchere con il simpatico e disponibile titolare della concessionaria in attesa del ritorno del tipo tipo che mi precedeva nell'ordine di prenotazione, e poi via! In sella ho subito notato un'impostazione di guida leggermente diversa rispetto a quella del 620 i.e. di un mio amico, più carica davanti, con il manubrio più basso e stretto e con le pedane leggermente più alte e arretrate. Sul principio la cosa mi ha lasciato un po' perplesso: cacchio, mi son detto, uno dei più grandi pregi del Monster è sempre stato la posizione di guida, comoda e poco affaticante, e ora l'hanno reso scomodo quasi come una moto da strada? Ma dopo i primi metri ho subito capito il perchè: il nuovo motore 1000 ds (qui in versione potenziata a 95 cv) ai regimi medio bassi ha una coppia devastante e una prontezza sconosciuta anche alla versione da 84 cv dello stesso motore (montato su multistrada e monster 1000 s), che le "dona" una tendenza al monoruota nelle prime tre marce molto difficile da contrastare già con questo nuovo assetto di guida... immagino con il manubrio e le pedane del monster standard! Superato l'impatto con l'inatteso wheeling, abbandono la baldanza e la relativa superficialità con la quale avevo iniziato il test drive (tanto sono abituato a gestire i 155 cv del mio GSX-R 1100, m'ero detto... seeee!) ed inizio a trattare la belva con un pizzico di circospezione e di rispetto in più, dirigendomi ad andatura allegra ma controllata verso la strada che da Trana conduce a Villarbasse (a beneficio degli eventuali torinesi collegati), una serie di curve e controcurve a medio-largo raggio con alcuni tornanti, il tutto in salita. Una volta lì, prese le misure del mezzo, inizio a fare sul serio: smetto di usare solo quarta e quinta, mi sbilancio completamente in avanti quasi fosse un motard (ed è questo lo stile di guida che forse più le si addice) ed inizio a sfruttare a fondo sto motorone e sto gioiello di telaio, tirando le marce senza pietà (e notando il primo, e tutto sommato unico vero difetto di questa moto: la prematurità d'intervento del limitatore, che taglia inaspettatamente ed in modo molto brusco ad appena 8500 giri, spezzando la progressione sino a quel punto vigorosa ed inarrestabile, senza buchi o cali avvertibili): la moto sfoggia un avantreno rigoroso e del tutto esente da sbacchettamenti in entrata o in piega, e solo in uscita tende a perdere il contatto con l'asfalto e ad oscillare a causa dell'inesauribile tiro del motore, ma in modo sempre graduale e gestibile, mentre il retrotreno tende a scivolare e ad intraversarsi in entrata a causa del notevole freno motore, nonostante il peraltro tangibile aiuto della frizione antisaltellamento: questo però proprio non me la sento di definirlo un difetto, quanto una impegnativa ma maledettamente divertente caratteristica! Insomma, come si guida sta moto: sul veloce come una qualunque sportiva, regoli la velocità, butti giù e tieni aperto il giusto, e lei fa quel che le si comanda, docile, ubbidiente ed incollata al suolo, con il solo limite dei disturbi aerodinamici (il piccolo cupolino non fa miracoli) e degli sbacchettamenti dell'avantreno con il motore in tiro. Sul misto invece dà il meglio di sè: si entra in curva pinzando con vigore (a proposito: doppio disco brembo da 320 mm: una garanzia) e scalando in seconda (ma anche la terza a volte basta, con quella coppia!), rimanendo leggermente all' interno del punto di corda col busto caricato in avanti; si piega senza timore col posteriore in leggera derapata(gomme e ciclistica non tradiscono, neanche sullo sconnesso) tenendo il motore a gas costante, trovandosi così con la moto già in asse con la strada mentre si è ancora in fase di percorrenza della curva, permettendo così di raddrizzare e spalancare il gas prima ancora di essere usciti dalla curva, e quindi prima di qualunque moto supersportiva! Uno spasso, davvero una fun-bike facile e sicura, che ti porta a far numeri senza fatica, senza bisogno di un gran manico (che io per primo non sono) e senza neanche accorgersene! Quando l'ho riconsegnata avevo un sorriso da un orecchio all'altro! Certo, le prestazioni e l'allungo di una maxi four jap sono un'altra cosa, ma su strade come quella nessuna moto può eguagliare il piacere di un bel bicilindrico corposo e inc..zzato incastonato in quel saggio di maestria telaistica italiana che è il telaio tubolare Ducati! Se amate la bella guida in stile motard ma con un (bel) pizzico di prestazioni in più fateci un pensierino!



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....Riccardo...posso essere d'accordo che nn sia il nn plus ultra della tecnica e nn e' all avanguardia in nessun campo...pero' come vedi,anche uno appena sceso da un gxr k5,riesce ad esaltarsi...a sto punto,perche' stravolgerla,se il risultato potrebbe essere come 999?La filosofia che ci sta dietro e' quella...e meno male...che poi se nn fosse cosi,diventerebbe una delle tante...esempio...la tuono,va da dio...e' equipaggiata bene a livello tecnico...eppure,nn ce ne sono tante...manca il fascino,che ducati ha saputo costruire sulla tradizione...e infatti si guardano bene dallo stravolgerla..pena,perdere clienti....le harley,sono decisamente un'altra cosa....


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