Originariamente Scritto da motociclismo.it"
Design e telaio
Il design è opera dello spagnolo Carles Solsona, che ha definito i tratti della 2ue con poche e sapienti linee. Semplicità e buon gusto: esteticamente è una moto che piace e, cosa che non è da poco, sa di nuovo. Il difficile, come sempre, è mettere d’accordo matita e calcolatrice, l’estro del designer e il rigore mentale dell’ingegnere progettista. Il telaio è costituito da due gusci in alluminio realizzati, come il forcellone, per fusione in conchiglia con anima in sabbia (shell molding) e sfrutta il motore come elemento stressato.
Il perché di un telaio fuso per gravità in conchiglia rispetto a uno presso fuso (come quello della Yamaha YZF-R6) ci viene spiegato da Marco Parma, progettista della ciclistica insieme a Roberto Greco: "La pressofusione si adatta bene ai grandi numeri e non è conveniente sotto una data soglia produttiva. La fusione in conchiglia utilizza uno stampo molto meno costoso di quello per la pressofusione e ha bisogno di una maggior interazione degli operai nelle varie fasi del processo. Sfruttando i nostri fornitori dalla Cina potremmo avere un vantaggio economico proprio con questo tipo di fusione".
Il motore
Il 2 cilindri ha iniettori da 53 mm con singola farfalla e paratìe antirumore nell’airbox, ma è allo studio anche la soluzione a doppia farfalla. L’alternatore, che sul TNT è posto dietro la testata e collegato al manovellismo attraverso una costosa cascata di ingranaggi, sulla 2ue è in posizione tradizionale, in asse con l’albero motore sul lato sinistro. Il cambio, come sul 1130 è del tipo estraibile: la frizione è stata ruotata in alto ed è stato ridotto l’interasse tra primaria e secondaria.
A sinistra, la distribuzione è a 4 valvole per cilindro con due alberi a camme in testa mossi da una catena silenziosa. Il tendicatena è meccanico. I dati di progetto parlano di 90 CV di potenza e 7,1 kgm di coppia, con una curva di erogazione particolarmente corposa. Davanti all’albero motore, qui in un’analisi agli elementi finiti, c’è il contralbero, posizionato più vicino grazie alle due masse di bilanciatura poste all’interno delle vaschette delle mannaie. I due semicarter esterni verranno commissionati a fornitori cinesi. Il regime massimo di rotazione è di 9.500 giri. Da questo motore è possibile derivarne uno di cilindrata inferiore: 600 cc, ovvero 2/3 del 3 cilindri 900.
Da grandissimo appassionato del Marchio pesarese dico...se la tengono!!!100.000 volte meglio una moto jappo a questo punto



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