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Repubblica La storia si ripete. E a distanza di quattro anni Ducati Motor Holding prova nuovamente a conquistare la Moto Guzzi, annunciando di esser pronta a formalizzare un'offerta nell'arco delle prossime settimane.
Aprilia, il gruppo che controlla lo storico marchio di Mandello Lario, ha dato incarico agli inizi di marzo agli advisor Caretti & Associati e ad Interbanca di selezionare possibili partner interessati ad entrare nel capitale, e alla fine della scorsa settimana erano già una quindicina le manifestazioni di interesse tra cui quella della Piaggio: "Certamente ci interessa" aveva dichiarato Roberto Colaninno venendo allo scoperto. Si sarebbero fatti avanti però anche Bmw e Rotax, la società dei motori del gruppo Bombardier oltre a diverse cordate create da investitori finanziari.
I tempi per la ristrutturazione a disposizione di Ivano Beggio, che ha preannunciato le dimissioni dalla presidenza con la prossima assemblea dei soci, sono stretti: oltre alla liquidità per i fornitori, necessaria a riprendere la produzione nello stabilimento di Scorzè (Venezia), vanno infatti reperiti entro il 2 maggio altri 7,5 milioni di euro, necessari a pagare gli interessi di un bond da 100 milioni in scadenza nel 2005.
L'indebitamento netto di Aprilia nel 2003 è salito da
199 a 220 milioni, mentre il fatturato d' esercizio è rimasto sostanzialmente stabile a 539 milioni (+2,8%), con un pareggio raggiunto solo a livello operativo. L'effetto cambi ha inciso per una decina di milioni, mentre il mancato rientro degli ecoincentivi anticipati ai concessionari ha pesato per altri 6 milioni.
Aprilia, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, avrebbe chiesto alle sette banche creditrici (in testa ci sono SanPaolo Imi, Bnl e Antonveneta) un primo prestito di una decina di milioni, necessari a sbloccare le forniture ma secondo le stesse fonti ne servirebbero almeno trenta. L'accordo non è stato trovato e la produzione di Scorzè (Venezia) si è fermata con 650 dipendenti in cassa integrazione, più della metà dei 1.210 lavoratori dell'intero gruppo.
"La Presidenza del Consiglio deve intervenire urgentemente sulle banche creditrici" scrivono i sindacati appellandosi a Silvio Berlusconi chiedendo un'"urgente convocazione delle parti presso il Ministero dell'Industria". "Purtroppo assistiamo ad una fase di stallo - afferma Adriano Pomiato, della Fiom-Cgil, - e questo ci preoccupa perché temiamo che si stia lasciando affogare l'azienda, magari per far posto a speculazioni che consentirebbero poì di acquistarla al prezzo più basso possibile".
Ducati Motor Spa, la storica azienda bolognese controllata con il 33,533% dal fondo americano Texas Pacific Group, già nel 2000 aveva progettato l'acquisizione della Guzzi. La conquistò invece Aprilia con un'offerta di 132 miliardi di lire e un accordo che comprendeva anche l'assunzione del debito della casa motociclistica.
(23 aprile 2004)
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