Aprilia, partita aperta ma le banche optano per Piaggio
Gli istituti bancari maggiormente esposti verso Aprilia sembrano propendere per l'offerta avanzata dalla Piaggio di Roberto Colaninno a scapito di quella formulata dalla Ducati. Questo l'orientamento che, a quanto si apprende da fonti finanziarie, sarebbe emerso dopo una riunione tra le principali banche coinvolte e il gruppo di Noale. Un summit convocato per un aggiornamento sullo stato delle cose e che, per il momento, non è stato rimandato a nessuna nuova riunione fra le parti.
La solidità finanziaria del gruppo di Pontedera, la buona gestione della società e le notevoli sinergie industriali che verrebbero a realizzarsi fra Aprilia e Piaggio sembrano indirizzare le principali banche a prediligere la proposta e il piano presentato da Roberto Colaninno. "L' ipotesi di un' aggregazione con Pontedera sembra incontrare maggior favore", riferisce una fonte bancaria vicina al dossier. "In caso di buona riuscita dell'operazione, infatti Piaggio potrebbe completare la gamma di prodotti offerti con le moto a marchio Aprilia, e quest'ultima arricchire la propria gamma di una ricca serie di scooter".
Ducati e Aprilia, invece, viene fatto osservare, rischierebbero di sovrapporsi in alcuni segmenti di mercato, oltre a manifestare una forte contraddizione nell'ambito sportivo, del motomondiale, dove un'unica società correrebbe con due marchi in lotta fra loro. Al momento, quindi, le proposte portate avanti da Colaninno sembrano avere maggiore presa sulle banche, anche se tutto resta sospeso fino al termine ultimo dell'offerta, che scade il 14 agosto. Il piano della Piaggio, dal forte stampo industriale, che punta al riequilibrio finanziario di Aprilia, al rilancio operativo e all'integrazione con l'azienda di Pontedera, si struttura su quattro punti fondamentali.
Piaggio, al servizio della ristrutturazione di Aprilia, ricorrerebbe a un aumento di capitale da 50 milioni di euro per avere mezzi freschi da iniettare nella società di Noale. Contemporaneamente alle banche verrebbe chiesto di convertire 110 milioni di debiti in azioni o strumenti finanziari, senza prevedere, come invece avverrebbe secondo il piano Ducati, la possibilità per gli istituti di divenire azionisti.
Piaggio penserebbe anche a estinguere il bond da 100 milioni di euro di Aprilia attraverso due strade: da una parte ripagare i possessori di obbligazioni in cash o, dall'altra, sottoscrivere un altro bond equivalente targato Piaggio. La parte restante del debito, infine, verrebbe infine ristrutturata dalla stessa società di Colaninno.
La partita per arrivare alla conquista del marchio Aprilia è però ancora molta lunga e non è escluso possano accadere nuovi colpi di scena. Dopo il 14 agosto, al termine della due diligence, Piaggio potrà formulare un'offerta più vincolante rispetto alla prima proposta avanzata, ma gli occhi resteranno puntati anche su Ducati, nonostante la società abbia dichiarato di non avere l'intenzione di modificare l'offerta iniziale. Le valutazioni finali verranno fatte dagli advisor, che per Aprilia sono Interbanca e lo studio Caretti & Associati, e nel frattempo il mercato ha mosso in direzioni differenti i titoli coinvolti. Immsi, azionista di riferimento di Piaggio, ha chiuso con un calo dello 0,52%, mentre Ducati è balzata del 2,26%.
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