La Nox era per pochi. Questa SM610 vuole essere per tutti. Prezzo (inferiore agli 8.000 euro) e dotazioni ne fanno una motard urbana che si inserisce nel filone inaugurato lo scorso anno da Yamaha con la XT660X. Al recente Salone di Monaco si sono aggiunte Honda, con la FMX 650, Aprilia con la nuova Pegaso 650 Strada e Suzuki con la DR-Z400SM.
E' evidente che lo "sdoganamento" del supermotard da fenomeno pistaiolo per smanettoni a vero segmento di mercato è cominciato. Le Case ci credono e non poteva mancare Husqvarna che con le sue plurivittoriose SM da competizione ha contribuito ad alimentare e a far conoscere il fenomeno motard.
Più della meccanica, è lo stile a far scalpore sulla nuova SM 610. Sulle motard "racing" l'avantreno è spesso sgraziato perché disegnato per la ruota da 21" e poi "svuotato" dalla ruota da 17"; così si accorcia il parafango ma il risultato è sempre la sensazione di qualcosa di posticcio. Sulla SM610 Galluzzi è partito da un foglio bianco e così ha potuto creare un insieme armonioso, raccordando l'avantreno con la mascherina-cupolino e con la parte centrale della moto, volutamente massiccia per dare corpo alla zona che ha più peso nel caratterizzare la linea.
La mascherina è ampia, con linee tese disegnate per essere la naturale prosecuzione del parafango.
Il serbatoio è largo per dare volume alla parte centrale e "caricare" l'avantreno.
La parte posteriore è forse ancor più riuscita dell'anteriore. Il parafango è collegato a fiancatine meno estese perché prive di tabella portanumero e così l'effetto è quello di un codone anziché di un parafango, perché è sparato all'insù e cela un faretto a led con vetro bianco di grande effetto. La cura dei dettagli è testimoniata anche dal leggero portatarga in alluminio.
Anche il taglio diagonale dei convogliatori contribuisce a slanciare la linea perché segue la linea tracciata dal parafango anteriore.
Ma ci sono altri dettagli a catturare l'occhio. Il sistema di scarico ha collettori carenati per dare più volume all'estetica e termina in un silenziatore con fondello a forma di "H".
La verniciatura opaca dona alla livrea grigio scuro quel tocco di "cattiveria", ma anche eleganza, che manca alle supermotard viste fino ad oggi.
Il motore è il conosciuto monocilindrico monoalbero di 576 cc (alesaggio x corsa 98x76,4 mm) con contralbero antivibrazioni ed avviamento elettrico. Il reparto sospensioni prevede forcella Marzocchi a steli rovesciati e mono Sachs, entrambi completamente regolabili. Speriamo che sulla versione che andrà in produzione il motore riceva le cure dei motoristi per diventare un po' più cattivo. Su una motard così bella sarebbe davvero la ciliegina sulla torta.
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