Vito Fiori per l’Unione Sarda
«Una volta qui venivano i signori...». Già una volta, nei cosiddetti bei tempi andati. Franco Ermini, titolare dello storico Café du Port, è uno che la Costa Smeralda la conosce davvero bene. Non fosse altro per l'invidiabile posizione del suo locale, proprio davanti al molo vecchio di Porto Cervo, quello dove stazionano yacht e panfili da sogno. In Sardegna è arrivato 35 anni fa quando quest'angolo di paradiso era meno caciarone, niente affatto gridato e con vip veri a cui interessava passare inosservati.
(Il bullo dei bulli Flavio Briatore sempre circondato di bellezze)
Adesso succede invece che Flavio Briatore, proprietario del Billionaire e team manager della Renault, si muova con uno stuolo di guardie del corpo e con qualche amico, sieda al Café du Port, beva champagne e mangi ciò che passa il convento (cioè di tutto), insulti Ermini perché il conto (2068 euro) è salato e se ne vada senza saldarlo.
Soprattutto, che faccia un gran casino alle sei e mezzo del mattino davanti a una marea di clienti perplessi e inorriditi nel vedere quell'uomo di mezza età, peraltro ricco e famoso, discutere di denaro in maniera orrenda. «Tu sei un ladro - avrebbe urlato Briatore - non esiste che io paghi questa cifra, preferisco lasciare mille euro al personale. Se vuoi denunciami». Detto fatto.
(Il Bullonaire e la Mona Ventura)
Giovedì sera Franco Ermini si è presentato nella caserma dei carabinieri e ha formalizzato la querela. Perché quattro giorni dopo e non subito? «Ho capito che lunedì mattina Briatore era molto allegro. Alonso aveva vinto il Gran premio in Germania, e molti hanno salutato il suo arrivo con un applauso. Hanno ordinato cinque bottiglie di champagne per proseguire la festa e io gliele ho servite, insieme a vassoi di antipasti, formaggio e una porchetta intera. Pensavo che passato l'effetto, anche dopo la lite, tutto si sarebbe sistemato».
Invece? «Invece no. Ho provato a mediare parlando con il comandante della sua barca, il quale era disposto a pagare di tasca il conto. Non potevo accettare, era un questione di principio. Gli ho chiesto di contattare Briatore e di farmi sapere». Le ha poi fatto sapere? «Certo. È stato mandato al diavolo non appena ha accennato alla cosa». Quindi? «Nessuna alternativa. Ho informato il mio avvocato e sono andato dai carabinieri. Mica potevo mettermi a rincorrere uno così, devo lavorare io».
(Flavio l'irascibile)
Ha avuto paura quando i body-guard si sono messi in mezzo tra lei e Briatore? «No, è la verità. Io, visto come si stava comportando, l'ho invitato con calma a lasciare il locale, dicendogli che non era gradito. Lui continuava a urlare contro di me con le guardie del corpo a fargli scudo. Non è stato un episodio edificante. A me dispiace che qualcuno dia spettacoli del genere in pubblico».
Le era mai capitato qualcosa di simile? «A essere onesto no. Talvolta, ma ci può anche stare per chi fa un lavoro come il mio, arriva il cliente un po' alticcio che non si rende conto del suo stato. In questi casi si cerca di farlo ragionare e comunque impedirgli di disturbare gli altri. Di solito ci si riesce». Con Briatore no. «Con lui è tutta un'altra storia». Appunto. Una storia di stile: inesistente.
dagospia




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