Riporto in questa nuova discussione un dibattito che mi appassiona molto, prendendo spunto da vari altri topic, sulla questione delle nuove linee AV in Italia e approfondendo sulla situazione generica delle ferrovie italiane, comparando con modelli quali quello tedesco che hanno dato già enormi dimostrazioni di successo.
Consiglio di dare una letta veloce a questi due topic...
ETR 600/610 "Pendolino"
Ahi ahi ahi trenitalia..........
Originariamente Scritto da Wilhem275
Parlando dello stato dei lavori delle nuove linee AV, riparto da una risposta che stavo dando in altro topic...
Firenze-Roma non è altro che la famosa Direttissima, inaugurata negli anni 70, fra le primissime linee veloci dedicate in Europa... al punto che fu di esempio per le successive Neubaustrecken tedesche (se ricordo bene il nome).
E' affiancata dalla linea lenta precedentemente esistente.
Al momento non esiste progetto per una nuova AV Fi-Rm in quanto la DD, pur non essendo una AV moderna (non ci si va a 300, anzi) è cmq una valida linea di collegamento veloce.
Chiaro che in un panorama di linee complete, il discorso andrà affrontato, ma al momento non è nemmeno in considerazione.
Attualmente le AV funzionanti sono i tratti Roma-Napoli e Torino-Novara. Quest'ultima attende, entro il prossimo anno, il completamento del tratto No-Mi, mentre attualmente i treni arrivati a Novara percorrono il raccordo di qualche km che li riporta alla linea storica.
Sotto intensa lavorazione, nel senso che l'obiettivo è di avere operatività entro pochi anni, sono le linee Mi-Bo, relativamente semplice, e Bo-Fi, per cui si sta scavando un grande traforo appenninico per avere finalmente un collegamento diretto che tagli gli appennini.
A quel punto, la direttissima c'è, poi la Rm-Na esiste già, e a quel punto Mi-Na tutta in AV è cosa fatta.
Più critica è la situazione del corridoio 5, dove oltre Torino si stanno incontrate le scriteriate difficoltà nel traforo verso la Francia, e fra Milano e Padova ancora si naviga nel buio...
Inoltre a brevissimo termine verrà attivata, con mia enorme felicità personale, la tratta quadruplicata fra Padova e Mestre.
Questa non è propriamente un'AV, in quanto si è semplicemente costruito il raddoppio accanto alla linea estente, che già di per sé è dritta come un fuso.
Non è elettrificata a 25 kV CA in quanto questo tipo di alimentazione avrebbe provocato conflitti con l'alimentazione 3 kV CC che le corre accanto.
Oltretutto la ristretta distanza fra le città non avrebbe permesso ai treni AV di sviluppare tutti il proprio potenziale, e solo pochi treni a causa della diversa alimentazione avrebbero potuto essere trasferiti dalla linea esistente a quella nuova.
Questo pezzo è straordinariamente importante dato che (per mia felicità, dato che sta a 5 km da casa) la Pd-Ve è la linea più trafficata d'Italia, dato che da Pd convergono le linee da Milano/Genova/Corridoio 5/Brennero e da Bologna/Centro-Sud Italia, puntando o verso Venezia o verso l'estremo Nord-Est italiano e tutto l'Est Europa.
La linea attuale era al collasso, con più di 350 treni al giorno.
Sono state rimodernate le fermate sulla linea attuale, e altre saranno costruite ex novo, mentre la nuova linea pur essendo parallela non ha alcuna fermata.
In questo modo tutto il traffico a lunga percorrenza (ES, EC, IC, merci veloci) viene spostato sulla nuova tratta, che non ha i classici stop & go dettati da un traffico regionale intenso; di sicuro, pur non essendo una vera AV, piano non andranno, dato che già oggi molti IC ed ES vanno a più di 150...
Mentre sulla vecchia tratta si rimodulerà un servizio suburbano molto meglio cadenzato e regolare, in quanto più libero, e i servizi di trasporto pubblico fra PD e VE si stanno riconvertendo ad essere "bus in funzione del treno" e non più "bus con percorso da città a città".
Il problema locale è che la ferrovia corre a qualche km di distanza dall'asse viario su cui si sono sviluppati i paesi, e quindi i bus serviranno come navette per la ferrovia, che resterà unico mezzo per penetrare direttamente all'interno dei centri città.
In questo modo il raddoppio permette di portarci pienamente, con soli 100 anni di ritardo, al vincente modello suburbano tedesco
Approfondimento importantissimo sul modello tedesco.
In Germania la maggior parte delle aree metropolitane dispongono di una rete di ferrovie generalmente definite S-Bahn (Schnell Bahn, ferrovie rapide), che sono fondamentalmente dei servizi "tipo" metropolitana sotterranea cittadina U-Bahn (Untergrund Bahn), riportata su scala regionale. In pratica una rete S-Bahn sta all'area metropolitana come la U-Bahn sta all'area cittadina vera e propria.
In proporzione, quindi, la S-Bahn ha fermate più distanziate, maggiore velocità media, ma cadenzamenti più ampi.
La genialità di questo sistema è che le tante linee ramificate nella periferia dell'area metropolitana, cadenzate a 15 minuti, nel raccogliersi nelle singole linee che tagliano il centro cittadino, se sono ben coordinate vanno a generare un cadenzamento magnifico, anche di 2-3 minuti, nel servire il centro.
Fondamentale è la differenza fra questi servizi e le ferrovie normali: le linee S-Bahn, infatti, dispongono di linee e binari esclusivi, totalmente disgiunti ed indipendenti dalle linee ferroviarie (che chiameremo DB, Deutsche Bahn, ferrovie tedesche)
In questo modo il traffico vicinale, dell'area metropolitana, viene svolto in modo completamente indipendente da quello a lunga e media percorrenza.
Inoltre, al di fuori delle città le ferrovie normali si dividono a loro volta in linee tradizionali e le vere e proprie linee AV.
Da noi, dove non si è mai radicata la cultura dello sviluppo ferroviario, si è sempre cercato di fare tutto sulla stessa lurida linea. Per arrivare ad oggi e rendersi conto che il sistema collassa
Mi spiego meglio basandomi su Berlino, di cui conosco bene il sistema e che è esempio perfetto di come costruire un sistema ferroviario efficace.
(da Wikipedia)
Dunque, notate come esista, attorno al centro città, una linea circolare, e diverse linee S-Bahn ramificate che possono essere raccolte, idealmente, negli assi che attraversano il centro in verticale e in orizzontale.
Una croce celtica, schematicamente. Il circolo si percorre in un'ora tonda.
Come dicevo, ogni singola linea ha un cadenzamento di circa 10-15 minuti, che per una periferia suburbana è accettabile. Ma dato che tutte queste linee si condensano in due soli assi, è chiaro che con un buon coordinamento si riesce ad avere, negli assi centrali, un treno ogni 2-3 minuti
Il caso di Berlino è emblematico per la sua geniale semplicità.
L'asse orizzontale è costituito da una ferrovia soprelevata, completamente allo scoperto. 4 binari che si snodano da Ovest ad Est (la coppia di binari S-Bahn e la coppia di binari DB). Lungo questo asse vi sono diverse fermate S-Bahn che offrono un servizio fenomenale all'interno delle città, e poche fermate DB, di cui ormai solo una è la vera stazione principale.
L'asse verticale è in buona parte sotterraneo, e le linee S e DB non sono strettamente parallele.
Infatti il punto di incrocio delle S è la stazione di FriederichStrasse, mentre per le DB è la nuova, monumentale, fantastica Berlin Hauptbahnhof (Stazione Centrale).
I crucchi sono stati folli nel creare ex novo una stazione con 6 binari che passano orizzontalmente in soprelevata, e 8 che passano verticalmente in sotterranea, ma chiudo qui la parentesi su Berlino perché potrei occupare un topic da solo... e lo farò, perché merita se si vuole capire cosa significa creare un sistema ferroviario con i controcazzi
Ad ogni modo, l'esempio serviva a capire come si debba entrare nell'ottica di avere 2-3 linee dedicate per ogni servizio esclusivo, a livelli diversi: linea suburbana, linea lunga percorrenza, linea lunga percorrenza AV.
Come dicevo, in Italia per scarsa lungimiranza si è sempre pensato di fare tutto basandosi su una sola linea.
Approfondimento sullo sviluppo delle infrastrutture in Italia
In Italia, oltre ad una generale sfiga geomorfologica, abbiamo la sfiga peggiore che possa colpire lo sviluppo infrastrutturale di un Paese: siamo tutti straordinariamente divisi, e intendo nel senso della distribuzione della popolazione.
In Germania, e ancora di più in Francia, la popolazione è condensata in grandi aree metropolitane, degne di questo nome, separate dal vuoto pneumatico.
Invece da noi questo modello si riscontra a Milano, forse a Roma, a Torino, ma altrove la popolazione è tutta sparpagliata in modo terribilmente uniforme.
E' un emblema il caso della mia zona: tecnicamente l'area metropolitana PaTreVe, creata dal triangolo Padova-Venezia-Treviso avrebbe potenziali di sviluppo assurdi. Ma per creare sviluppo bisogna accentrare. E invece l'interno di quest'area è ricoperto di distese di villette unifamiliari senza uno straccio di centro logistico/culturale/economico.
Venezia è isolata da tutto e in ogni caso non ha possibilità tecnica di sviluppo. Padova e Treviso sono troppo piccole e ancora troppo provinciali. Ad andar bene, si dovrebbe radere al suolo l'intera Mestre, che tanto fa cagare come nessun'altro posto al mondo, e costruire PaTreVe City da zero
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ma purtroppo questa è fantascienza dello sviluppo metropolitano.
In ogni caso, è chiaro che per i cuggini franchi è più semplice fare una bella rete suburbana intorno a Parigi e poi fare una singola linea superfica che colleghi Parigi all'area metropolitana "Sud", piuttosto che per noi che per avere un minimo di ricettività della popolazione dobbiamo costruire linee che fermino ad ogni angolo di strada, mandando in vacca il vantaggio delle lunghe distanze.
Tornando a bomba: oggi in Italia, con la costruzione di linee AV che catturino il traffico a lunga distanza, liberando le linee storiche, compiamo il primo vero passo verso il sistema ferroviario tedesco.
Chiaro che è tutto più complicato perché in Germania l'hanno fatto cento anni fa quando il costruito era un millesimo di oggi, e tutto era più facile ed economico.
Ma è idiozia pura pensare che l'Italia possa tirare a campare senza sviluppare un sistema AV indipendente dalle linee tradizionali...
E in quest'ottica è evidente che il pendolare che si lamenta, per il solito particolarismo, che "è inutile che diano i soldi alla TAV, meglio che li dedichino a far arrivare puntuale il mio regionale", merita di essere preso a badilate in faccia.
Perché non ha capito che senza AV, possiamo investire il budget annuale del ministero della Difesa USA nelle FS, ma il suo regionale sarà sempre bloccato dai treni a lunga percorrenza che NON dovrebbero viaggiare sulla stessa linea (in un mondo sano, s'intende...).
E' evidente che meritano di essere rinchiusi i sedicenti difensori televisivi che passano la giornata a scovare i trucchi e i lazzi per cui la TAV non è cosa buona e giusta.
Perché o sono ciechi, e allora sono degli ignoranti che non meritano di fare informazione, o lo fanno in malafede e allora sono delle feccie umane.
Inoltre diventa chiaro che con più treni a disposizione il passo più ovvio sarà avere meno traffico sulle strade. Tutti gli imbelli incapaci a guidare, invece di rompere i cosiddetti a noi appassionati a forza di volere l'automobile automatica :twisted: potranno viaggiare comodamente su automaticissimi treni, e soprattutto ci potranno viaggiare le merci in gran quantità, in modo che magari qualche cristiano in meno venga frittellato dai tir sull'autostrada.
Ma uccidere la lobby del trasporto pesante sarà impresa durissima...
Altro tema importante è che, grazie al progetto AV, molte città vedranno ridimensionati e razionalizzati i propri nodi ferroviari interni... ad esempio, Torino sta ricevendo una grandiosa ricostruzione della viabilità ferroviaria, mentre Roma e Milano vedono la creazione di nuovi raccordi per rendere più scorrevoli i collegamenti a lunga percorrenza.
Posto che le stazioni di testa, cioé quelle che finiscono a binario morto, solo LA MORTE di un sistema ferroviario rispetto alle stazioni di scorrimento, è desolante pensare che in Italia quasi tutte le stazioni principali nelle città sono di testa.
Roma Termini, Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Venezia, Firenze, Napoli...
Infatti là dove si va ricostruendo ex novo un nodo ferroviario, si evita in tronco l'uso della stazione di testa (es. Torino e anche Berlino, dove si è trovato il modo di riadattare con intelligenza le sfighe esistenti...).
Oppure si va cambiando la centralità delle stazioni rispetto alle città. A Roma, ad esempio, è stato stabilito che i treni che terminano la corsa in città passeranno dalla linea veloce direttamente a Roma Termini (con un nuovo raccordo ora in costruzione) mentre quelli che proseguono verso Sud bypasseranno la stazione principale fermando solo a Tiburtina.
Anche in questo caso, l'idilliaca Berlino ha trovato una soluzione ottimale al problema della transitabilità...
Per concludere la mia dissertazione, e aprire il dibattito, riporto un interessante articolo che rubo dalla rivista specializzata iTreni che spiega con chiarezza i pro dell'AV e perché in Italia abbiamo saputo tirare la zappa sui piedi anche ad un progetto così importante.
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