Io credo che nelle varie battute di caccia alla ricerca delle colpe si debba anche, onestamente, includere il fatto che NOI, pur avendo in mano come consumatori un potere mooolto più grande di quello che abbiamo come elettori, NON lo sappiamo e in buona misura non lo vogliamo adoperare affatto.
.
Combattere l'inflazione e le speculazioni brontolando, continuando a comprare come prima e votando per qualche politico più o meno ipocrita nella speranza che egli un domani faccia qualcosa che un dopodomani possa in qualche modo influire positivamente sui prezzi delle merci mi sembra una... strategia come minimo assai contorta e decisamente tutt'altro che tempestiva e affidabile.
Per non parlare delle nostrane e fin troppo numerose (non sarà per via dei generosi contributi pubblici che ricevono?) associazioni a... difesa del consumatore, che mi pare abbiano una concezione assai curiosa del loro ruolo. Esse infatti mi sembrano convinte che la loro missione consista nel comunicare tempestivamente ai consumatori la natura e l'entità dei rincari e nel calcolare di volta in volta la spesa aggiuntiva annuale che dai rincari deriverà. Cosa che fanno
regolarmente. Praticamente l'unica.
Molto più diretto, immediato e conveniente (anche da un punto di vista squisitamente monetario) sarebbe, invece, brontolare meno e agire nei confronti delle merci che costano troppo, SMETTENDO di comprare quelle che non sono indispensabili e RIDUCENDO sensibilmente gli acquisti delle altre. Il tale negozio alza i prezzi in maniera esagerata? Non serve (e nemmeno è giusto) insultare o bloccare o spaccare; molto più semplicemente e legittimamente, NON si va più in quel negozio fino a che i prezzi non tornano a posto. Al supermercato i pomodori costano il 5O% in più? NON li compro, li lascio lì, li mangi lo speculatore. Il distributore che pratica prezzi più alti, ANCHE DI POCO, rispetto ai distributori della zona dovrebbe rimanere deserto, invece viene regolarmente frequentato da moltissimi compratori i quali, ci mancherebbe, se interpellati si producono immediatamente in calorose proteste verbali nei confronti di quegli stessi prezzi che stanno pagando pur potendo pagare meno a pochi km di distanza. Con la bocca si protesta, con il portafoglio si approva; in questo mondo in cui il mercato è la vera divinità che TUTTI venerano con l'intercessione dei sacerdoti pubblicitari, pesa di più la parola o il portafoglio?
.
Certo, quanto sopra comporterebbe un po' di SACRIFICIO (cosa che oggi è decisamente fuori moda), però avrebbe un effetto incommensurabilmente più concreto e rapido di qualunque protesta, voto politico, manifestazione di piazza ecc. D'altra parte, un piccolo sacrificio spontaneo oggi dovrebbe essere preferibile ad un colossale sacrificio inevitabile domani. Dovrebbe...




LinkBack URL
About LinkBacks

Rispondi Citando






Segnalibri