
Originariamente Scritto da
marimasse
Mah, per me non è affatto giochino. E', piuttosto, l'UNICO strumento legale che abbiamo, come consumatori, per influenzare il mercato. Uno strumento potentissimo, il più potente, per la semplice ragione che il mercato dipende totalmente dal consumatore. Forse il mercato è l'unica cosa che, da semplici cittadini, possiamo davvero influenzare.
Peccato che il consumatore, però, sia ancora ben lontano dall'esserne consapevole e, soprattutto, dall'essere abituato ed intenzionato ad esercitare con metodo questo suo potere, preferendo brontolare e aspettare che "qualcuno" arrivi dall'alto a castigare i cattivi e sistemare le cose. Credo si tratti in buona misura di un retaggio culturale che ci si porta appresso da tempo immemorabile e fin da piccoli. La mamma, la maestra, il professore, il preside, il prete, il sindaco, i carabinieri, il vescovo, il ministro, il governo, il presidente, lo stato, il papa, il padre eterno: sempre a qualcuno di loro spetta il compito di provvedere. Noi, poveretti, "nulla possiamo fare", "non abbiamo alternative" e quindi... nulla facciamo; un modo come un altro per chiamarsi fuori dalla questione. Una variante, molto gettonata, consiste nel proporre soluzioni drastiche e ciclopiche (tutti a piedi per una settimana, blocchiamo l'autostrada UNA domenica mattina, disertiamo in massa tutti i distributori di quel marchio...) tanto gratificanti e facili a dirsi quanto impossibili o insignificanti all'atto pratico.
Non è vero che "non abbiamo alternative", esse ci sono eccome: magari non comodissime e dilettevoli, ma ci sono. Possiamo benissimo NON comprare l'auto nuova e tenerci quella "vecchia" che funziona ancora alla grande; possiamo fare rifornimento dove il carburante costa meno; possiamo eliminare una parte degli spostamenti NON necessari e così via. POSSIAMO, anche subito, nessuno ce lo impedisce, ma NON lo facciamo.
Per quanto debole, la legge che genera la liberalizzazione del mercato dei carburanti ESISTE GIÀ da tempo, come da tempo ESISTONO sul territorio distributori sempre più numerosi che praticano prezzi meno alti, a volte anche di 6-8 centesimi (12O-15O lire). La liberalizzazione e la concorrenza, però, NON POSSONO funzionare SENZA il contributo attivo del consumatore, che quotidianamente castighi chi specula. Il consumatore passivo, che aspetta l'intervento di... terzi, NON FAVORISCE la liberalizzazione ma il suo esatto contrario e, infatti, l'esatto contrario ottiene.
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