
Originariamente Scritto da
marimasse
Oltre al fatto che mi sono abbastanza stufato di essere preso per i fondelli, uno dei motivi principali per cui ho deciso di ridurre sensibilmente i miei viaggi di presunto "svago" è proprio la mia conoscenza del "piacere" di cui tu parli.
Ho iniziato a guidare quasi 30 anni fa e per molto tempo sono stato un grande viaggiatore, amante della guida. Ho posseduto ed utilizzato intensivamente, per una decina di anni, anche una bella moto da turismo. Il fatto è che oggi quel "piacere" non esiste assolutamente più, se non nei ricordi, nella fantasia e negli spot televisivi (nei quali, guarda caso, MAI si vedono code, autovelox, dossi artificiali, grandi rettilinei con limite 50, cantieri pretestuosi, semafori insulsi, rotatorie inutili...). Contemporaneamente la quantità di quattrini che si deve sborsare per possedere un'auto e guidarla è aumentata a dismisura: basta provare un attimo a ragionare in lire per constatare che i prezzi delle auto sono grotteschi, ricambi ed officine hanno tariffe allucinate (80-100mila lire all'ora per un meccanico ragazzino che, in una officina blindata come una sala operatoria, cambia l'olio...), così come tutte le gabelle cui bisogna sottostare.
Quindi il prodotto "guidare" è diventato mooolto meno gratificante e mooolto più costoso: in altre parole, NON vale assolutamente più quello che costa. Perché allora dovrei continuare a comprarlo come prima? La stessa cosa mi accade ad esempio con le pesche noci, di cui ero un mangiatore formidabile fino a 7/8 anni fa, quando in questa stagione con 6mila lire ne portavo a casa 5kg, buonissime, che mi duravano due o tre giorni al massimo. Ultimamente non riesco più a trovare pesche della stessa qualità; quelle che trovo sono decisamente meno buone e per comprarne 5kg ci vogliono come minimo 15mila lire. Perchè mai dovrei pagare tre volte tanto per delle pesche MENO buone? Non ho smesso di mangiare le pesche, ma i sacchetti da 5kg sono un lontano ricordo, assieme al sapore delle pesche che contenevano.
Forse sono più fortunati (o sfortunati, dipende dal punto di vista) coloro che, essendo parecchio più giovani, NON possono avere gli stessi ricordi che ho io e possono quindi accontentarsi di quello che oggi il convento passa; per quanto mi riguarda, proprio non ci riesco.
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