Petrolio, l'Opec non taglia la produzione
E i prezzi del barile scendono ancora
Ipotesi di taglio da parte del cartello dei produttori meno probabili: oro nero sotto i cento dollari
NEW YORK - Le quotazioni del petrolio scivolano fino al minimo degli ultimi cinque mesi - e sotto la soglia dei cento dollari - dopo le dichiarazioni dei ministri petroliferi del Venezuela e dell’Arabia Saudita, che fanno pensare che l’Opec deciderà comunque di mantenere invariata l’offerta, e dunque non di tagliarla. Il mercato «è ben equilibrato», ha detto in particolare proprio oggi Ali al-Naimi, ministro petrolifero dell’Arabia Saudita. A provocare il calo dei prezzi del petrolio è anche l’indebolimento dell’uragano Ike.
SOTTO I 100 DOLLARI - Il petrolio di qualità «Brent», quello estratto nel Mare del Nord, è così sceso sotto la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta negli ultimi cinque mesi. Le quotazioni dei futures con consegna a ottobre sono scese a 99,50 dollari, in calo del 3,7%.
AI MINIMI DA APRILE - Anche il greggio di qualità americana, il Wti, fanno segnare prezzi in deciso calo: i futures sul petrolio con scadenza ottobre hanno chiuso la giornata di contrattazioni perdendo quasi il 3%, al livello minimo dal 2 aprile scorso, attestandosi a 103,26 dollari al barile sul New York Mercantile Exchange.
BORSE IN FORTE CALO - Il calo del prezzo del barile ha pesato sugli indici di Borsa, americani, con l'indice S&P500 che ha subito il peggior calo percentuale dal febbraio 2007.La discesa del greggio ha colpito le azioni delle società energetiche, compresa Exxon Mobil, facendo evaporare i guadagni ottenuti il giorno precedente con il salvataggio dei colossi dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac. Il Dow Jones è sceso del 2,43% a 11.230,73. Lo Standard & Poor's 500 ha perso il 3,41% a 1.224,51, mentre il Nasdaq è calato del 2,64% a 2.209,81.
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