Stavam sul sito noi di quattrorote
Di Fiat a sviscerar dolenti note
Tentando di capir l’Alfa Romeo
Di Lancia d’arginar lo piagnisteo
Decente era dapprima quello posto
Con un parlare cheto e ben composto
Li tipi strani erranti nel parlare
Noi potevamo ancora sopportare
Man man che la favella s’allargava
Novello e strano volgo v’arrivava
S’aggiunse pure qualche incompetente
Financo qualcheduno assai fetente
Fetente era colui che senza scorno
Calava gran person nell’altoforno
Di certo era fra tutti lo peggior
Ei fuse fresco e cantarel testor
Vi fu fermento molto per giemme
Volendo lei di Fiat le sue gemme
Nell’altoforno arse un gran carbone
Per fonder dell’accordo il suo caprone
Divenne bella gara ed anco magna
La Fiat contro tutta l’Allemagna
Lo volgo si divise in due fazioni
Con feri colpi e singolar tenzoni
Furente v’arrivò come un montone
Financo un molto noto gran koglione
Menando calci e pugni a chicchessia
Sicchè qualcun risolse si andar via
Quell’aria assai così divenne immonda
Lo gran rumor si fece baraonda
Nessuno a controllar lo gran fetore
Svanì lo buon parlar nonchè l’ardore
La gente disperata e molto affranta
Si rifugiò financo in zona franca
Cadendo poi delusa e senza pace
Dalla padella nella peggior brace
Noi cercavam d’uscir da quell’inferno
Regnandovi oramai lo malgoverno
Urgeva a questo punto del cammino
Un nuovo posto calmo e più carino
Lo Fulvio a un certo punto disse calma
Vi creo uno posto io; ho io l’arma
Ciò detto lui sparì per un pochetto
Poi ritornò prendendoci di petto
Ragazzi, disse, tiè codesto posto
Per ora esso è un pò scomposto
Metteteci commenti e desideri
Lo chiamerem direi Autopareri
Col vostro aiuto e con un po’ d’ardore
Sarà lo più bel posto sul motore
Qualunque vostra idea è la benvenuta
Per aggiustar lo schema e la tenuta
Astengansi cafoni e gran carogne
Chi sgarra butterò dentro le fogne
Non voglio nè carogne e né fetenti
Soltanto tipi onesti e brave genti
Il primo ad approdar nel nuovo porto
Fu grande Velox che con gran conforto
Si mise assai d’impegno a moderare
Per appianar li moti in questo mare
La nuova gente ancora assai irritata
Si aggiunse poi di quì alla spicciolata
Essendo lei felice e d’ardor mossa
Di quattrorote abbandonar la fossa
Per le più gran figur d’annoverare
Non basta uno spazio grande un mare
Mi occorre di evitar rancori e stizze
Citando prima Desmo e poi l’Albizzie
Lo Taurus ho da citar, non sono stolto
Gran personaggio forte e pure colto
Ei fu di questo posto e ancor lo è
Lo più richiesto e amato quì che c’è
Sol lui conosce assai qual è lo vero
E spesso qui ci svela lo mistero
Da lui scopriamo noi ed assai spesso
Che lo giornale è da buttar nel cesso
L’inceder suo sicuro assai sovente
Qui dentro fa inkazzar diversa gente
Non perde l’occasion, come rapace
Rettificar lo gran parlar fallace
Lo Taurus arduo è beccare in fallo
Perciò ei sempre appar sul piedistallo
Mi sembra esser suo un divertimento
D’invidia far crepar qualch’elemento
Pur lui ha il suo diritto a divertirsi
Nessuno offeso quì ha da sentirsi
Poiché non puoi imparar se non perdoni
Chi fa del suo saper dei gran bei doni
E gran menzione poi demerita uno
Lo Centoventisei centotrentuno
Qui noto anche come il frazionato
Pel suo parlar di certo assai sfrontato
Codesto tipo assai ci fa inkazzar
Gran colpi e pure fulmini menar
Faremo noi di lui una mascotte
Sennò ci tocca empierlo di botte
Nessuno fu di lui giammai capace
Creare un che non sapendo tace
Nemmeno lo potè Terminatòr
Nè manco il gran Velox raptòr
Lo Caravaggio poi quel gran pittor
Va ringraziato qui, mi par ch’è l’or
Pel bello e non di poco suo ardor
C’ha messo nel creare con amor
Nell’ombra stette a lungo a meditar
D’Autopareri il logo a disegnar
E il tempo per un pezzo gli mancò
Per chiacchierar almeno per un po’
Si limitò a lurkar di tanto in tanto
E sol per eccezion scrissse financo
Che tanto e molto il tempo gli mancava
Preso com’er da quel che disegnava
Adesso che il lavoro è ben riuscito
Va detto amico grazie all’infinito
Ricambieremo noi il gran favore
A quei che han donato il loro ardore
Se il mondo non avesse ste figure
La noia regnerebbe ed assai pure
Per loro abbiamo un posto per sognare
E il navigar ci è dolce in questo mare
La passion vive quì dal 4 Marzo
Con gran calore e con tanto sfarzo
Il fatto avvenne nel duemilatre
Abbiamo pur Stefàn settantatre
Siam di trecento assai di più e forti
Da quattrorote arrivan le coorti
E cresceremo poi esponenzialmente
Per lo arrivar di sempre nova gente
Gasparein, Ghitto, Stev sessantuno
Blek Macigno, Renyuri centsessantuno
Vespottino, Giulio, Alfatizetauno
Meglio di voi non c’è qui nessuno
BluPitti, Coco, Maurijj e Daytona
Silob, JackVilleneuve e Maxsona
Nellenjoy ed Alfacentoquarantasette
Chi più bei nomi ha di più ne mette
Greeneyes, Luciano centocinquantaquattro
Sonata Arctica, Texano, Carrera quattro
Nellenjoy, OverBoost e pure Gio
Che appassionati che qui io ho
Flower, Tomhagen e ClaudioZeta
Zarathustra, Guiness e ventitre Betha
FiatFinlandia, Ciccio e wwwWal
Son tutti grandi ed assai speciàl
Elias, Gianky, Ciccio, Eccezziunale
Artemis, Roberto, Trentatre stradale
Bialbero e il Fusi quei gran bei signori
Vogliono l’Alfa con dei bei motori
Tommy, Abarth03 e lo Drucker
Phoenix, Guglielmo, Lanciaboxer
Phormula, Panda, Luxan, Neogene
Non c’è nessuno fermi che li tiene
Duetto ottanta, Kenzo e Dunnet
Lorenz ottantadue, Geo, Imothep
Steka, Isogrifo, Chicco, Defiant
Sempre attaccati stanno al volant
Uno abbiam pure gran bello poker
Fatto di gran bravi bei designer
D-Sign, F. Piëch ed il grande Aymaro
E Stefano settantatre forte e caro
A tutti quelli io chiedo perdono
Che qui a far la rima non son buono
Io più degli altri qui a voi saluto
Ma ora ho lo spazio qui ecceduto
Ora è metà Dicembre duemilatre
E il Santo bel Natale fra un po’ c’è
Felici e gioiose siano le vostre feste
Vi porgo in regalo ste rime modeste.



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