E cosa propone come soluzione? Che dovremmo nuotare nel guano, lo si sa già. Gradirei però che si spiegasse come si esce, non come ci siamo finiti...
ØØØ, abbiamo vissuto dieci anni illudendoci che i debiti fossero normali, buoni e giusti. Ora scopriamo (o meglio, ri-scopriamo) che i debiti vanno ripagati.
Roba lapalissiana, ma che si è ignorata.
Alfiat Bravetta 1.4 "vecchiofire" turbo raffazzonato con assetto da tassinaro. Telepass out of date, benza dove capita.L'investimento in conoscenza è quello che paga il più alto tasso di interesse (B.Franklin)
in realtà vari studi dimostrano che:
tutti i paesi hanno creato PIL incrementando il debito pubblico+privato ( a questo punto sarebbe da rifrasare dicendo: finanziandolo con il debito pubblico e/o privato)
l'italia in questa classifica non era affatto messa male, cioè ci sono paesi che hanno aumentato il PIL ma anche molto di più il debito.
....solo che noi eravamo già in netto "vantaggio" da prima.
The US Air Force has ordered Passats for stealth duties –
they’re so uninteresting the enemy will never notice them, yet they’re made of granite and never go wrong. Top Gear Oct. 2010
"In giro vedo troppi maestri d'automobile improvvisati." S.M. 17.09.2012
Spread 19 marzo: 281 pt
Spread 22 marzo (ore 11): 316 pt (+12.4%)
Occhio gente...
Vorrei fare presente che la crisi del '29 è stata superata paradossalmente propio col debito, deficit-spending per la precisione;
il debito non è un problema quando lo si impiega nei giusti modi aumentando il pil. Noi abbiamo avuto la rara capacità di aumentare lo stock di debito senza con ciò creare crescita, ecco perché il nostro rapporto debito\pil è tra i più alti al mondo.
Secondo me il rigore va bene, perché la crisi è una crisi di fiducia, ma ad esso si devono accompagnare anche politiche per la crescita, altrimenti non ne usciamo
I debiti sono buoni e giusti fino a quando vi è la capacità finanziaria per pagarli.
Rilanciare la crescita attraverso il debito pubblico è economicamente corretto, a condizione che:
1) lo si faccia entro i limiti della sostenibilità
2) vi sia un controllo rigoroso e mirato sull'impiego dei fondi pubblici (leggasi: evitare i finanziamenti a pioggia o ad minchiam)
3) lo spreco di danaro pubblico sia non dico azzerato ma quasi
4) vi sia una struttura economica e produttiva in grado di far fruttare gli investimenti che confluiscono in essa.
In Italia siamo ben lontani da queste condizioni, per cui prima si mettono a posto i fondamentali, poi si può pensare a quanto sopra.
Manca la redistribuzione del reddito, e quindi non si riescono
ad aumentare i consumi, ne' l'impiego.
Alla base di tutto c'è il fatto che immani masse di ricchezza
sono concentrate e non girano, il cinese che produce tantissimi
beni non li consuma e ha portato via il lavoro
all'occidentale che una volta poteva farlo.
Il problema è che la disponibilità di beni è nettamente superiore
alla capicità di assorbirla. Ecco quindi montagne di roba di qualsiasi tipo
che non si riescono a vendere a parte pochi casi, e che soprattutto
non consentono a quasi nessuno di ricavarene abbastanza per alimentarne il consumo.
Per me bisogna rinegoziare certe regole di mercato sia tra le nazioni che con le aziende.
Ma forse va' invece benissimo così perchè se vedete le cose per i miliardari
stanno andando sempre meglio e di solito le regole non le fanno gli ultimi ma i primi.
Aggiungo che buona parte della corruzione dilagante tra chi ci governa è frutto
di una sensazione di incapacità di cambiare le cose, e che questo è l'ultimo
banchetto prima di una lunga carestia quindi arraffiamo tutto l'arraffabile
fin che si può e finchè c'è ancora qualcosa da arraffare.
Segnalibri