L’
aumento del costo del carburante non ha portato e non porterà i frutti sperati.
Il governo dei tecnici ha fatto male i conti e non ha considerato che un costo così elevato potesse produrre
un crollo della domanda.
Da quando è entrato in carica il governo Monti l’acquisto di carburanti è sceso di quasi
970 milioni di litri a discapito di un prezzo sempre più elevato. La benzina è aumentata del 20,8 % su base annua e il gasolio del 20,5. Il prezzo elevato ha fatto crollare la vendita.
Dove sono finiti tutti questi litri mancanti ? Chi può va a
comprare il carburante all’estero. C’è stato un vero e proprio boom negli ultimi mesi di persone che superano il confine per fare rifornimento ad un prezzo più vantaggioso. Un fuggi fuggi generale che fa molto felici i Paesi confinanti. Alcuni distributori ai confini hanno applicato sconti ai residenti, ma se il prezzo, come sembra, aumenterà ancora non ci sarà sconto che tenga.
Dall’altra parte invece, chi non può sconfinare si dedica al risparmio, non comperando il carburante e utilizzando il meno possibile la macchina o, come sempre più spesso accade, condividendo l'auto (e quindi i costi) quando, ad esempio, si va al lavoro.
Siccome si parla spesso di futuro dell’Italia e degli italiani, si dovrebbe farlo analizzando il recente passato. Questo calo infatti era tutt’altro che imprevedibile e bastava controllare l’andamento degli ultimi anni. Un aumento ulteriore e così imponente ha dato il colpo di grazia ad un mercato già in calo. Da un governo di tecnici e statisti ci si aspettava di più.
Il governo si sta interrogando sul da farsi e lo stesso
ministro Passera è consapevole che una mancata entrata di tale proporzioni potrebbe causare importanti effetti negativi sui conti pubblici. Si valuta come soluzione una sorta di dietrofront con una manovra di riduzione delle accise dei carburanti. Questo soprattutto in vista del 2013 in cui sarebbe previsto il pareggio di bilancio. Il condizionale è d’obbligo e non promette nulla di buono se si valuta il successo della manovara sui carburanti.
Dei 5,8 mld previsti probabilmente ne arriveranno solamente 2,5.
Inoltre se si pensa all’ormai imminente incremento di 2 punti percentuale dell’Iva e il rincaro delle accise sul carburante in caso di calamità destinato alla Protezione Civile, agli italiani non resta che cercare di limitare i danni come possibile. I tanto acclamati tagli alla spesa pubblica infatti potrebbero non bastare, soprattutto nell’immediato.
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