Al contrario, io dicevo che alcune differenze hanno senso, per esempio quelle fiscali, ma che queste non ne determinano necessariamente altre.
Noto che hai una estrema difficoltà a comprendere il significato e l'uso della parola "cazzate".
E allora?
Ciò dovrebbe stabilire una differenziazione permanente in ogni ambito? Specie quelli non ancora considerati?
No.
Si presenta un nuova fattispecie, si determina se ha senso una differenziazione e si aggiorna la normativa relativa.
In questo caso non ha senso differenziare.
L'esempio del medico è calzante eccome.
Quanto al tuo esempio, rimandandoti comunque a quanto ho scritto qui sopra, circostanzialo un po' che eventualmente avrei delle domande da farti.
Intendi forse dire che la testata giornalistica è un soggetto giuridico e il blog no?
Spiegamelo tu
E tu, in aula, alla tua controparte rispondi con un "dici cazzate"?
O sei un tantino più civile?
Suppongo che l'introdurre l'obbligo di rettifica comporti l'obbligo di mettere a disposizione uno strumento atto a svolgere la funzione.
Il può essere precisato altrove, come indicato, ad esempio, nell'Art. 24 della legge n.47/1948vedi sopraArt. 24 - (Norme di attuazione) Il Governo emanerà le norme per l'attuazione della presente legge.
Vedi sopra
Se non ha utilità perchè prevederla per stampa e TV?
Tutti quelli che portano a rettifica per stampa e TV
Guarda che se le persone si limitassero a descrivere i fatti praticamente non ci sarebbero nè rettifiche nè denuncie/querele per diffamazione.
Come vengono descritti i fatti, spesso fa la differenza.
No, ho detto prendiamo ad ipotesi un testo che non preveda il divieto di commento e vediamo se, tolto questo, possiamo andare oltre nel ragionamento.
Cioè io avrei timore che venga rivelata la mia natura di troglodita?
Ti rimando al dizionario anche per l'espressione "coda di paglia".
Rileggi un po' la tua frase.....
Il mio evidenziare gli attacchi personali spunta fuori ogni volta che incontro qualcuno che, spesso con arroganza, cerca di parlarmi dall'alto in basso.
Cambia dizionario.
Io cosa starei svicolando?
Limiti e giustificazioni che, guarda caso, non sono nemmeno ipotizzabili (pena la cina) fuori dagli ambiti già stabiliti.
Beh qui c'è da morire dal ridere.
Sono tre pagine che ti illustro la necessità della rettifica (negli stessi casi prevista per stampa e tv).
Puoi dire che non sei d'accordo ma non che non ti ho dato una giustificazione.
Nei paesi che prevedono la pena di morte suppongo di si.
In Italia si ritiene di non farlo.
Si, può creare il suo giornaletto e No, non è equiparabile alla rettifica su Corriere, Repubblica o il Fatto.
Evidentemente tu la pensi così.
Il signor Mario, io e altri abbiamo un'opinione differente.
Tanti auguri nel caso dovesse capitarti per cliente il signor Mario.
Basico?
Non sei tu che stabilisci se una determinata affermazione sia diffamazione o meno.
Lo fa il giudice nel corso del procedimento.
Come puoi quindi stabilire a priori cosa sia diffamazione?
Nell'articolo 595 del cp si parla di offendere l'altrui reputazione.
Nell'articolo 8 legge 48 n.47 si parla di atti o pensieri o affermazioni ritenuti lesivi della dignità o contrari a verità
Nell'articolo 10 comma 2 della legge 1990 n.223 si parla di lesione di interessi morali o materiali
Secondo te sono tutti termini che non hanno nulla in comune?
E poi quale sarebbe il ragionamento?
Tu domani leggi su un quotidiano qualcosa che ti offende, per te diffamatorio.
Mandi la richiesta di rettifica al giornale.
Il giornale riceve e a quel punto fa una bella pensata e decide se effettivamente hanno diffamato e allora non pubblicano la rettifica, oppure se sia una offesa non diffamante e allora publicano.
Se poi vuoi, puoi chiedere il parere di questi colleghi studio cataldi e alla cassazione citata.Il che mi pare significhi, non so, aiutami tu che sei del ramo, che, in caso di diffamazione, la rettifica è un dovere.Reato di diffamazione a mezzo stampa: irrilevanza di rettifiche e smentite
La quinta sezione penale della Corte di Cassazione (Sent. 32364/02), ha stabilito che l?elemento soggettivo del reato di diffamazione a mezzo stampa e di omesso controllo dell?informazione, non viene meno né in caso di successiva rettifica dell?informazione né in caso di pubblicazione della smentita proveniente dalla persona offesa. La Corte ha chiarito che al diritto d?informazione della stampa, cui si estende per analogia anche al diritto di cronaca ?si accompagna il dovere, penalmente sanzionato, di agevolare prontamente il ristabilimento della verità, come si desume dall?art. 8 della Legge sulla stampa 47/1948?. Tali attività sono dunque obbligatorie e non possono far vinire meno le ipotesi di reato.
(05/12/2002 00:00 - Autore: Cristina Matricardi)
Premetto che non mi garba che si prenda a base di discussione questo forum.
Sembra voler chiamare in causa gli admin di AP e ogni mia riflessione sembrerebbe un rilievo mosso a loro.
Il che non è mia intenzione e mi mette in una posizione scomoda.
Preferirei mantenere il discorso su un piano ipotetico o citare un altro esempio.
Procedo con le risposte ribadendo quanto appena detto e riferendomo in ogni caso ad un caso ipotetico.
Visto che vuoi quantificare, quantifica il numero di rettifiche tollerabili da uno staff ridotto e quante ritieni possano realmente arrivare
A meno che tu non voglia semplicemente dire che sono andati in ferie, mi vien da ridere a pensare che un blog/forum privo di una struttura professionale (come dici te), si prenda la briga di andare in Brasile per il suddetto servizio.
A ogni modo credo che anche in brasile vi sia la connessione ad internet.
Chi sono i responsabili del sito web a norma di legge, in caso di altri reati?.
Il o i responsabili del sito, qualora ne sentissero la necessità.
Chi lo paga il geometra a me, costretto a rifare i confini di un terreno di campagna di mia proprietà, nel quale si è allegramente allargato il vicino?
Nessuno, me lo sono pagato da solo per impedire che il suddetto, un giorno, usucapisca ciò che è mio.
Ti rammento ancora una volta, che l'ipotesi in discussione prevede l'ente di conciliazione.
Sempre per il discorso di eliminare ciò che osta al proseguio del ragionamento.
Indubbimente ma, spero non me ne voglia J-Gian, sulle conseguenze di un DDL mai approvato, suscettibile di modifiche, senza precedenti e ulteriormente adattato nel corso della discussione può esporre le sue ipotesi.
Se siano più corrette o meno delle altre credo sia materia di discussione.
Che mi pare sia la conseguenza di questaAd ogni modo non vedo perchè io debba cercare di interpretare l'opinione di una terza persona che, peraltro, può intervenire in ogni momento.
Illuminami
Altro ragionamento capzioso.
Scrivere una cosa del genere serve solo a tirare acqua al proprio mulino, facendo leva sulle emozioni, come a far credere che la controparte (nella fattispecie io) non sia sensibile e certi argomenti.
Capisco che magari nella tua professione una mossa del genere possa attirare simpatia ma non fare questo giochino con me.
Non mi pare un comportamento così irrituale, compreso il caso citato del monopolio televisivo.
Proprio una novità in Italia eh....



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