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Top Gear Alfa MiTo feature - You little beauty - 2008 - Features - Top Gear Oh bellina! (You little beauty) Abbiamo bisogno di vetture come l'Alfa Mito, ora. Se siamo destinati ad adattare, ridurre, strizzare e, in generale, ridimensionare i nostri consume e le nostre ambizioni materiali, allora facciamolo in modo gradevole, non credete?
Non confiniamo noi stessi in grigie e clonate eco-scatole. Prendiamo piccole auto che uno stile con immaginifico, ben arredate e uno spasso da guidare.
Dal momento che non vi è davvero una parola inglese per tradurre zeitgeist [Spirito del tempo. ndt], suppongo non ci sia neanche in italiano, ma il mito si adatta al concetto
... [
Spiegazione del nome MiTO che non sto a tradurre]
Se noi abbiamo bisogno di questa auto, così ne ha bisogno l'Alfa. Sta ancora lottando per raggiungere una dimensione veramente vitale, ma nuovi modelli contribuiranno a farla crescere - sia sostituzioni per agli attuali che invecchiano (c'è una 149 con un nuovo piattaforma per il prossimo anno) sia automobili che vanno in nuovi segmenti.
Questo è un nuovo segmento, anche se si potrebbe sostenere che è la stessa taglia della Alfasud negli anni Settanta,
ma non finiamo troppo sentimentalmente sullo storico. Sarebbe un eccessivo affidamento alla stampella dell'heritage che ha, in parte, l'Alfa ridotto nel suo attuale stato ridotto. Il Mito deve essere all'altezza del 2009 e oltre. Deve essere all'altezza per sfidare in modo credibile Mini.
E' un auto marginalmente [
non capisco se intendano poco o molto ndt] più lunga rispetto al Mini e dispone di un sedile posteriore utilizzabile, che la Mini proprio non ha. Ma la Mito non è nemmeno una normale citycar: non ci sarà mai una cinque porte e la coda è piccola per rendere il corpo rigido e ottenere lo stile desiderato.
Il Mito condivide una discreta fetta di componenti con Punto, ma se così non fosse, non esisterebbe nemmeno, e comunque questo non è un cattivo punto di partenza.
Inoltre, una fetta altrettanto estesa è stata cambiata. La carreggiata è più ampia, vari trucchetti alle sospensioni sono stati aggiunti, la struttura del telaio è diversa - ci sono portesenza cornice dei finestrini, ad esempio, ed una seduta più bassa - e
nell'abitacolo non si soffre alcuna sensazione di truffa da componenti presi all'ingrosso.
E' un luogo piacevole in cui stare,
questo abitacolo - elegantemente progettato con materiali moderni, appare solido e soddisfacente al tatto. Per qualche motivo, mi ci è voluto un po' per regolarmi il sedile e volante, ma la perseveranza è stata premiata. E' davvero importante essere in grado di controllare le ruote e pedali correttamente. I piccoli finestrini ti danno un senso di comodità da grembo materno, almeno fino a quando non si cerca di vedere dietro per parcheggiare. I sensori di retromarcia sono optional indispensabile.
La finestratura piccola e la sua forma sono il risultato di
un uso deliberato di elementi di design della 8C Competizione su tutto l'esterno della Mito. Vi chiedo di trarre la vostre personali conclusioni a riguardo, ma io ho delle riserve. Ricordate quando Porsche ha messo degli spunti di design di un'automobile sportiva su una SUV? Questi ultimi non erano adatti e siamo finiti con l'aggressiva verso gli occhi Cayenne.
Su una piccola auto come ad esempio il Mito, i dettagli dovrebbero enfatizzare la larghezza, ma in questo caso
lo scudetto della 8C la fa sembrare alta, un'impressione rafforzata dai fari stretti e dal muso rigonfio. Sembra che abbia morso via più di quello che può masticare: le guance sono gonfie e gli occhio sporgono con senso di stupidità.
In realtà, la postura dell'auto è forte, perché la carreggiata è ampia ed le fiancate sono molto interessanti senza essere sovraccariche. Anche la coda ingioiellata dai LED è fantastica.
Dietro lo scudo c'è un motore 1,4 Turbo, in linea come quello usato su Bravo e Punto Abarth, ma con uno scarico lieve alfizzato e un suono da 155 CV.
Ci piace.
Inizia a infiltrarsi attorno ai 2000rpm, difficilmente mostra turbo-lag e suona rapido fino alla zona rossa. Si arriva a 100 km/h in 8,0 secondi. Se questo non bastasse, la GTA attesa per il prossimo anno, con un 1750cc turbo iniezione diretta e trasmissione a doppia frizione, offrirà fino a 230 CV.
Guardando il modo in cui il telaio si occupa di 155 CV, sono ottimista sul fatto che quei 230 cavalli non andranno tutti a morire in gomme fumanti.
Attribuendole la definizione di "più sportiva delle piccole", l'Alfa avrebbe potuto fare della Mito un kart dalla guida impegnativa, fuori posto sulle strade vere. Non l'ha fatto.
C'è un po' di morbidezza nelle sospensioni, sicuramente più che in quelle punitive della Mini. Ma molle supplementari montate coassiali agli ammortizzatori riducono la corsa in distensione della sospensione, il che aiuta a tenere sotto controllo il rollio.
Lo sterzo, anche se ha la giusta pesantezza, è carente in sensibilità, ma attraverso il sedile si percepisce bene tutto quello che il telaio sta facendo, e
le ruote posteriori seguono le anteriori con ansia gratificante. Si può persino modularne leggermente il comportamento agendo sull'acceleratore.
Proprio davanti alla leva del cambio
c'è un grande, e splendidamente realizzato interruttore a tre posizioni, che attiva quello che alfa chiama DNA. Che sta per dynamic, normal e all-weather, una sorta di manettino Ferrari per noi altri. Esso altera le soglie di intervento per il controllo di trazione e il DSC, cambia la pesantezza dello sterzo e porta in Turbo Overboost su 'sport'.
Riprogramma anche il dispositivo di
correzione assistita dello sterzo, un gadget che, nel caso di grandi sovrasterzi o sottosterzi da un spinge leggermente il volante nella giusta direzione per rimettere in ordine le cose. Ma non preoccupatevi,
se non amate certe cose da vecchiette non le sentirete neppure, perché, accidenti, siete abbastanza bravi per impostare la correzione prima ancora che arrivi il suggeimento.
Ma ritorniamo alle consueta attività quotidiana di arrancamere nel traffico. Le maniere di Mito sono OK - il motore a benzina e gli pneumatici diventano silenziosi a velocità di crociera. La versione diesel aveva una azione dell'acceleratore leggermente singhiozzante. Ah sì, il gasolio. E 'un 1.6 da 120 CV ed è molto più silenzioso rispetto a quello della mia Mini Cooper D.
Purtroppo, mentre l'accelerazione è la stessa, le emissioni di CO2 sono di 126g/km contro 104, cosicchè questa versione della Mito non sarà esente da tassa [credo per Londra]. Oh bene, alla fine del 2009 la Mito riceverà una nuova generazione di motori a benzina con un fantasioso controllo delle valvole in grado di ridurre significativamente il consumo, aggiungendo al contempo circa 15 CV.
Quindi migliorerà più avanti. Ma è più che OK così com'è. Peccato che il lancio del Regno Unito non arriverà fino a gennaio. Perché il momento giusto è ora.
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