Alfa Romeo Giulietta 1.4 Turbo 170 cv - Giulietta - Alfa Romeo - Prova - Auto
Alfa Romeo Giulietta 1.4 Turbo 170 cv
Si è fatta aspettare, a un certo punto si è anche cambiata il nome, ma adesso ci siamo:
la Giulietta va!
Finalmente si può ascoltare la tonalità cupa del suo scarico, e si può provare l’effetto che fa prendere il volante di questa nuova
Alfa. Eravamo molto curiosi di capire se certe scelte tecniche, come la nuova sospensione Mc-Pherson al posto del tradizionale quadrilatero Alfa ne avesse condizionato la personalità, visto che la precisione di avantreno è semrpe stata un “must” delle Alfa recenti.
Pronti, dunque, per il primo contatto con la
1.4 Turbo Multiair da 170 cv, allestimento
Distinctive. Si scende un po’, per raggiungere un sedile piazzato relativamente in basso, elemento centrale di un posto di guida avvolgente, di quelli che ti fanno subito sentire addosso la vettura.
Ad accentuare l’effetto cockpit, il limitato sviluppo altezza del parabrezza, ma senza sacrifici evidenti. Non serve molto per familiarizzare con i comandi, fra cui
il selettore del DNA posto nella stessa posizione della Mito, in basso sul tunnel centrale, poco oltre la leva del cambio dal pomello lucido: questa collocazione è l’unica scelta discutibile in un insieme che invece si fa apprezzare per il volante di dimensioni contenute e per la corretta spaziatura della pedaliera.
La messa in moto dà voce a un motore dal suono pieno, forse anche un po’ troppo quando ci si porta negli alti regimi. Che peraltro non sono altissimi: il limitatore stacca a 6500 ma in realtà il 1.4 finisce di dare il meglio ben prima, attorno ai 5500.
Sull’altro fronte, il turbo inizia a farsi sentire sui 1500, per diventare pieno e deciso solo oltre i 2000. Ma quando lo si tiene qui, nella fascia centrale di utilizzo, con più di 1 bar di sovralimentazione riesce a garantire
una spinta molto consistente e risponde all’istante alla pressione sull’acceleratore.
Dimenticatevi le quotazioni da saldo di fine stagione della
147 ultima edizione: la
Giulietta inevitabilmente si piazza ben più in alto, pur mantenendo una debita distanza dalle premium tedesche di pari categoria.
La BMW Serie 1 a 5 porte con motore da 170 cv ha infatti una quotazione di partenza che sfiora già i 30mila euro: ben al di sopra insomma dei
25-26mila ipotizzabili per una Giulietta adeguatamente equipaggiata. Una cifra che comunque la colloca a una distanza rilevante dalle altre berline compatte: almeno 4mila euro rispetto alla Bravo, tanto per restare in famiglia, e 1.000-1.500 sopra la VW Golf. In sostanza, l’Alfa ha optato per una collocazione a mezza strada fra la produzione di massa La gamma si presenta sufficientemente articolata sin dall’inizio, forte di cinque motorizzazioni nonché di numerose possibilità di personalizzazione, tecnica e non. Va detto comunque che gli elementi relativi alla dinamica di marcia sono presenti già nell’equipaggiamento di base, a cominciare dal sistema DNA, dal differenziale elettronico Q2 e dal controllo della stabilità. Quanto alle opzioni, il
Pack Sport (1.700-2.000 euro, comprende cerchi da 17” e assetto sportivo) è previsto soltanto in aggiunta al secondo livello di equipaggiamento (Distinctive), sicché il prezzo di acquisto della
1.4 Turbo 170 cv lievita ad almeno 26mila euro. Per la Progression si possono comunque acquistare singolarmente sia l’assetto sportivo (400 euro) sia i cerchi da
17”: quelli da 18”, con pneumatici 225/40, sono invece riservati agli allestimenti Distinctive e Quadrifoglio Verde.
Quanto all’equipaggiamento di bordo, molto è lasciato agli optional: si paga a parte tutta la sensoristica (luci, pioggia, parcheggio) e pure il ruotino di scorta (70 euro) mentre per la Distinctive entrano nel corredo di serie sia il climatizzatore bi-zona sia il cruise control. Al capitolo infotelematica e hi-fi, di base troviamo autoradio con lettore Cd, Mp3 e 6 altoparlanti. In aggiunta sono disponibili l’impianto audio Bose, il Blue&Me (con Bluetooth e presa Usb) i comandi al volante, il navigatore integrato o, in alternativa, la predisposizione per il portatile Tom Tom, che interagisce col sistema Blue&Me.
Fascia centrale lucida o in colore
La plancia è contraddistinta dalla fascia centrale lucida (volendo, in colore vettura) contornata dal profilo morbido “appoggiato” alla struttura portante. Al centro i comandi del sistema infotelematico, ben separati dagli anelli per il controllo del climatizzatore, dotati di un profilo lucido al pari dell’alloggiamento cambio. Più avanti, sul tunnel, si trova il manettino del DNA, affiancato da un piccolo vano portaoggetti. Nel dettaglio a sinistra, il quadro strumenti: classica impostazione a cannocchiale, grafica innovativa e, talvolta, qualche riflesso di troppo.
Bene davanti, dietro meno
Anche se la plancia è piuttosto profonda, la smussatura della parte inferiore agevola l’accesso ai posti anteriori, corredati da sedili capaci di offrire sostegni adeguati. Ben sagomato anche il divanetto posteriore: qui però la disponibilità di spazio resta limitata, sia in altezza sia per le gambe. Sotto, buona la capacità del vano di carico, penalizzato dall’altezza della soglia di accesso.
L’obiettivo era chiaro: non far rimpiangere l’eccellente dinamica della 147, anche partendo da una struttura di impiego “universale” qual è la nuova
piattaforma Compact, che farà da base a tutti i modelli di taglia media del gruppo Fiat. La struttura è realizzata con largo impiego di acciai ad alta resistenza al fine assicurare grande rigidità a fronte di un peso relativamente contenuto, 174 kg comprese le parti imbullonate. In questa chiave va letto anche il ricorso all’alluminio per molti elementi delle sospensioni, al magnesio per la traversa sottoplancia e ad altre soluzioni non comuni, come l’ossatura in plastica del divano posteriore. In ogni caso, a conti fatti, con i suoi 1360 kg, la Giulietta non è la più leggera della sua classe. Le sospensioni partono da schemi relativamente semplici: l’anteriore presenta un classico
McPherson al posto del tradizionale quadrilatero Alfa, accompagnato da cuscinetti flangiati, con bracci e montanti (questi ultimi in alluminio) concepiti per garantire massima rigidezza ai carichi laterali. L’articolazione a due bracci del retrotreno prevede che la gran parte delle funzioni di sospensione siano affidate all’elemento longitudinale, e consente fra l’altro la regolazione separata di campanatura e convergenza. Anche qui, molti elementi sono in alluminio, sicché il complessivo fa guadagnare 10 kg rispetto a una configurazione multilink.
* Sempre in tema di autotelaio va poi ricordata l’adozione di un servosterzo elettrico (di produzione ZF) con motore accoppiato direttamente alla cremagliera anziché al piantone per diminuire le inerzie; l’impianto frenante è a quattro dischi, con booster da 11”. Per la prima volta anche il comando dei freni entra nel pacchetto di funzioni variabili attraverso il manettino DNA: in configurazione Dynamic, quando si toglie bruscamente il piede dal gas l’impianto viene precaricato incrementando la pressione, per una risposta più pronta del pedale. Detta funzione va ad aggiungersi alla variazione delle risposte di acceleratore, sterzo, controllo della stabilità e all’inserimento del differenziale elettronico.
Sul fronte motore, la
Giulietta in prova adotta il 1400 Turbo da 170 cv, dotato di Multiair per la gestione dell’aspirazione e abbinato al nuovo cambio a sei marce siglato C635: al momento nella sola configurazione manuale, dalla seconda metà dell’anno
sarà disponibile anche nella versione a doppia frizione.
Per quel che riguarda infine l’assemblaggio vettura, per la prima volta in casa Fiat la giunzione fra fiancate e padiglione è realizzata tramite saldobrasatura, soluzione che permette di eliminare le antiestetiche discriminature longitudinali sul tetto.
MANETTINO DNA Telemetria sul display
Il sistema DNA è di serie, il navigatore a scomparsa con display ribaltabile no ( costa 1.800 euro, per la cronaca). Ma nel caso della Giulietta c’è una ragione di più per acquistarlo: le schermate che si rendono disponibili quando si utilizza la vettura in modalità Dynamic, che potremmo definire di telemetria. Una è dedicata all’apertura del gas e all’intensità della sovralimentazione, riportate sotto forma di barre grafiche. L’altra indica, sempre in forma grafica, l’intensità istantanea delle accelerazioni frontale e laterale, espresse in frazioni di G.
La schermata riportata sopra, a destra, riassume invece le regolazioni selezionate attraverso il DNA, peraltro organizzate “ a pacchetto”: non è prevista, insomma, la possibilità di modificare singolarmente le regolazioni, fra “ sportive” e non.
Ripresa pronta, anche perché la scala dei rapporti prevede un finale piuttosto corto. Il cambio, a proposito, fa notare sensibili progressi rispetto al passato: movimenti brevi, innesti precisi e secchi, sincronizzazione capace di reggere con disinvoltura anche scalate a regimi innaturali. Per contro, in rilascio vien fuori un po’ di sonorità parassita. Ma dal punto di vista della guida accompagna al meglio la gestione di una vettura che ispira confidenza da subito, e da subito invoglia ad alzare il ritmo. Lo sterzo, per esempio, trasmette una buona sensazione di contatto con la strada ed è pure pronto e progressivo.
E l’assetto risulta bello piatto, per una gestione precisa ed efficace delle traiettorie. Nella guida impegnata è preferibile optare per la modalità
Dynamic: il gas risponde con prontezza, lo sterzo acquista più carico (fin troppo, specie per gestire con precisione le lievi variazioni d’angolo richieste dalle curve veloci) il differenziale elettronico cancella il sottosterzo e permette di tenere la corda senza dover correggere, il controllo della stabilità diventa meno intrusivo. Cambia anche la consistenza del pedale del freno, precaricato al fine di offrire una risposta immediata, ma non per questo priva della dovuta gradualità. Peccato solo per la relativa cedevolezza di spalla delle gomme standard (16”) che toglie un po’ di immediatezza all’inserimento e di consistenza all’appoggio: chi cerca il meglio, farà bene a puntare sul
Pack Sport. Del resto, in Alfa non fanno mistero che, oltre una guida all’altezza delle tradizioni, nella configurazione di base la Giulietta punta a sfidare il meglio della concorrenza anche sul fronte del comfort. Con risultati apprezzabili: la scocca si rivela molto composta sullo sconnesso e le sospensioni, nonostante le concessioni quasi nulle a rollio e beccheggio, digeriscono bene rallentatori e simili. Quanto al rumore, si apprezza la sostanziale eliminazione del rotolamento e il contenimento dei fruscii aerodinamici. Resta invece piuttosto evidente quello del motore: sempre che lo si consideri un disturbo.
Posto di Guida9 Da vera sportiva: seduta bassa e avvolgente, ben rapportata a volante e pedaliera. Scomoda la regolazione dello schienale.
Plancia8,5 Struttura un po’ invadente ma originale nel disegno, con la fascia orizzontale a contrasto e la fila di comandi centrali a bilanciere.
Abitabilità 7,5 Ineccepibile davanti, anche nell’accesso, mentre la zona posteriore non è delle più generose sia in lunghezza sia in altezza.
Bagagliaio 8 Piano regolare e in linea con le concorrenti quanto a capacità, accessibilità vincolata dall’altezza della soglia di carico.*
Visibilità 8 Bene in avanti a dispetto di un parabrezza relativamente piccolo, qualche limite sulla tre quarti e in manovra.
Climatizzazione 9 Impianto automatico potente e silenzioso, con due bocchette aggiuntive nella parte alta della plancia.
Qualita 8 Vettura di pre-serie, con accoppiamenti di carrozzeria passibili di miglioramenti. Ben fatto l’impianto guarnizioni porta.
HiTech 8,5 Tutto a richiesta, ma volendo c’è da sbizzarrirsi, compreso il Blue&Me interfacciato con il Tom Tom.
Dotazione 9 Dotazione tecnica ricca e completa già nel primo livello di equipaggiamento; ampia la disponibilità di optional.
Prezzo 8 Ben al di sotto delle “premium” Serie 1 e A3, un po’ al di sopra della Golf a parità di motorizzazione.
Motore 8 Risposta piena e decisa ai regimi intermedi. L’allungo però è contenuto per una sportiva: a 5500 giri ha già dato il meglio.
Accelerazione 8,5 Tempi interessanti grazie alla buona motricità e alla corretta scalatura dei rapporti.*
Ripresa 8,5 Una volta entrati in zona turbo la risposta è intensa, si riprende ritmo rapidamente anche in sesta.
Velocità 8 Di poco inferiore al valore dichiarato, viene raggiunta sfruttando anche una sesta piuttosto corta.
Consumo 8 Come sempre nei turbo, risente molto dello stile di guida: possibili medie generali sui 12 km/litro.
Sterzo 9 Sensibile e diretto, in modalità Dynamic appare persino troppo carico, in velocità. Buon diametro di volta.
Frenata 8,5 Comando pronto, da vera sportiva, in modalità Dynamic; buon bilanciamento anche nelle frenate più violente.
Tenuta di Strada 9 Comportamento preciso quanto facile da assimilare, del tutto esente da rollio. Sottosterzo ridotto al minimo.
Stabilità 9 Reazioni composte e graduali, e sempre contenute da un retrotreno ben piantato per terra.
Confort 9 Risposte smorzate su fondo sconnesso, molto contenuto il rumore di rotolamento dei pneumatici.
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