E non lasciamo in pace neanchei batteri! Qualcuno cerca di portare avanti la ricerca sulla produzione di nanocristalli semiconduttori da parte..... dei poveri batteri! Io capisco la ricerca, ma ad oggi oramai esistono strumenti precisi per la produzione di nanostrutture. Certo e' ancora molto costoso, ma e' solo questione di tempo, poi i costi scenderanno.
Opinioni in merito sono gradite.
Regards,
Francesco
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Potrebbero essere usati come transistor o LED
I componenti dei computer ottici di prossima generazione potrebbero essere fabbricati all'interno di microbi. Lo suggerisce il primo tentativo compiuto con successo di far crescere nanocristalli semiconduttori all'interno di un batterio. Secondo i ricercatori, i microbi potrebbero essere usati per produrre dispositivi come transistor o LED con dimensioni di pochi nanometri.
Questi minuscoli diodi saranno necessari per generare luce in futuri microchip ultraveloci che useranno segnali ottici anziché segnali elettrici per elaborare i dati. Controllare la forma, la dimensione e la struttura cristallina dei LED è molto importante, poiché a queste scale entrano in gioco effetti quantistici che possono alterare la lunghezza d'onda della luce emessa dai dispositivi, rendendola magari non rivelabile. Per questo motivo, i ricercatori si sono rivolti alla biologia per trovare il modo di controllare le proprietà fisiche dei nanocristalli.
Brent Iverson e colleghi dell'Università del Texas di Austin hanno provato a fabbricare cristalli semiconduttori all'interno del batterio Escherichia coli, incoraggiandolo a ingerire gli ingredienti necessari sotto forma di ioni separati, usando il suo normale sistema di trasporto ionico. Gli scienziati hanno posto una coltura di E. coli in una soluzione di cloruro di cadmio, e hanno poi aggiunto solfuro di sodio. I batteri hanno in effetti assorbito gli ioni di cadmio e di zolfo, che hanno reagito all'interno dei microbi producendo nanocristalli del semiconduttore solfuro di cadmio.
Un tipico batterio ha prodotto circa 10.000 nanocristalli, ciascuno dei quali con un diametro da 2 a 5 nanometri (25.000 volte più sottile di un capello umano). Lo studio è stato descritto in un articolo pubblicato sulla rivista "Chemistry & Biology" (Vol. 11, p. 1153).