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Discussione: Acqua Minerale VS Acqua Potabile (da rubinetto)

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  1. #1
    Leader del campionato L'avatar di ilmerovingio
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    Predefinito Acqua Minerale VS Acqua Potabile (da rubinetto)

    L'acqua minerale (delle bottiglie) non è considerata dal legislatore un'acqua potabile (quella del rubinetto/acquedotto), ma come un'acqua terapeutica in ragione di certe caratteristiche fisico-chimiche che ne suggeriscono un uso per fini specifici e di durata limitata. Per queste ragioni è consentito alle acque minerali di contenere sostanze come l'arsenico, il sodio, il cadmio in quantità superiori a quelle invece interdette per l'acqua potabile. Mentre non è permesso all'acqua potabile di avere più di 10µg/l (microgrammi per litro) di arsenico, è frequente che la maggior parte delle acque minerali siano contenute 40/50µg/l di arsenico senza l'obbligo di dichiararlo sulle etichette. Lo stesso vale per altre sostanze.
    Acqua minerale e acqua naturale: uno scandalo sommerso

  2. #2
    Team Manager L'avatar di loric
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    Predefinito Re: Acqua: lo sapevate che...

    Ma per favore... quel sito no.

  3. #3
    Team Manager L'avatar di Motron
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    Predefinito Re: Acqua: lo sapevate che...

    al di là della fonte (del sito) io mi bevo felicemente l'acqua del rubinetto che è buona, sana ed ecologica.
    Fiat Punto I 55 sx '97
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  4. #4
    Team Manager L'avatar di loric
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    Predefinito Re: Acqua: lo sapevate che...

    Citazione Originariamente Scritto da Motron Visualizza Messaggio
    al di là della fonte (del sito) io mi bevo felicemente l'acqua del rubinetto che è buona, sana ed ecologica.
    E va benissimo.

    Purché non si tiri fuori qualche articolo del menga come quello postato inizialmente.

    Fino allo scorso anno, cioè fino a quando la UE non ha puntato i piedi, esistevano un centinaio di Comuni italiani che, in virtù di un pezzo di carta (leggasi ordinanze di deroga), trasformavano l'acqua del rubinetto da non potabile a potabile. E si parla di acqua con concentrazioni di arsenico guardacaso più alte dei 10µg/l (in alcuni casi si arrivava al doppio) di cui parla l'articolo iniziale e che è imposto dal D.Lgs 31/2001 per le acque destinate ad uso umano.

    Per inciso anche per le acque minerali il limite massimo di arsenico concesso dalla legge è 10µg/l, solo che lì non ci sono mai state deroghe: le acque che venivano scoperte con valori elevati venivano semplicemente ritirate dal commercio.

    Quindi lo ripeto: evitiamo di prendere riferimenti da quel sito.

  5. #5
    Team Manager L'avatar di Dannatio
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    Predefinito Re: Acqua: lo sapevate che...

    Io bevo l'acqua del rubinetto.... Gasata con Sodastream!
    Per i patiti della frizzante come me, e' l'invenzione del secolo!

  6. #6
    Autopareri on Facebook Twitter Google+ Amministratore L'avatar di J-Gian
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    Predefinito Re: Acqua: lo sapevate che...

    Citazione Originariamente Scritto da loric Visualizza Messaggio
    Quindi lo ripeto: evitiamo di prendere riferimenti da quel sito.
    Sottoscrivo nella maniera più assoluta.
    Tra l'altro è abbastanza vergognoso che nonostante le modifiche al sito, abbiano lasciato pubblicato un articolo del 2003 che fa riferimento al DM 31/05/2001 come fonte. Guarda caso stavano pubblicizzando un libro, com'è solito fare in quella tipologia di siti che contengono "verità alternative".


    Comunque da fine 2003 con il DM 29/12/03 i parametri sono cambiati, i controlli cresciuti di numero e dal punto di vista metrologico sono quasi tutti a favore delle acque minerali. In merito l'ARPAT-Toscana ha rilasciato questo PDF dove si spiega brevemente il processo che ha portato al nuovo decreto e riporta anche una tabella dove sono messi a confronto i limiti dei "contaminanti" e "sostanze indesiderabili" nelle 2 tipologie d'acqua.


    Per un confronto più rapido c'è anche questa tabella messa a disposizione da ARPA-Veneto:




    Chiarito quanto sopra, resta il fatto che l'acqua di acquedotto nella maggior parte dei casi è bevibilissima perché sicura (altrimenti sono obbligati a dichiararla non potabile), visto il tipo di controlli fatti e la loro frequenza. Casomai non sempre avrà un buon sapore, ma si può star tranquilli, almeno dove vengono rispettate le prescrizioni del Dlgs. 31

    E non fidatevi dei siti complottisti, che sono più dannosi dell'arsenico... Anche se nel dubbio, sempre meglio parlarne

  7. #7
    lix
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    Predefinito Re: Acqua Minerale VS Acqua Potabile (da rubinetto)

    Acqua: La Verita'


    di Gianluigi Storto chimico ed esperto della merceologia degli alimenti.



    L'argomento “Acqua” è molto attuale e apparentemente ben divulgato, in realtà ci sono diverse opinioni a riguardo. Queste mie righe non vogliono né essere conclusive sull’argomento, né imporre il mio punto di vista, ma vogliono soltanto stimolare tutti alla riflessione e ad usare la propria testa senza lasciarsi andare al flusso pilotato dalle pubblicità o da semplici leggende metropolitane. L'importanza dell'acqua

    In un articolo di tre giorni fa su Le Monde, Danielle Mitterand – vedova dell’ex Presidente francese nonché presidente dell’associazione France Liberté, un organismo internazionale che lotta per contrastare la sete nel mondo - scriveva che ogni anno muoiono di sete 34.000 persone.
    La disponibilità di acqua è un problema fondamentale per lo sviluppo della società umana e nella storia ha determinato migrazioni, guerre, fondazioni di stati e modi di vivere.
    L’uomo per vivere necessita di acqua potabile. Se in natura, o almeno in un sistema ambientale incontaminato, questo è relativamente facile, potendosi usare direttamente l’acqua dei fiumi oppure utilizzando il latte di mammiferi addomesticati, nelle città l’operazione diventa molto più difficile a causa dell'inquinamento. D’altra parte l’uso del latte lontano dal luogo di produzione, in assenza di precise tecniche di conservazione, è impossibile. Uno dei motivi per cui le grandi civiltà sono nate, senza eccezioni, vicine ad un grande fiume o lago è ovvia: l'acqua da bere è imprenscindibile.
    Spesso questa disponibilità nel corso della storia non è stata sufficiente. Ecco perché bevande alcoliche e tè si sono sviluppati nell’antichità. L’alcool da una parte e la bollitura dell’acqua dall’altra sterilizzano in diversi modi il liquido e permettono così di soddisfare la sete senza rischio di malattie infettive.
    Nelle grandi città del passato, le moltitudini bevevano perlopiù birra al nord e vino al sud, fino a che fu introdotta in Europa la pratica di bere tè.
    Ad esempio, in Gran Bretagna sorsero movimenti, con l’appoggio del governo, per spingere le popolazioni a preferire questa bevanda alla birra che, a causa dell’alcool, provocava effetti secondari negativi e di rilevanza sociale. La rivoluzione industriale moderna deve molto al tè. L’uso di alcool infatti rendeva spesso il lavoratore poco attento e gli errori con le nuove macchine significavano incidenti con conseguente perdita di profitto economico. Il tè caldo e zuccherato garantiva al lavoratore calorie (dallo zucchero) a basso costo, acqua per la sete e, non ultimo, caffeina per restare svegli, aumentare l’attenzione e il rendimento su un lavoro che diventava sempre meno muscolare e sempre più di controllo e governo.
    Tutto questo perché, l’acqua, per poter essere bevuta senza danno, deve essere “potabile”.
    Quale acqua possiamo bere?

    Al giorno d'oggi, in Italia esistono molte norme per definire le caratteristiche, fra le quali la temperatura a cui deve sgorgare e naturalmente la composizione chimica, dell'acqua potabile.
    Esistono così acque minerali e acque oligominerali, a seconda del contenuto di sali.
    L’acqua senza sali, ottenuta per distillazione o altri metodi (per esempio per osmosi inversa), non può essere bevuta tal quale perché tossica. Pochi lo sanno ma è proprio così: certamente ne serve una certa quantità, ma è comunque pericolosa per la salute. Così, per poter bere l’acqua distillata occorre aggiungerci alcuni sali. In effetti acque del genere, ottenute cioè per distillazione o osmosi inversa e poi addizionate di sali, sono in commercio in molti Paesi (fra cui gli Stati Uniti), mentre in Italia ciò non è permesso.
    Acque ricche di carbonati di calcio e magnesio sono dette “dure” e provocano, per evaporazione, i famigerati depositi di calcare che tanti danni provocano a caldaie e lavatrici. Attenzione: non avviene la stessa cosa per i nostri amati reni: all'interno di essi non avviene alcuna evaporazione!! Le acque dure anzi sono più buone e saporite. Solo in alcuni soggetti predisposti aiutano la formazione di calcoli renali, ovviamente in questo caso è preferibile utilizzare acque oligominerali.
    Per quanto riguarda le acque degli acquedotti, infine, si può stare tranquilli perché sono tutte assolutamente potabili e rispondono a criteri di assoluta sicurezza, sono analizzate spesso e opportunamente “corrette” quando c’è qualche problema.
    A Roma, per esempio, c’è un’acqua dura ma assolutamente potabile e sicura. Le persone che non hanno problemi particolari possono berla senza alcuna preoccupazione sanitaria. I calcoli renali vengono perché non funziona il metabolismo e solo allora il calcio dell’acqua precipita in forma di piccoli sassolini, altrimenti non c’è alcun rischio!
    Sfatiamo il mito dell'acqua minerale

    Fa sorridere chi si sobbarca di fatiche inenarrabili per portarsi a casa a mano l’acqua nelle confezioni di plastica (o addirittura di vetro!) per non bere l’acqua del rubinetto per paura del calcio... e magari si mette il parmigiano (ben più ricco di calcio!!) sui maccheroni! Abbiamo fatto tanto per superare quella fase di sviluppo della civiltà in cui non c’era acqua potabile nelle case e si doveva scendere in strada alle fontanelle e adesso torniamo indietro nella storia e andiamo a prenderla (stavolta anche pagando!!) nei supermercati.
    So per esperienza che è impossibile convincere con ragionamenti scientifici chi non vuole essere convinto. Resta il fatto che l’acqua minerale o meglio oligominerale è quasi sempre inutile (fra le eccezioni quella di farsi il tè, il cui sapore delicatissimo può essere influenzato dalla presenza di calcio) e rappresenta soltanto una resa alle continue, martellanti e cretine pubblicità televisive.
    Alcune di queste sono davvero esilaranti. Una è quella che si basa sulla trovata di una particella di sodio, che si trova sola soletta in una bottiglia da un litro: a parte considerazioni chimiche sul significato di solitudine atomica o molecolare - ma qui dovremmo introdurre concetti come il numero di Avogadro e lascio perdere per non far innervosire gli amici che non amano la chimica - resta l’affermazione sulla pericolosità del sodio. Vorrei ben vedere come si comportano questi amici che bevono acqua oligominerale per paura del sodio quando mangiano. Sono certissimo che non usano mai il sale per condire, non mangiano la carne, i formaggi, il latte, e tutto ciò - praticamente tutto - che contiene sodio...
    A meno che non siate malati di ipertensione o abbiate gravissime malattie cardiache non capisco perché tutta questa attenzione a evitare pochi milligrammi di sodio nell’acqua per poi mangiarne decine di grammi con gli alimenti.
    Ecco! Forse la ginnastica del caricarsi di bottiglie d’acqua minerale dal supermercato a casa potrebbe effettivamente servire come prevenzione sanitaria per le malattie del cuore... in questo senso ben venga l’acqua minerale anche sarebbe molto meglio un po’ di corsa all’aria aperta o una bella nuotata al mare o in piscina!
    Riflessioni sull'acqua in bottiglia

    Avete mai pensato ai chilometri che le acque minerali fanno in giro per l’Italia? Acque di Sondrio vendute a Napoli e acque vesuviane portate nei ristoranti di Como. Ogni litro di acqua minerale che viaggia in camion quanto gasolio richiede? E quanta CO2 immette nell’atmosfera?
    Continuando: facciamo attenzione al commercio dell’acqua minerale. Lo scambio muove tanti tanti soldi, in alcuni casi è in mano alla malavita e spesso non si fanno acquedotti pubblici per favorirne la diffusione. Riflettete gente, riflettete…
    Infine, veniamo alle famigerate bottiglie di plastica: questo materiale è il vero nemico dell’uomo contemporaneo. Concordiamo tutti che pesa meno del vetro e va bene. Ma abbiamo mai pensato a quanta più energia serve per fare un chilo di vetro rispetto a un chilo di plastica? A quanto carbone, gas o combustibile nucleare, si deve bruciare per fare una bottiglia di vetro? A quanta CO2 si immette nell’aria? E anche il benedettissimo riciclo richiede comunque la fusione del vetro di scarto e questo comporta l’uso di non poca energia e di non poca CO2 immessa in atmosfera!
    Di nuovo vi invito a un ragionamento pacato e serio.
    Plastica contro Vetro

    La plastica fa male, se ce la mangiamo (o beviamo) moriamo di brutte malattie. Penso che, sotto sotto, la paura sia questa. Ma la plastica per uso alimentare è diversa da quella “normale” e viene certificata da serissimi laboratori pubblici, fra cui molti Istituti di Igiene. Queste plastiche per alimenti rilasciano un contenuto di sostanze negli alimenti sotto la dose del pericolo.
    E siccome in tossicologia vale il “principio della dose” possiamo stare sicuri. Cos’è e cosa dice questo principio? Dice che ogni sostanza (ogni, senza eccezione) è tossica, ma la tossicità, ovvero la pericolosità per l’uomo, dipende dalla dose. Sopra questa dose la sostanza è pericolosa ma sotto la quantità prestabilita non lo è.
    Bene lo sapevano i greci che chiamavano il veleno "farmacon"… sapendo che la differenza fra un veleno e un farmaco è solo la quantità! Prendete per esempio l’aspirina: se avete la febbre e ne prendete una vi fa bene ma se ne prendete tre scatole rantolate dopo mezz’ora. E così anche per il sale da cucina: un cucchiaino va bene, un chilo vi fa stecchiti. Per il caffè: quattro tazzine al giorno nessun problema, tre litri morte sicura. Infine, per il tereftalato di polietilene: la plastica delle bottiglie ma anche delle protesi vascolari utilizzate in chirurgia.
    Inoltre per determinare la tossicità delle sostanze, occorre anche vedere quanto queste siano o meno solubili. Per esempio il piombo è molto tossico, guai a mangiarne anche pochi milligrammi di Sali solubili, eppure ci si fanno le protesi dentarie, perché essendo insolubile, il piombo metallico non passa in circolo. Così è pure per il tereftalato di polietilene. Va bene se ce le mettono dentro le vene per evitarci il secondo infarto, guai a farci le bottiglie dove c’è l’acqua…
    Inoltre con un chilo di plastica faccio molte bottiglie, con un chilo di vetro forse nemmeno tre. Facendo attenzione alla salute nostra e dell'ambiente non possiamo ignorare che si consuma molta meno energia a produrre bottiglie di plastica che non di vetro e di conseguenza si inquina sicuramente in maniera inferiore, almeno nella fase di produzione.
    La plastica – ed è questo forse il nostro tallone d'Achille – basterebbe riciclarla (fonde a pochi gradi, a differenza del vetro e quindi si consuma ancora una volta meno energia) oppure bruciarla negli inceneritori adatti per ottenere un bel mucchietto di energia da un rifiuto.
    Lo so che l'opinione diffusa non è dalla parte della plastica, ma è un peccato. Anche perché la chimica italiana è stata fondamentale per alcune scoperte di base con essa, come quella del polipropilene isotattico con cui si fanno, tra l'altro, le siringhe.
    Non è proprio questo argomento, ma avete mai pensato a quante vite si salvano con le siringhe di plastica monouso che non si devono disinfettare, specie nel terzo mondo?
    Eppure molti continuano a sentirsi più sicuri con le bottiglie di vetro. Vorrei instillare un dubbio: visto che si usano e riusano, per evitare inquinamenti, le ditte devono lavarle e sterilizzarle. E per farlo non possono proprio evitare di usare sostanze atte a questo scopo (in genere basta un po’ di ipoclorito di sodio ma si possono scegliere anche disinfettanti più energici). E spesso questi disinfettanti sono solubili in acqua, per cui se ne ritrova sempre un po’ nell’acqua! Ecco allora che il vetro, prima così rassicurante, ora si illumina di una luce più fosca… maledetta chimica o al contrario: peccato non districarsi con la chimica!
    Un po' di chimica in casa

    Queste sono curiosità con cui vi potrete divertire nelle vostre cucine. Abbiamo detto che nel caso di acque dure, come a Roma o in altre regioni del centro Italia, nell'acqua sono presenti notevoli quantità di bicarbonati di calcio e magnesio.
    Bene, se scaldate a circa 80°C una soluzione di bicarbonati, questi si trasformano in carbonati.
    Questi ultimi sali non sono altrettanto solubili, per cui come l'acqua si raffredda, questi precipitano in fondo al recipiente.
    Prendete allora una pentola d'acqua dura e mettetela sul fuoco. Senza termometro è impossibile capire quando siete a 80°C e quindi procedete pure fino all'ebollizione. A questo punto lasciatela raffreddare senza muoverla troppo su un tavolo e vedrete che, concluso il processo, al fondo della pentola si sarà formata una grande quantità di polvere bianca: sono i carbonati di calcio e magnesio. Se versate l'acqua da questa pentola a un'altra, facendo attenzione a non far uscire anche il polverino del fondo, di fatto avrete ottenuto un'acqua molto meno dura, ottima per esempio per cuocere i fagioli, fare infusi di tè, innaffiare le piante che soffrono con il calcio (tipo ortensie), lavarsi i capelli senza avere problemi e senza dover poi usare gli ammorbidenti, etc...

    Orto e mangiato: Acqua: La Verita''
    Ultima modifica di Regazzoni; 21-07-2011 alle 09:29 MOTIVO: --- rimossa firma irregolare ---

  8. #8
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    Predefinito Re: Acqua Minerale VS Acqua Potabile (da rubinetto)

    Altro articolo interessante,

    Se All'acqua Del Rubinetto Preferisci La Minerale...


    Almeno bevi quella dei paesi tuoi!

    di Monica Valeri.


    Gli italiani bevono una media di 195 litri a testa all'anno di acqua minerale (primi in Europa e terzi nel mondo, dietro agli Emirati Arabi e al Messico) e dalle fonti alla tavola per il trasporto dell'acqua si muovono nel nostro paese ogni anno circa 480.000 tir. L’acqua è un bene comune, necessario ed insostituibile, che invece d’essere valorizzato nello sviluppo delle risorse naturali della zona, viene usato per il capitale privato e trasformato in una bevanda-merce all’interno di un mercato di prodotti d’acqua, imbottigliato e venduto a migliaia di chilometri con l’aggiunta di danni ambientali.
    Infatti l'imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d'acqua che viaggiano per 100 km producono emissioni pari a 10 kg di CO2 (solo il 18 % del totale di bottiglie in commercio viaggia sui treni). I due colossi che gestiscono il 30% di questo mercato in Italia sono Nestlè (Svizzera) e Danone (Francia). La Nestlè da sola ha più di 260 marche d’acqua nel mondo tra cui le italiane: Levissima, San Pellegrino, San Bernardo, Sandalia, Ulmeta, Vera, Recoaro, Panna, Pejo. La Danone possiede: Ferrarelle, San Benedetto, Guizza, Vitasnella, Boario, Fonteviva.
    Se invece si sceglie l'acqua di rubinetto per ogni 100 litri erogati si emettono circa 0,04 kg di CO2 , non ha bisogno di imballaggi né dell’ utilizzo di petrolio per la fabbricazione di bottiglie di plastica ed è il sistema più economico. Inoltre l’acqua di rete normalmente è di buona qualità, ecologica e rigorosamente controllata da norme sanitarie. E’ anche vero che spesso per la depurazione batteriologica è ricca di cloruri e per questo poco allettante e poco piacevole al palato.
    Per questo la Compagnia del Cibo Sincero vuole promuovere il consumo di acque da fonti vicine, per il risparmio e la salvaguardia dell’ambiente e per evitare l’uso eccessivo di energia e combustibili fossili.
    L'acqua minerale è chiamata così perché riconosciuta dal Ministero della Sanità come acqua contenente quelle caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche che ne permettono la commercializzazione. Perchéproviene da un giacimento profondo, protetto ed incontaminato. Perché è pura batteriologicamente e imbottigliata all’origine e non è soggetta a trattamenti di disinfezione. Inoltre l’acqua minerale ha e deve avere per legge la costanza della composizione e della temperatura. Il contenuto costante dei sali in essa disciolti costituisce l'identità di ciascuna acqua minerale. La sua particolarità.
    Le acque minerali naturali si classificano sulla base del residuo fisso (quantità di sali minerali disciolti in un litro d’acqua misurati dopo evaporazione a 180°C espressi in milligrammi/litro):

    • minimamente mineralizzate (Residuo Fisso < 50 mg/l)
    • oligominerali (Residuo Fisso tra 50 e 500 mg/l)
    • medio minerali (Residuo Fisso tra 500 e1500 mg/l)
    • ricche di sali minerali (Residuo Fisso > 1500 mg/l)

    Salvo particolari indicazioni mediche (pressione alta, calcoli renali, per cui è bene utilizzare un tipo di acqua iposodica e a basso residuo fisso) è ottima abitudine variare tra i diversi tipi di acque per garantire l’assunzione di una più ampia gamma di minerali. Il consumatore ha libertà di scelta e se per motivi di gusto o di salute non vuole rinunciare alle acque in bottiglia allora può prestare attenzione e scegliere quelle minerali provenienti da fonti vicine, dal momento che ogni regione dispone di un ricco patrimonio di sorgenti.
    Consulta l'elenco delle acque minerali naturali per regione per sapere quali sono le acque in bottiglia originarie della tua zona!
    Inoltre, partecipa al forum Scegli l'acqua minerale della tua regione: qui puoi aiutarci a completare l'elenco delle acque regionali e scambiare consigli, oppure opinioni, con gli altri lettori!

    Cosa beviamo: Se All''acqua Del Rubinetto Preferisci La Minerale, recensione del Giornale del Cibo...
    Ultima modifica di Regazzoni; 21-07-2011 alle 09:30 MOTIVO: --- rimossa firma irregolare ---

  9. #9
    Team Manager L'avatar di loric
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    Predefinito Re: Acqua: lo sapevate che...

    Citazione Originariamente Scritto da J-Gian Visualizza Messaggio
    Sottoscrivo nella maniera più assoluta.
    Tra l'altro è abbastanza vergognoso che nonostante le modifiche al sito, abbiano lasciato pubblicato un articolo del 2003 che fa riferimento al DM 31/05/2001 come fonte. Guarda caso stavano pubblicizzando un libro, com'è solito fare in quella tipologia di siti che contengono "verità alternative".
    No, il problema di quell'articolo non è che è vecchio, ma che è falso.

    Quell'articolo è del giugno 2003. Nel giugno 2003 i limiti da te riportati per l'acqua potabile non erano ancora in vigore, in quanto gli effetti del D.Lgs 31/2001 sono rimasti "congelati" per due anni (si erano "dimenticati" di emanare i decreti ministeriali di attuazione). Quei limiti sono entrati in vigore il 25 dicembre 2003. Cinque giorni dopo, sono entrati in vigore i nuovi limiti anche per le acque minerali (1 gennaio 2004).

    Per un totale di 5 giorni, a cavallo fra Natale e Capodanno, è stato teoricamente possibile, per legge, avere concentrazioni di arsenico maggiori nell'acqua minerale che in quella potabile.

  10. #10
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    Predefinito Re: Acqua Minerale VS Acqua Potabile (da rubinetto)

    Fortunatamente qui a Bolzano abbiamo un'acqua fantastica..

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