Rientro nelle città (con limite a 30 all'ora) Il piano di Roma, ma ci pensa anche la città di Bologna
A Milano in progetto nelle aree residenziali
Traffico a piazza Venezia ROMA — L’Elogio della lentezza passa dalle pagine dei romanzi alle delibere dei Co*muni. Slow traffic . Traffico, lento, dolce, sapiente. Sembra lo slogan di un filosofia new age. È la nuova tendenza irresi*stibile di tante grandi città ita*liane. Gli automobilisti che rientrano dalle vacanze si tro*veranno di fronte a una bella sorpresa: fette di città con il li*mite di velocità fissato a 30 chilometri orari. In centro, fuo*ri dal centro, nelle aree resi*denziali, nelle zone a traffico li*mitato, davanti alle scuole, da*vanti agli ospedali. C’è un’uni*ca città che resiste come un ba*luardo: Firenze. Ci hanno pro*vato negli anni ’80: i fiorentini hanno fatto cadere la giunta.
Federalismo stradale. Quel*lo che permette ai Comuni di abbassare con un tratto di pen*na la velocità da 50 a 30 chilo*metri l’ora. Non per un ghiri*bizzo. Per un problema di sicu*rezza e di tutela delle utenze «deboli»: pedoni, ciclisti, mo*torini.
Ci prova la Capitale. Il li*mite, come raccon*ta l’assessore al Traffico, Sergio Marchi, riguarderà le vie perpendicola*ri al Lungotevere, tra corso Rinasci*mento e corso Vit*torio Emanuele, le traverse del Triden*te e le trasversali di via del Ba*buino e via Ripetta. Un limite che riguarderà anche i quartie*ri della movida dove il tasso al*colico fa premere sull’accelera*tore: Testaccio e Trastevere.
Detto in altri termini: in mez*zo centro storico si dovrà an*dare a 30 all’ora.«Partiamo dal centro — conclude Marchi — ma intendiamo estendere il limite anche in periferia».
Roma non è l’antesignana. Ab illo tempore , fu Cattolica, la grande pioniera della «roton*da ». A metà degli anni ’90, con più di 200 interventi tra incro*ci rialzati, zone di accumulo e, appunto, rotonde, eliminò del tutto i semafori e dimezzò gli incidenti stradali. Ma le cosid*dette «Zone 30» sono un’eredi*tà straniera. Chambery, in Francia, considerata la città «più amica dei pedoni». Zuri*go, in Svizzera, con 122 zone 30. Gratz, in Austria, che ha istituito il limite dei 30 in tutte le città.
E Milano? Torino? Bologna? Verona? Padova? Non stanno con le mani in mano. Le «Zone 30» sono delle vecchie cono*scenze. O quantomeno sono al*lo studio. Prendiamo il capo*luogo lombardo. «Zone 30» esistono già come intorno al*l’Arco della Pace. Ma l’intenzio*ne è quella di andare avanti con quelle che l’assessore del*la giunta di Letizia Moratti, Edoardo Croci, chiama aree re*sidenziali. «Oltre alle aree com*pletamente pedonali che ab*biamo intenzione di allargare nelle zone storiche e dello shopping, oltre alle zone a traf*fico limitato, stiamo lavoran*do alle aree residenziali e crea*re le condizioni per cui chi non ci abita non ci passa».
Zo*ne con vocazione residenziale, appunto. Quindi non riguarde*rà il centro. La sperimentazio*ne potrebbe riguardare tutta l’area limitrofa a quel grande asse commerciale che è Corso Buenos Aires.
Torino ha già dato. Una por*zione del quartiere di Santa Ri*ta è rigorosamente «Zona 30». «E ci sono altre circoscrizioni che stanno lavorando per spe*rimentare la zona a velocità li*mitata. Un quartiere periferico e uno vicino al centro» spiega l’assessore di Sergio Chiampa*rino, Maria Grazia Sestero. «Ma facendo precedere la spe*rimentazione da un lungo con*fronto con tutti: dai cittadini, ai commercianti». Bologna, in*vece, potrebbe essere in dirit*tura d’arrivo. Tra quindici gior*ni l’assessore Simonetta Salie*ra incontrerà i quartieri per di*scutere il Piano Zona 30. «Può darsi che al termine di questo screening si arrivi a stabilire per alcuni punti sensibili e cri*tici per la sicurezza, il limite dei 30 all’ora. Ma non in cen*tro » .
Il Nord-Est è più avanti. «In tutta la zona a traffico limitato del centro storico — attacca il sindaco di Verona, Flavio Tosi — il limite è di 30 chilometri all’ora. Oltre al centro, anche qualche strada interquartiere. Funziona, ha dato buoni risul*tati e se ci fossero altre richie*ste estenderemo le zone». Ma Tosi vuole dare un consiglio al sindaco Alemanno: «Oltre ai cartelli, ci metta anche le pattu*glie dei vigili con l’Autove*lox ». Anche Padova conta esperienze d’antan: «Il centro storico è tutto pedonale — at*tacca il sindaco di Padova, Fla*vio Zanonato — e nella Ztl che lo circonda vige il limite dei 30. Abbiamo intenzione di estenderlo ad altri quartieri».
Firenze resiste, resiste, resi*ste. «Non pensiamo di inserire ulteriori limitazioni alla veloci*tà nel centro storico» spiega l’assessore della giunta Renzi, Massimo Mattei. L’ultima vol*ta ci provò un urbanista tede*sco consulente del Comune. Il giorno dopo i giornali fiorenti*ni regalarono un adesivo con scritto: «30 km? No grazie». Dopo poco tempo, cadde la giunta. Meglio non rischiare. © RIPRODUZIONE RISERVATA L’eccezione
Lilli Garrone
Maurizio Giannattasio
31 agosto 2009
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