Grande fratello dei sorpassi vietati PRIMA TELECAMERA SPERIMENTALE SULLA VIA SALARIA. DA LUGLIO OCCHI ELETTRONICI IN TUTTA ITALIA
Iniziativa della polizia contro i furbi al volante
Sì al «sorpassometro», il Grande Fratello degli automobilisti. Guai in vista per gli emuli di Schumacher: è in arrivo una valanga di multe per i sorpassi vietati. Nei prossimi mesi le strade italiane saranno dotate di nuove apparecchiature in grado di documentare le violazioni. La prima telecamera sperimentale è stata installata ieri dalla polizia stradale sulla via Salaria, in provincia di Rieti, a una sessantina di chilometri da Roma. A luglio, in coincidenza con l’inizio dell’esodo estivo, gli «occhi elettronici» diventeranno centinaia e le loro postazioni verranno mutate con grande frequenza. L’intento della polizia stradale è quello di prevenire i sorpassi azzardati, per cui tutte le apparecchiature saranno presegnalate per indurre i conducenti ad un comportamento prudente. Le telecamere faranno parte di un sistema innovativo, capace di rilevare automaticamente varie infrazioni. In ogni modo, saranno utilizzate solo contro i sorpassi vietati, perché attualmente il codice della strada non ammette rilevazioni automatiche generalizzate, salvo l’eccesso di velocità e i sorpassi. Il «cuore» del sistema è costituito da un supercomputer che si trova nel centro elettronico della polizia stradale a Settebagni, alle porte della capitale. Qui affluiscono le immagini dei sorpassi vietati che vengono poi smistate in automatico alla sale operativa del comando provinciale competente. Un «pacchetto» informatico che include l’immagine dell’infrazione e i dati del proprietario del veicolo cui spedire la multa. Infine, arriva pure il filmato dei 30 secondi a cavallo del sorpasso azzardato. In questo modo sarà possibile verificare se l’infrazione è stata commessa effettivamente. Ma le telecamere antisorpassi sono soltanto uno dei nuovi strumenti tecnologici che stanno per essere introdotti in Italia con l’obiettivo di controllare le strade italiane. Una «rivoluzione» nella rete viaria nazionale che ha anche altre novità legate alla rilevazione della velocità. Tra queste, il già sperimentato Telelaser, che fornirà pure la fotografia della violazione, così da togliere qualsiasi dubbio su quale sia il veicolo in contravvenzione. Un’apparecchiatura a prova di norme sulla privacy, che non conserva alcuna traccia del veicolo inquadrato. Una volta «puntato» sul veicolo controllato, il Telelaser rileva la velocità di transito sul display e la rende visibile all’agente in servizio, ma non la memorizza, né permette di ricavarla attraverso foto o altro materiale. Il successivo «puntamento» del Telelaser su un altro veicolo, infatti, elimina ogni traccia del precedente risultato. Ciò, però, alimenta le perplessità sulla legittimità della sanzione. Il laser non consente, secondo alcune recenti sentenze, di assicurare che l’autovettura inquadrata nel «mirino» coincida effettivamente con quella poi fermata dagli agenti. A mancare, insomma, sarebbe la «verificabilità oggettiva» della misurazione della velocità. Per il tribunale di Padova, per esempio, l’«errore umano» si rivela contrario alle esigenze di certezza. Perciò è illegittimo qualsiasi mezzo sia basato esclusivamente sull’accortezza di riflessi e la buona vista dell’agente che scopre la violazione del codice della strada. Tale apparecchio non consentirebbe, pertanto, di assicurare che l’autovettura inquadrata nel «mirino» coincida effettivamente con quella poi fermata dai poliziotti. Nei mesi scorsi, inoltre, erano emersi parecchi dubbi sull’applicabilità di questi strumenti. Per rilevare la velocità di una vettura a 500, 600 metri di distanza, gli apparecchi laser devono avere una certa potenza che potrebbe essere dannosa per la vista se puntata direttamente su una persona. I poliziotti, secondo alcuni esperti, dovrebbero persino avere un patentino per impiegare il Telelaser. In realtà l’apparecchiatura adottata dalle forze di polizia è stata omologata dal ministero delle Infrastrutture ed è assolutamente innocua per l’automobilista. La velocità viene rilevata orientando lo strumento soltanto sul veicolo. |