Le auto che potremmo osservare in azione tra tre anni rischiano di fare il verso a quelle dei primi Anni '90, leggendo (e riassumendo) i principali punti su cui si concentrano le modifiche. Innanzitutto, c'è l'eliminazione di qualsiasi aiuto elettronico, salvo l'introduzione di una centralina standard per la gestione del propulsore. Il pilota, secondo gli obiettivi della Federazione, deve avere quindi come in passato il predominio rispetto al mezzo; in tal senso, dovremmo addirittura vedere nuovamente trasmissioni a comando manuale con frizione meccanica; in poche parole, si tratterebbe della vecchia leva. Soluzione decisamente anacronistica, nel 21esimo secolo. Senza dimenticare che il gruppo del cambio sarebbe costruito da un fornitore esterno e reso comune per tutti, allo stesso modo dei freni (dischi e pinze). Non è stato specificato il materiale con cui verranno costruiti, ma si immagine che venga mantenuto il carbonio.
L'unica norma che può essere accolta con entusiasmo ci pare solo il ritorno delle coperture slick, esattamente dopo dieci anni, abbandonando le assurde scanalate.
La volontà sarebbe inoltre di mettere a regolamento il regime di monogomma.
Restrizioni ci saranno anche sulla telemetria e potrebbe essere eliminato il muletto. La deportanza prodotta attualmente dai corpi vettura dovrebbe essere abbassata di circa un decimo, mentre la larghezza della carreggiata verrà aumentata (forse a 190 centimetri, o 200), rendendo meno necessario l'uso eccessivo di appendici aerodinamiche, comparse alla stregua di funghi nel corso degli ultimi week-end.
Si tenterà tra l'altro di privilegiare il grip meccanico a dispetto di quello alare, rendendo il gioco delle scie finalmente vantaggioso, come una volta.
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