GP di Germania - Freni, controllo di trazione e gomme sotto i riflettori
Hockenheim, 20 luglio - Al di là della situazione nel Mondiale Costruttori e Piloti, è evidente che la Scuderia Ferrari Marlboro conserva immutata la sua voglia di vincere. Questo fine settimana la Formula 1 fa tappa a Hockenheim in occasione del Gran Premio di Germania, appuntamento che per il Campione del Mondo in carica rappresenta la gara di casa; questa circostanza aggiunge pertanto motivi di interesse all’evento, anche alla luce dei commenti che gli avversari di Michael Schumacher hanno espresso in relazione alla sua continua fame di vittorie.
Michael può contare sul pieno supporto dell’intera squadra, e in particolare di tutto il personale che lavora direttamente sulla sua vettura. Il principale punto di contatto tecnico tra il pilota e la squadra è certamente l’ingegnere di pista, o meglio gli ingegneri. Infatti, con l’aumentare della quantità dei dati telemetrici a disposizione, il pilota e il suo ingegnere di pista devono lavorare insieme all’ingegnere veicolista, il quale è meno coinvolto dal punto di vista operativo essendo destinato principalmente all’analisi dei dati. Nel caso di Schumacher questa posizione è ricoperta da Andrea Stella.
“Il mio lavoro e quello dell’ingegnere di pista sono complementari – afferma il tecnico di Maranello – Quest’ultimo opera più che altro dal muretto o dal box, mentre io resto incollato agli schermi dei computer, per studiare i riscontri telemetrici che ci aiutano a capire il comportamento della monoposto. Una volta che mi sono fatto un quadro della situazione, correlo le mie analisi con i commenti dei piloti. E’ un sistema di comunicazione a doppio binario, tra me e il pilota. Valutiamo insieme la situazione della vettura, cercando di individuare le aree in cui migliorare l’assetto, sia dal punto di vista meccanico che aerodinamico. Un’altra aspetto importante del mio lavoro è quello che riguarda l’ottimizzazione del controllo di trazione, del freno motore e del differenziale, cioè dei sistemi “attivi” montati in vettura.
Sulla base delle sue analisi, Stella condivide le sue conclusioni con l’ingegnere di pista di Michael, Chris Dyer: “E’ un lavoro di squadra, e Michael è molto aperto a suggerimenti e discussioni – continua Stella -. La maggior parte delle soluzioni derivano dagli scambi di opinione, è un modo molto bello di lavorare”.
Secondo Stella l’attitudine di Schumacher a curare ogni minimo dettaglio della vettura è un ulteriore valore: “Michael capisce molto bene la macchina, perché non solo è capace di raccontare con grande chiarezza come si comporta la monoposto, ma anche perché ha grande sensibilità su quale sia la direzione da prendere in termini di assetto. Tutto sommato direi che sarebbe quasi in grado di prepararsi il set-up da solo!”
Ad Hockenheim la Scuderia Ferrari Marlboro introdurrà un nuovo pacchetto aerodinamico per il Gran Premio di Germania: “Questo prova che la Ferrari sta ancora spingendo con il programma di sviluppo della F2005 e che non ci siamo arresi – dichiara Stella -. Di solito portiamo qualche nuovo particolare ad ogni gara perché siamo sempre alla ricerca della vittoria, a prescindere dalla situazione di classifica. Quando adottiamo nuove soluzioni sui diversi elementi della macchina, mi vengono sottoposti tutti i dati raccolti durante i test. Abbiamo ingegneri specializzati nelle varie aree mentre io mi occupo soprattutto del pacchetto complessivo vettura – gomme –prestazioni”.
Alla luce di queste considerazioni, viene spontaneo domandarsi che tipo di indicazioni arrivano sugli schermi della telemetria quando le monoposto girano sulla pista di Hockenheim: “Da un certo punto di vista la vecchia Hockenheim era più interessante dal punto di vista tecnico ma anche il tracciato attuale ha alcuni punti degni di nota – spiega Stella -. Per andare bene qui bisogna avere una buona frenata e una buona trazione. C’è un punto, al tornantino, dove è possibile effettuare i sorpassi, il che rende la corsa combattuta”.
“L’asfalto diventa molto caldo, cosa che complica la vita degli pneumatici. Non possiamo pertanto utilizzare mescole troppo morbide, che d’altra parte sarebbero perfette per le caratteristiche di questo tracciato. Il Motodrom conserva ancora il suo fascino, non solo per i piloti ma anche per gli spettatori. Ora l’assetto ideale per questo tratto è molto simile a quello adatto anche al resto del circuito, a differenza di quanto accadeva in passato, quando la conformazione aerodinamica estremamente scarica, usata in virtù dei lunghissimi rettilinei, era decisamente poco idonea per affrontare il complex finale”.
“Mi piacciono le ultime due pieghe, che in realtà si affrontano come se si trattasse di una sola lunga curva; è un tratto fondamentale per il tempo sul giro. Sembra che i piloti non disegnino mai la stessa traiettoria in questo punto, a differenza di altri passaggi in cui adottano un approccio identico ad ogni giro. Parlando specificamente di Michael la sua traiettoria qui cambia sempre, poiché lui ha la tendenza a migliorare giro dopo giro. E’ una delle sue peculiarità, migliorarsi in continuazione, andando sempre più vicino al limite della monoposto”.
Tutti i piloti desiderano far bene nella propria gara di casa e Stella riconosce che questo fine settimana neppure Schumacher farà eccezione a questa regola: “Questa è la terza stagione in cui lavoro sulla vettura di Michael, cominciai a Monza nel 2002. Sono certo che lui voglia fare molto bene a Hockenheim perché non solo correrà in casa ma anche perché continua a voler vincere tutte le gare. Se poi consideriamo il risultato che ha ottenuto al Nürburgring qualche mese fa, vorrà sicuramente rifarsi”.
Stella si prepara ad un altro Gran Premio di lavoro con il suo pilota, a prescindere dalla potenziale maggiore pressione che il Campione del Mondo in carica potrebbe avere su di sé in questo fine settimana: “Lavorare con lui è sempre un piacere, perché oltre a conoscere bene la macchina è in grado di darti un feedback anche mentre è impegnato alla guida – conclude Stella -. Ti può descrivere un giro in tempo reale con grande dettaglio, senza che il suo tempo sul giro ne risenta. A mio parere mentre gli altri piloti devono fare ricorso a tutta la loro capacità mentale mentre guidano, usandone molto poca per analizzare il comportamento della macchina, Michael può spingere al massimo usando solo il 50% della sua mente e riservando il restante 50% all’analisi delle prestazioni della vettura”.
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