Italmoto da record negativo in 125 Gresini: "Ma i talenti non ci mancano"
Zero vittorie, zero podi, un 9° posto come miglior piazzamento in gara e il 19° nella classifica finale, sempre per "merito" di Simone Grotzkyj, il migliore dei nostri. Un bilancio a dir poco magro quello della sparuta e disastrata pattuglia italiana impegnata nella classe 125. Anzi, il risultato peggiore degli ultimi 42 anni di storia del Motomondiale in questa categoria. "I piloti con talento ci sono, ma mancano i soldi per scovarli e sostenerli", ha detto a Sportmediaset.
it Fausto Gresini, due volte iridato proprio in 125 e oggi team manager in MotoGP e Moto2.
"Stiamo lavorando per trovare nuove leve - ha fatto il punto Gresini - , ma ci vorrebbe il contributo di tutti: la Federazione, le squadre, i team manager, i costruttori, gli sponsor, i media. Anche noi con Honda Italia stiamo facendo un grosso lavoro, che credo darà i suoi frutti".
La verità, però, è che peggio di questo 2010 era andata solo tre volte. Per la precisione nel 1961 e 1964, quando nessun italiano raccolse punti, e nel 1968, con Giuseppe Visenzi 23°, piazzamento frutto del solo 6° posto di Assen. Il tutto mentre i "nemici" della Spagna hanno trasformato in un feudo giallorosso l'ottavo di litro. L'unica classe che fin dal 1949, anno di nascita del campionato iridato, è scesa in pista senza mai cambiare denominazione e ha regalato all'Italia qualcosa come 23 titoli e 220 vittorie: un record ancora inavvicinabile per le altre nazioni.
Eppure la pattuglia tricolore ha festeggiato il suo campione più recente nel 2004 con Andrea Dovizioso e col passare del tempo le cose sono andate sempre peggiorando, fino a questa stagione da incubo. Solo una manciata di nostri piloti al via e tutti con poche possibilità, non solo di vincere, ma anche di fare capolino nella "top ten". Di salire sul gradino più alto del podio nemmeno a parlarne, tanto che è di Andrea Iannone l'ultimo successo targato Italia: era il GP di Catalogna del 14 giugno 2009. Da allora 26 successi spagnoli di fila (striscia interrotta dall'inglese Smith poco più di una settimana fa a Valencia), che sono fruttati anche gli ultimi due allori consecutivi, con Simon prima e Marquez poi.
La crisi ha colpito tutti, eppure il Paese che quest'anno ha ospitato ben quattro GP non sembra aver subìto il contraccolpo. "Non possiamo dire che il motociclismo italiano non goda di buona salute. Il fatto è che in Spagna la moto è sostenuta dalla Dorna e dalla tv nazionale. Così è più facile trovare sponsor e soldi. Noi dovremmo copiare da loro", è la ricetta di Gresini.
Ma i talenti ci sono nel Belpaese? "Ci sono, ci sono, solo che anche fare un campionato tricolore costa molto. Mancano le forze economiche per scovare e sostenere i giovani più promettenti. Magari un ragazzo è un potenziale campione, ma senza un team che possa investire su di lui, non emergerà mai. Solo che le squadre sono spesso lasciate a loro stesse, non sono appetibili per gli sponsor perché manca la copertura tv oppure perché i media dedicano poco spazio alle categorie minori. È come un cade che continua a mordersi la coda".
Un bel problema per il futuro, visto che quasi tutti i nostri piloti più forti vengono proprio dalla 125. Una svolta potrebbe esserci nel 2012, quando la minima cilindrata lascerà posto alla Moto3, con motori a quattro tempi: "Sono convinto che la nuova categoria, come la Moto2, sarà interessante e soprattutto più economica. I giovani così avranno più possibilità di emergere con una formula meno costosa". Nel frattempo, però, prepariamoci a un altro anno da comprimari nella "nostra" classe.
16 novembre 2010
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