Povera Fia!
di
Ronny Mengo.
Lasciate stare il crashgate, Mister X, i Piquet, quel frustato di Mosley, Pippo, Pluto e Paperino. Se, come andò, e perché, non si saprà mai del tutto, come molti buchi di sceneggiatura che infarciscono la Formula 1. La considerazione è un’altra, di due parole: povera Fia! Sì perché anche l’ennesima occasione per farsi sbugiardare l’ha beccata in pieno. Perchè ormai ha la credibilità dello scemo del villaggio dopo la quinta vodka. Che spari pure le sentenze tanto poi verranno stracciate, questione di qualche giorno e un avvocato buono.
Una collezione di figuracce in giacca e cravatta: questo è stato l’ultimo anno della Federazione, impersonificata come meglio non avrebbe potuto essere in quel SadoMax che ignora termini quali dignità e discrezione (fruste nazi a parte). Se n’è andato certo, raggiunto oggi dall’ennesima pessima notizia: sbeffeggiato dall’acerrimo Briatore che in questo momento se la ride in infradito malindiane. Ben inteso: non vogliamo tornare sul chi sia il vero colpevole della piquerata, sulla necessità sacrosanta di punire il responsabile, diciamo solo che l’organo supremo passa sempre per un povero inetto.
Non abbiamo dubbi che ora, con il pugno di ferro di Todt, tutto cambierà. Si tornerà a regole ferree, chiare e applicate a dovere, punizioni adeguate e armonia in spogliatoio, cooperazione tra chi corre e chi governa e vissero per sempre felici e contenti.
Anche perché peggio di questi “maltra insema” (licenza poetica brianzola) è ben difficile fare. “Maltra insema” che se non si credessero dei supereroi farebbero pure un po’ pena. Buon lavoro dunque e, come sempre, viva la Fia, oggi più che mai bisognosa di incoraggiamento.
5 Gennaio 2010
Segnalibri