"Team Fota iscritti con riserva" Comunicato per smentire la Fia
Ormai litigano anche sui comunicati. Da una parte la
Fia, che tenta di far valere vecchi contratti che perdono significato ogni giorno che passa e prova a considerare tutti regolarmente iscritti o quasi. Dall'altra la
Fota, che esprime le proprie riserve e iscrive, appunto, con riserva i propri team. Eccolo, allora, l'ultimo passo della querelle: "
Le iscrizioni al Mondiale - dice la Fota -
sono legate a condizioni che ancora devono verificarsi".
Solita solfa, insomma, solita guerra di nervi, se così può essere chiamata. Il punto, manco a dirlo, è il salary cup. Con quella robaccia, pensano i team
Fota, il Mondiale
Mosley se lo fa da solo. E poco contano le
dichiarazioni della Fia. L'unione, ne sono certi, alla fine farà la forza. Avanti a braccetto, dunque, a colpi di comunicati: "
La Fota - si precisa nella nota dell'associazione presieduta da
Luca di Montezemolo -
continuerà a operare costruttivamente per risolvere le differenze con la Fia''.
E ancora: l'associazione dei team è disponibile a illustrare la contrarietà alle proposte della Federazione, giudicate "
cattive per il futuro della Formula Uno, per i lavoratori attivi nell'industria della corse automobilistiche e per i milioni di appassionati tifosi che sono sconcertati e confusi dal battibecco all'interno del nostro sport". Ribadendo "
l'unità e la forza dei suoi membri", la Fota - conclude la nota - "
dà il benvenuto ai tre nuovi team annunciati oggi, resta impegnata a collaborare con tutti gli organismi della Fia per risolvere le nostre differenze".
ACEA: "COSI' NON SI PUO' CONTINUARE"
L'Acea, l'associazione delle case automobilistiche europee, scende intanto in campo a fianco della
Fota: senza regole chiare e trasparenti da parte della Fia,
Bmw, Ferrari, Mercedes, Renault e Toyota "
sono determinate a trovare un modo alternativo" per continuare a partecipare alla Formula Uno. In una nota, che arriva nel giorno in cui la Fia ha annunciato di aver iscritto d'ufficio i team Fota al mondiale 2010, l'Acea rileva che "
l'attuale situazione e l'attuale sistema di governance in Formula Uno non possono continuare.
L'Acea è giunta alla conclusione che la Fia necessita di un sistema di governance e di regole più moderno e trasparente, compresa la revisione della sua costituzione".
I costruttori europei sostengono quindi "
le attività e gli obiettivi della Fota di una governance stabile e di regole chiare e trasparenti che siano comuni per tutti i concorrenti, per arrivare alla riduzione dei costi, compresa una appropriata attribuzione delle entrate ai team di Formula Uno. Così da consegnare al pubblico mondiale uno sport che resti ragionevolmente attraente". "
Se questi obiettivi non saranno raggiunti - conclude l'Acea -
Bmw, Ferrari, Mercedes, Renault e Toyota, oltre agli altri team, sono determinate a trovare vie alternative per praticare questo sport in una maniera che fornisca chiarezza, certezza delle regole e dell'amministrazione, equa distribuzione delle entrate ai team".
12 giugno 2009
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