I tuffi in Laguna.
di Guido Meda.
Un monumento ai caduti e uno anche a chi è rimasto in piedi. Qui se
Valentino Rossi non fa errori ha una gran palla da schiacciare in faccia agli altri due.
Lorenzo e Stoner. Ora stesi, infortunati. In un minuto, a tre dalla fine delle qualifiche, cadono entrambi. Due voli veri, di quelli che la moto ti lancia in alto in alto prima che l’asfalto si prepari ad accoglierti con la sua dose di traumi. Sfiga? Sfiga estrema? Forse. Ma abbiamo l’obbligo di analizzare la situazione nel suo complesso. Partendo dagli esiti.
Stoner e Lorenzo partono acciaccati. Solo un’impresa eroica può metterli in condizione di vincere. Contuso Stoner, contuso ad una spalla e con microfrattura al piede destro Lorenzo. E pensare che in pista erano i più veloci. E pensare che Lorenzo era già caduto nella stessa curva dieci minuti prima, e pensare che Stoner aveva già preso un paio di dritti.
A Stoner va il beneficio del coraggio stoico di un pilota che è già malmesso di suo. Un pilota che chiede di non toccare la moto che tanto va bene, sapendo che quello fuoriforma è proprio lui. Vuole la pole, vuole il tempo, vuole vuole vuole. Non vorrebbe stendersi, ma col gas ci va pesante da sempre. Ogni volta che esce da una curva, ogni volta che ci entra, ti pare che cerchi il suicidio. Da sempre. E’ il suo bello.
Ma Laguna Seca è diversa da tutto il resto anche per questo. E’ bastarda, stretta, tortuosa, scivolosa, infida per la spalla destra della gomma. Voilà, in terra. C’è da scommettere che non sarà l’abrasione all’anca a metterlo in crisi. Attenzione invece al malanno misterioso che si porta dietro da due gare e che potrebbe compromettere la sua resistenza sull’intera durata della corsa. Cosa sia non si sa, anche se ora di tempo ne è passato e non ti spieghi come mai non si sia ancora fatto una bella giornata in una di quelle cliniche tuttofare, dove coccolandoti ti rivoltano come un pedalino. Lo farà settimana prossima. Non te lo spieghi se non considerando la scorza del ragazzo, che minimizza e minimizza finchè può, salvo poi tirar fuori tutto, mettendo gli altri in condizione di aiutarlo a correre ai ripari. Altri in condizione di considerarlo un lamentoso. Lui che lamentoso non è. Il problema c’è.
Quanto a Lorenzo. beh, rischia decisamente di più. Lui che aveva un conto aperto con Laguna Seca ora ce l’ha più aperto ancora. Ma stavolta ha voluto un po’ strafare. Si è fatto fregare da una gomma raffreddata nel tentativo di scrollarsi di dosso
Elias nel suo tipico ruolo di succhiaruote, mannaggia. Stava bene Lorenzo, sì, ma era già volato, proprio lì. Tornato ai box era uscito e al primo passaggio lanciato era già sul record. Troppo, troppo , troppo! I mondiali si vincono anche ragionando un filo con la testa quando il tuo bel cuore di pilota ti dice che devi esagerare.
E i decimi di ritardo di
Rossi si riducono a zero.
5 luglio 2009
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