Alonso in montagna
di
Giorgio Terruzzi.
Quanto vale questo primo gol di Alonso non lo dice tanto la classifica del
Barhain (e del Mondiale). Piuttosto, serve osservare il tono umorale e muscolare della famiglia rossa. Certa di aver consegnato un enorme patrimonio tecnico, uno sforzo lungo, ad un vero capo. È questo, più che altro, il senso e il segno della vittoria di ieri. Un grande risultato - non certo decisivo visto il tono della concorrenza - che segna una svolta.
Alonso ha già preso in mano gli uomini e la macchina. Parla, scherza, discute, carica. Trasferendo ciò che sta nel proprio carattere. Non semplicemente talento ma una attitudine al comando assai marcata. Per questo ha strafatto, commettendo l’unico errore del weekend in qualifica, per questo ha attaccato alla prima esse
Massa che partiva davanti a lui. Bastava guardarlo in faccia, seguirlo nei suoi primi giorni mondiali con la Ferrari per avvertire una cocciuta voglia di cambiare modi e toni rispetto al passato.
Qualcosa che ciascun tecnico, ciascun meccanico ha registrato, insieme ad una piacevolissima sensazione di sicurezza ritrovata. Soltanto pochi giorni fa eravamo un po’ tutti prigionieri di una incertezza circa i valori in campo. Non sono ancora chiari i pesi specifici di questo o quell’altro rivale. Ma dentro la Ferrari e davanti a questa Ferrari si respira un’aria di alta montagna.
È un privilegio di chi sta in vetta, certo, ma anche una condizione che in vetta porta, con la consapevolezza di potercela fare e di poterci restare. Per ora, bene così.
15 marzo 2010
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