Colpi di genio, colpi di sole
di
Giorgio Terruzzi.
Allora, alla vigilia della Malesia, possiamo affermare almeno questo: la Ferrari ha messo in pista una macchina all’altezza. Della situazione e della tradizione. Alcuni mesi fa Stefano Domenicali era trattato da molti, ferraristi, giornalisti, tifosi e anti ferraristi, come un pazzo incapace. In quella situazione di pressione assoluta, tra risultati scadenti e le complicanze dovute all’incidente di Felipe Massa, decise di esporsi ad una gogna ulteriore decidendo di investire sulla nuova vettura e non più sulla vecchia, di portare avanti l’operazione Alonso tagliando Raikkonen e di salvaguardare Massa nei guai.Il tutto mentre venivano celebrati la furbizia di Ross Brawn e il genio di Adrian Newey. I quali avevano potuto lavorare senza pressione sfruttando una serie di situazioni favorevoli.
Situazioni e condizioni che alla Ferrari non sono date. Ora, credo sia possibile per ciascuno di noi, valutare ciò che è stato e ciò che è. C’è chi rimpiange Kimi, va bene. C’è chi non ama Massa, va bene. Vedremo più avanti se sarà il caso di afre bilanci su questi temi.
Piuttosto, un bilancio lo si può già fare. Questo: Domenicali non è stato folgorato, non è stato toccato dalla grazia. È la stessa persone che ha operato il passaggio di consegne dall’era Schumi–Todt (era nella quale ha svolto un ruolo di assoluto primo piano), che ha sostenuto una situazione assai critica (e sfortunatissima) nel 2009, che sta brillando nella gestione del 2010. La qualità si misura sulla distanza e comprende anche errori, battute d’arresto, fatiche. E il discorso vale per tutti. Compreso Newey, che guida la Red Bull da anni, con mezzi enormi, compreso Ross Brawn, che ha fatto “il miracolo” sfruttando una Honda progettata con fondi spaventosi e un inghippo del regolamento.
Gente che, ora, fatica come altri, senza che nessuno gli dia del somaro, dell’incapace, dell’incompetente.
31 marzo 2010
Segnalibri