Button, il trionfo del Normal One Applauso a Kubica, Schumi dietro la lavagna Le pagelle di Melbourne
di
Anna Capella.
JENSON BUTTON 10
C'è gente che ha fatto fatica a riconoscergli il dovuto merito quando ha vinto il mondiale. La stessa gente che quest'anno lo dava per spacciato sempre. Ecco, nessuno mette in dubbio che il talento dall'altra parte del box sia un'altra faccenda, ma gare come quella di Melbourne dicono chiaramente che Jenson è un buon pilota. Ha mantenuto la calma dopo il contatto con Alonso alla partenza. Ha gestito bene il cambio gomme anticipato, girando con le slick su pista ancora bagnata. Ha fatto gara di testa. Bravo. Fa piacere vederlo vincere anche con una macchina che non è sette spanne più avanti di tutte le altre. In più non recrimina, non fa il divo, non si crede un supereroe.
LEWIS HAMILTON 9
Pare che la Federazione lo abbia incaricato di firmare lo spot sulla Formula 1 spettacolo. Per non perdere tempo ha buttato giù tutti i numeri del suo personalissimo repertorio subito. Lo ringraziamo e inviamo alla polizia australiana una richiesta: alleggeritegli la multa. Perché è evidente che il ragazzo (inchiodato dai cops venerdì mentre faceva dei traversi in città) si stava allenando per un grande show, mica si può improvvisare! Nota a margine: a fine gara ha accusato pubblicamente il team di avergli sbagliato strategia. In una domenica così non si fa. Ha vinto Button, Lewis se ne faccia una ragione. Roba da abbassargli il voto, ma dato il divertimento, non ce la sentiamo.
ROBERT KUBICA 8
Mette lì una partenza da applausi. Da nono a quarto in un attimo, evitando ammucchiamenti fatali ad altri. Gestisce bene la sosta, guadagnando una posizione, poi viaggia mantenendo quelli dietro sufficientemente distaccati da non impensierirlo. Lucido, determinato.
FELIPE MASSA 7,5
Dopo lo smacco del Bahrain ha rimesso le cose in chiaro alla prima occasione buona. Non sta dietro, non glielo chiedono, e lui sa come raccogliere dagli errori altrui. Qualche sbavatura qua e là c'è ma roba da poco. È solido, il ragazzo. Tiene il compagno di squadra alle spalle e il podio va a prenderselo lui. Accumula come una formichina e nel frattempo mette a tacere i soliti complottisti, quelli che da sempre dicono che il povero Felipe verrà addomesticato come il Barrichello dei tempi d'oro. Felipe risponde: povero a chi?
FERNANDO ALONSO 6,5
Se facessimo iniziare la sua domenica dal giro 2, Fernando si prenderebbe un 9. Se, appunto. Dispiace, invece, perchè un giro soltanto abbassa gravemente la media. C'è un senso di gratitudine, pari a quello che abbiamo provato Hamilton, vedendo la tecnica, il talento, la rabbia con cui mette dentro la rimonta. Ma non basta perchè quella rimonta è stata resa necessaria da una partenza lenta, seguita da una manovra troppo tirata ai danni di Button e Schumacher. Insomma, fosse un Alguersuari qualunque chiuderemmo un occhio, anche due, e tornerebbe a casa con un voto eccellente. Essendo Alonso ha una responsabilità grossa, da lui ci aspettiamo gare perfette.
VETTEL + WEBBER 5
Sebastian, sia ben chiaro, prende cinque soltanto per la sfortuna. Perchè se domini due gare su due e ti ritrovi a piedi due gare su due forse è meglio se ti fai fare un rito, compri un amuleto, chiedi in giro se ti hanno fatto un malocchio. Mark, al contrario, il voto se lo piglia per l'eccessiva esuberanza. Va bene che è la gara di casa, che è venuta la famiglia a vederti, ma non puoi buttarti dentro ad ogni confronto come guidassi l'autoscontro al luna park. Non funziona così. Non è sportivamente accettato.
MICHAEL SCHUMACHER 4
Occorreva dargli tempo. Ma la Formula 1, per definizione, è uno sport da veloci e alla gara due non hai più alibi nemmeno se sei stato il più grande di tutti. Si prende una sportellata da Alonso subito ma poi rimane rintronato, fuori fase, lontano sempre da qualunque pilota che valga la pena di nominare. Chiude decimo, con un minuto abbondante di ritardo e qualche recriminazione nei confronti dello spagnolo. Schumacher di un tempo avrebbe restituito il favore in pista. Quello di oggi usa le parole. Schumi di un tempo non avrebbe chiuso alle spalle di Barrichello come fosse una cosa normale.
29 marzo 2010
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