Bartocci è in isolamento al Sant'Eugenio Il romano è nell'ospedale specializzato nella cura dei grandi ustionati 26 maggio 2010 20:17
Giorgio Bartocci si è reso conto della gravità della sua situazione. Il pilota romano, trasferito ieri con un volo speciale che lo ha trasportato da Brno a Roma, è ricoverato nell'ospedale Sant'Eugenio di Roma, la struttura della Capitale specializzata nella cura dei grandi ustionati. Ora è in isolamento in una camera asettica dove può ricevere una visita al giorno.
La moglie Mina ha potuto stargli accanto solo un'ora nel tardo pomeriggio. Le ferree procedure sono indispensabili ad evitare possibili infezioni, ma certo mettono a dura prova la sua resistenza psicologica. Giorgio, che è perfettamente lucido, intorno a sè ha scoperto casi umani ancora più drammatici del suo, che lo hanno fatto riflettere sul lungo calvario ospedaliero che lo aspetta ed è ovvio che il suo morale ne abbia risentito. Bartocci, infatti, è consapevole che la strada per la guarigione sarà piuttosto lunga e dolorosa.
I medici hanno disposto tutti gli accertamenti del caso per avere un quadro clinico completo, non solo per agire sulle ustioni di secondo grado che riguardano il quaranta per cento del corpo (le gambe sono le parti più offese), ma anche per verificare quali effetti possono aver avuto i gas roventi respirati nell'abitacolo in fiamme.
Il conduttore capitolino ha chiesto notizie della figlia di tre anni e mezzo e di chi è intervenuto prontamente per salvarlo dalle fiamme. In particolare Fabio Babini e Manfred Fitzgerald, stilista della Lamborghini e responsabile del Blancpain Super Trofeo, hanno sfidato il calore delle fiamme per estrarre lo sfortunato pilota che si è schiantato frontalmente nel guard-rail che divide la pista dall'ingresso della pit lane con la Gallardo della Mik Corse alla conclusione del primo giro.
Le immagini del drammatico botto hanno evidenziato come il corpo del pilota sporgesse in maniera anomala dall'abitacolo, come se nell'impatto violentissimo si fossero rotte le cinture di sicurezza. La Lamborghini ci ha fatto sapere che le cinture per quanto bruciacchiate sono rimaste perfettamente ancorate ai supporti.
Secondo Babini, Giorgio si sarebbe liberato delle cinture urtando l'allacciatura ventrale, mentre la vettura non aveva ancora completato la spaventosa carambola. Questo fatto, paradossalmente, potrebbe avergli evitato conseguenze molto più gravi, visto che il busto, le braccia e la testa non sono stati lambiti delle fiamme se non per un tempo per fortuna limitato, mentre le gambe risultano gravemente ustionate.
Fabio Babini, compagno di squadra ed amico di Bertocci, è rimasto molto scosso dall'accaduto. E siccome i team di comune accordo con i responsabili della Lamborghni domenica avevano deciso di non correre gara 2 e 3 dell'appuntamento in Repubblica Ceca, il romagnolo sente il bisogno di tornare al più presto in macchina, per scrollarsi di dosso i brutti pensieri. Il pilota faentino, infatti, ha programma un test ad Adria per venerdì pomeriggio per riprendere confidenza con una macchina da corsa.
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