Lorenzo è solido di testa A Stoner manca la scintilla, Dovi ci prova
di
Guido Meda.
Lorenzo, 10
Scimmiotta Rossi? Ma sì, in tutto. In tutto quello che serve per vincere il mondiale però! Senza Rossi ovvio. Sarebbe pure da lode non fosse che gli avversari si eliminano da soli, senza che Jorge debba sputare sangue per finalizzare la sua fuga. Si adatta, è solido di testa. Soffre solo un pochino contro Dovizioso, ma per il resto è tutto una mantequilla, un martillo. Ogni vittoria ottenuta è un passo verso un meritato aumento dell'ingaggio, un passo in più di Rossi verso la Ducati, perchè questo la Yamaha se l'è fagocitata. Vittoria in casa, fiesta, ole!
Pedrosa, 9
Va tutto rapportato a Lorenzo che di testa è forte fino a non avere un senso. Pedrosa che è normale sbaglia la prima staccata, obbliga se stesso ad una rimonta, tiene dietro Stoner, ma vincere in casa un'altra volta non è affar suo. Tiene botta anche nel momento in cui in HRC Puig e Suppo litigano per capire cosa fare di Camomillo nel 2011.
Stoner, 6.5
Gli manca la scintilla, la sesta marcia, il fuoco dentro, in compenso incappa pure in un errore infantile. Ma sta ritrovando fiducia e tecnica. È arrendevole quando trova davanti qualcuno da sorpassare. Aspetta, non aggredisce, come se temesse qualcosa, come se puntasse al podio, terzo. Uno Stoner che fa il ragioniere è ancora distante dallo standard dello Stoner che vinse il mondiale.
Dovizioso, 6
Uno che si stende è insufficiente. Ma con Dovi non si può. Perché se c'è qualcosa che gli abbiamo sempre rimproverato è il non affidarsi ad un po' di fantasia. Stavolta l'ha fatto, decisamente ed è stato bello finché è durato. Passa attraverso l'esperienza di fotocopiare il passo di Lorenzo, quella di essere per qualche km leader della corsa. Insomma dimostra anche a se stesso che se non ci provi non ci riesci. Ci ha provato, non ci è riuscito. Basta sistemare la seconda metà della frase.
De Puniet, 8
Rigido, aggressivo, pare Giacomo Agostini nello stile, ma pare anche Stoner nella generosità spettacolare con cui infiamma la parte di classifica riservata ai privati. Vincere è un'altra cosa, vietata con questi partecipanti ufficiali, ma Cecchinello fa bene a pensare che il suo investimento sia lui, Randy, anche per il futuro. Simile a Mamola, l'uomo da cui prende il nome? Un po' sì.
Bautista e Capirossi, 7
Tornare indietro non può essere un buon segno. Bautista sfrutta la palla della gara in casa per farsi rivedere in giro. Va bene. ma nelle altre piste? La Suzuki retrocede a soluzioni ciclistiche del 2009, il che significa soldi buttati nel 2010. In verità per Capirossi il voto sarebbe più basso perché prender paga dal primo Bautista in palla non si può. Però, d'incoraggiamento, va bene così.
Spies, 6.5
Senza infamia e senza lode. Così, buttato lì dove ti aspetti di vederlo quando le cose non girano poi granché. Dietro a Bautista e davanti a Capirossi con le Suzuki per l'uomo che doveva cambiare faccia alla MotoGP non è poi così soddisfacente. Ma la giornata mediocre capita a tutti. Assolto. Perché se c'è una cosa che Ben fa sempre è metterci l'impegno.
Hayden, 5
Boh? Incomprensibile. La Ducati sta tornando a ribaltare i suoi valori. Ma ha senso? Cioè Stoner andicchiava mentre Hayden c'era, ora succede il contrario. Un indirizzo comune e coerente, buono per entrambi, sarebbe ciò che la Ducati insegue da un po', ma che la Catalunya ha annacquato in parte. Strano!
Melandri, 6.5
Fin troppo per come è messo. Rotto, acciaccato. Meno male che è preparato fisicamente, perché con 'sto caldo correre è uno dei pochi casi in cui andare in moto può diventare una vera tortura.
Simoncelli, 5
Steso, ma il discorso è simile a quello fatto per Dovizioso. Ci prova e finché va ci riesce pure. È uno dei tanti passi avanti fatti sul suo cammino. Imparare un anno e fare bene quello dopo, che fu il metodo valentiniano in passato, è storicamente anche il metodo del Sic. E questo in MotoGp è il suo primo anno. In più ha di buono che non si lamenta mai.
Iannone, 4
Bisogna mediare la superiorità da dieci in gara e il sotto zero relativo alla confusione che fa, per comprendere prima e spiegare poi tutti i casini che gli derivano da un sorpasso con bandiera gialla non vista. Ci crediamo. Fino a lì va bene. Poi però paga la testardaggine di un
mulo con un quantità di punti persi di quelle da rimpiangere, e di brutto, a fine stagione.
4 luglio 2010
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