La MotoGP vola ad Aragon Una pista tecnica, veloce e divertente
Per la terza volta nel 2010 la MotoGP fa tappa in Spagna, prima di partire per l'intenso tris delle gare extra-europee in Giappone, Malesia e Australia. Con successivo finale di stagione in Portogallo e ancora Spagna, a Valencia. Ma attenzione a considerare Aragon una semplice pista "tappa-buchi", visto che di fatto sostituisce il GP di Ungheria che si sarebbe dovuto correre sul circuito ancora in costruzione del Balatonring.
Mentre Aragon è già pronta a regalare spettacolo. Grazie ad un tracciato molto vario, che sfrutta le pendenze naturali dell'altopiano a pochi chilometri da Alcaniz. Una cittadina a circa 300 km da Barcellona. E non a caso l'impianto sportivo è stato battezzato col nome di 'Motorland', visto che, oltre alla pista dove correranno le tre classi del Motomondiale, sorgono anche delle aree dedicate al Cross, enduro, rally e kart. Quindi un vero e proprio paradiso per gli appassionati di motori.
Per la MotoGP si tratta del tredicesimo appuntamento stagionale, ma con la difficoltà in più di trovarsi su una pista nuova per tutti. E come se non bastasse, i 5.077 metri dell'asfalto di Aragon sono un concentrato di saliscendi, staccate con moto ancora in piega, lunghi curvoni e rettilinei da percorrere a forte velocità. In pratica i piloti potranno tirare il respiro solo sul lungo rettilineo di 1.326 metri. Inoltre il meteo resta incerto con rischio pioggia per i primi giorni, mentre per i 23 giri della gara dovrebbe esserci il sole.
Quindi, per favorire il lavoro di acquisizione dati per team e piloti, la Dorna ha concesso un turno extra, previsto per il venerdì mattina. Anche se poi tutte le sessioni saranno ridotte a 45 minuti ciascuna (40' per la 125, che qui festeggia i suoi 700 GP disputati nel Motomondiale!). Una serie di prove libere più intense, dove in molti lavoreranno ovviamente anche sulle gomme. E per questo la Bridgestone ha portato per l'anteriore una mescola media ed extra dura (come in Qatar), mentre per il posteriore verranno messe a disposizione due mescole soft e media. Una scelta condizionata anche dalle considerazioni di alcuni piloti, i big della MotoGP, che hanno già potuto compiere qualche giro sulla nuova pista. Un assaggio veloce e con moto di serie, come prevede il regolamento.
Il risultato è l'opinione comune che il tracciato sia tanto divertente quanto impegnativo. Come spiega
Valentino Rossi: "È una pista veloce, con curve complesse, ma divertenti", trovando conferma nelle parole di
Dani Pedrosa: "Mi è piaciuta subito perché i due rettilinei sono fantastici, ma anche il mix di curve lente e veloci è molto tecnico".
A cui si aggiunge il parere di
Andrea Dovizioso, che però puntualizza: "L'unico problema sono le curve dove si frena in discesa con la moto ancora piegata. Ci potranno essere varie interpretazioni delle traiettorie e quindi sono punti dove si potrebbe anche fare dei sorpassi".
Infine
Jorge Lorenzo si sbilancia con un paragone: "È un tracciato interessante. La prima curva mi ricorda la Turchia". Il leader del Mondiale, oltre a giocare in casa, punta già dritto al podio, consapevole che per la gara potrebbero anche esserci sorprese. Visto che con l'effetto "novità" sarà fondamentale il lavoro dei team per la messa a punto, ma anche la sensibilità e l'intuizione dei piloti. Quindi attenzione a Rossi che potrebbe tornare attaccato agli scarichi di Lorenzo, alle due Honda ufficiali dotate di un'elettronica molto a punto, ma anche a Ben Spies. Il talento dai gomiti larghi, maestro nell'interpretazione dei nuovi tracciati e che potrebbe avere l'occasione giusta per intromettersi pericolosamente tra i primi.
16 settembre 2010
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