Parla Filippo Preziosi Ti aspettavi una situazione simile?
No, pensavo che saremmo partiti in maniera più competitiva. Ma le aspettative non hanno relazione con le azioni. Soprattutto, quelle che devi fare per il domani. Noi abbiamo dei piani e li stiamo seguendo.
Ti aspettavi Valentino così in difficoltà?
No, nemmeno questo. Ma Vale è molto determinato e motivato. E noi continuiamo a lavorare.
Com'è il morale del gruppo?
Per il livello di difficoltà che abbiamo lo spirito di squadra mi sembra eccellente. Ho visto dei gruppi infilarsi le dita negli occhi di fronte a difficoltà molto inferiori. Mi ha sorpreso anche la capacità Valentino di resistere ad una condizione di prestazione non adeguata pur non essendo abituato a questa situazione. Noi eravamo più abituati di lui a soffrire. Abbiamo passato anni molto difficili, quindi per noi è più facile affrontare questa stagione.
C'è chi ha messo in discussione la squara, Valentino, Geremy Burgess..
E' il reparto corse che deve fare il grosso del lavoro, spetta a noi trovare la soluzione dei problemi. Bisogna progettare cose nuove, provarle al Mugello, portarle in pista. Senza un grosso supporto dell'azienda, una squadra non è che possa fare molto.
Molti Ducatisti dicono che la moto non va cambiata e che la colpa è di Valentino se non vince, perchè non la sa sfruttare...
A me piacciono le Moto che vincono: la nostra non sta vincendo, quindi va cambiata.
Ci sono tifosi che mettono in discussione Valentino
Invece è la strada giusta, perchè lui è il pilota ideale per sviluppare una moto migliore. Potevamo essere competitivi da subito e non lo siamo stati ma Valentino è un valore aggiunto.
Valentino cosa chiede di preciso?
Lui non è fissato su determinate soluzioni tecniche: vuole una moto che funzioni secondo il suo stile di guida. Per lui è indifferente cosa facciamo per permettergli di avere più feeling in entrata di curva. Ci dice cosa sente sulla moto quando imposta la traiettoria, oppure quando tocca il gas a centro curva, e ci spiega la reazione della moto. Sta a noi capire se il problema va risolto cambiando pezzi o ridisegnandoli, oppure se si tratta di intervenire sulla messa a punto.
L'esperienza passata non conta più?
Conta poco, perchè dobbiamo concentrarci su quello che vuole Valentino. Sul suo commento, in particolare quello delle ultime due gare: questa è la base su cui lavorare. E' giusto seguire i gusti e le indicazioni del pilota più veloce che hai. Quando il pilota cambia devi voltare pagina e dimenticarti di ciò che hai fatto. E' quello che stiamo facendo ora.
Che dire del timore, sempre dei ducatisti, di vedere "giapponesizzata" la Ducati?
Non scherziamo! La Ducati a quattro cilindri è giapponesizzarla? No, perchè è sempre la Ducati fatta da noi in Italia. Le giapponesi le fanno in Giappone, saranno sempre diverse. Qualsiasi soluzioni adotti, l'ha già adottata qualcun'altro prima di te, un'ottantina di anni fa. Nessuno inventa più niente.
Ma il telaio perimetrale potrebbe migliorare la Desmosedici?
Allora: diciamo che si può vincere un titolo mondiale con un telaio Deltabox, si può vincerlo con un telaio a traliccio (lo abbiamo fatto nel 2007), e si possono vincere delle gare con un telaio scatolato in carbonio (l'abbiamo sempre fatto noi). Quale sia la soluzione migliore è argomento di discussione: io non sono ancorato sulle soluzioni tecniche che abbiamo scelto.
(alcune domande tratte dall'intervista motosprint)
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