"Niente di strano in Milan-Juve" Calciopoli, Nesta "scagiona" De Santis
Più che la coda di un processo caldissimo, il Calciopoli bis pare una mano di bianco su un muro imbrattato di parole, molte, e fatti, pochini. A Napoli, dov'era atteso anche Del Piero - invece assente - hanno sfilato l'arbitro Rosetti, il laziale Ledesma e il milanista Nesta. Tutti, in diverso modo, hanno escluso "pressioni o cose strane". Insomma, spiega ad esempio Nesta, "non abbiamo notato nulla di strano. Milan-Juve? Fu regolare".
Niente di niente, da una parte. Abbastanza dall'altra se per altra parte, meglio, controparte, si intende l'arbitro De Santis, l'uomo appunto che ha chiamato come testimone Alessandro Nesta. Per capirci tocca fare un passo indietro: tra le accuse mosse contro il direttore di gara in particolare e più in generale contro Luciano Moggi c'erano le ammonizioni mirate ai giocatori che, diffidati, avrebbero poi incontrato la Juventus. Tra questi, nel caso specifico, c'era appunto Nesta. Che non venne ammonito, non venne di conseguenza squalificato e viene, perciò, buonissimo per i difensori di De Santis come prova a discarico del reato.
Eccolo, quindi, il centrale del Milan: "Ricordo di aver giocato la partita successiva Milan-Juventus e che in quella occasione fui ammonito per un brutto fallo. Polemiche? Tra Milan e Juve, che erano in lotta per lo scudetto, ognuno tirava dalla propria parte". Roba da bar, quindi, al massimo...
LEDESMA SU LECCE-JUVE
Da Nesta a Ledesma, altro teste al processo bis: "Ricordo che piovera molto, ma abbiamo giocato lo stesso - dice sulla gara contro la Juve del novembre 2004 -. Non ricordo di aver chiesto di verificare le condizioni del campo, e non so se lo abbia fatto il capitano della squadra avversaria". Ledesma ha ammesso che molti dettagli di quel periodo gli sono ormai sfuggiti dalla memoria. In riferimento alla partita Lecce-Parma del 29 maggio 2005 ha detto: "Il giocatore del Parma Morfeo fu espulso a fine gara, ma non ricordo la motivazione. Ricordo che Zeman ad un certo punto vide la partita da dietro la panchina, il pubblico cominciò a protestare ma non ho mai chiesto sal mister i motivi di quel gesto".
ROSETTI: "MAI RICEVUTE PRESSIONI"
All'udienza era presente anche l'arbitro Roberto Rosetti, che ha ricordato l'errore da lui commesso in occasione del mani di Zauri in Lazio-Fiorentina del maggio 2005 e la telefonata ricevuta da Bergamo: "Quell'episodio mi è sfuggito - ha detto - a me è sembrato un colpo di testa. È stato sicuramente un errore, ma in quel momento l'ho valutato così". Alla domanda se avesse avuto durante l'intervallo telefonate Roberto Rosetti ha precisato: "In 27 anni non ho mai tenuto acceso il cellulare nell'intervallo, per mia scelta. Tra il primo e il secondo tempo di quella partita però arrivò una telefonata da parte di Bergamo al quarto assistente. Parlai con Bergamo che usò toni molto duri sotto il profilo psicologico con frasi del tipo 'come hai fatto a non vederlo, era un mani clamoroso'. Io però poi ho pensato solo a finire bene la partita". Più in generale Rosetti ha spiegato: "Non ho mai ricevuto pressioni né arbitrato mai la Juventus (era della sezione di Torino). Non mi è mai interessato sapere chi erano i diffidati" quest'ultima dichiarazione rispondendo alla domanda sull'ipotesi di ammonire i giocatori diffidati che poi avrebbero saltato il successivo match con i bianconeri.
12 ottobre 2010
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