Moggi, la reazione "La condanna? E' una vergogna, è tutto ridicolo"
18:46 del 08 gennaio
«La prima impressione è che abbiano assolto la Gea e condannato i Moggi. Poi dico che è una vergogna, una cosa che non sta in piedi, non regge». Così l’ex direttore generale della
Juventus, Luciano Moggi, raggiunto al telefono, ha commentato la sentenza. «Gli episodi di Nicola Amoruso e Manuele Blasi dovrebbero far riflettere tutto il mondo del calcio», continua "Big Luciano". «Se avessi dato gli aumenti a tutti, se avessi detto sempre di sì, come quello del film, sicuramente non sarei finito sotto processo. E’ questo quel che hanno detto i giudici?». «Il caso di Blasi è clamoroso - ha detto ancora Moggi, che poi ha ricordato - Il giocatore veniva da una squalifica per doping di mesi, dopo meno di due settimane di allenamenti alla Juve, il suo agente mi chiede l’adeguamento del contratto. Io che dovevo fare? Tutelare gli interessi della società e aspettare la risposta del campo oppure dare soldi così, sulla fiducia?». Rispetto ad Amoruso, l’ex dg bianconero precisa: «Ancelotti ha detto in aula che lui non aveva bisogno del ragazzo. Io, dopo che non giocava per problemi di salute, gli avevo trovato una
squadra, io che dovevo fare? Tenerlo in tribuna e bruciare un capitale o cercare di valorizzarlo?». «In questo modo, se questa sentenza dovesse fare scuola, nessuno potrà più fare il direttore sportivo di una società di calcio. Figc e Lega lo tengano presente. E anche l’allenatore del Liverpool, Benitez, potrebbe finire sul banco degli imputati, per le parole che ha detto a Pennant se questo non firmava il contratto. E’ tutto ridicolo». Il tono di Luciano è comunque combattivo, come quello di una volta, lontano dai tempi di ’calciopoli’, dell’estate del 2006. «Dico che questa storia non arriva ai calci di rigore, finisce ai supplementari», ha continuato Moggi.
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