Fiorentina, Prandelli: le condizioni per rinnovare
Al di là delle parole, ribadite anche ieri da Diego Della Valle, sulla volontà della Fiorentina di far rinnovare il contratto a Cesare Prandelli, attualmente in scadenza a giugno 2011, sembra che lo stesso tecnico, prima di apporre la sua firma, abbia intenzione di chiedere alla sua proprietà alcune garanzie. Certe mosse attuate dal direttore sportivo Pantaleo Corvino nel mercato di gennaio, e più in generale nelle ultime sessioni di compravendita calciatori, non sono infatti piaciute a Prandelli. Il tecnico si è lamentato, anche indirettamente (attraverso la stampa), dello snaturamento della sua rosa, con la cessione di alcuni uomini che lui riteneva indispensabili, leggi la partenza di Ujfalusi e Dainelli, o la mancata conferma di Felipe Melo. Prandelli sul mercato non ha mai posto 'aut aut' alla proprietà, tranne che per la mancata cessione di Mutu un anno e mezzo fa, ed ha sempre suggerito nomi che non facessero sforare il tetto ingaggi della Fiorentina, ma il mercato estivo 2009, fatto di partenze (tante, e non sempre di qualità) e arrivi (pochi, e non tutti al top della condizione fisica), ha reso il lavoro tecnico sempre più difficile.
Ecco perché Cesare Prandelli, prima di un eventuale rinnovo con la Fiorentina, chiederà:
-
Chiarezza sugli obiettivi stagionali della società viola per la prossima stagione. Nel momento di massima euforia di questa annata Andrea soprattutto, ma anche Diego Della Valle, hanno parlato di una Fiorentina che poteva lottare fra il secondo ed il sesto posto, mentre Prandelli, con una rosa 'povera' di uomini e con una qualità tecnica al ribasso, ha sempre abbassato l'asticella degli obiettivi da raggiungere, pur rimanendo lui stesso un ambizioso.
- Prandelli vuole vincere. Ha come ossessione tecnica quella di raggiungere un trofeo a Firenze e quindi chiede una rosa adeguata ad una Fiorentina che lotta su più obiettivi. Se parte un big, come Felipe Melo, deve arrivare un altro big. Anche se il tecnico di Orzinuovi vorrebbe, come detto, la conferma dei 'campioni' in maglia viola, da Frey a Vargas, da Gilardino a Mutu, per poter costruire una Fiorentina che cresce, anche come progetto tecnico-tattico, di stagione in stagione, e non dover ripartire ogni estate con tante novità.
- Basta con il metodo 'compri tanto, vendi tanto', ovvero la Fiorentina vista come un frullatore che acquista tanti giocatori d'estate e poi a gennaio li vende quasi tutti.
- Meglio comprare meno, ma elementi di qualità, in modo da evitare giocatori non adatti (leggi Castillo) o giovani scommesse senza futuro (vedi Mazuch e Da Costa).
-
Giovani sì, ma di qualità e da far crescere. Non solo giovani dunque, perché seppure Prandelli ha dimostrato che quando un Under 25 vale davvero non ci pensa due volte a dargli fiducia (leggi Jovetic e Ljajic, o Kuzmanovic in passato), i giovani non possono essere subito lanciati in campo come sostituti dei big.
- Una società viola forte, con una dirigenza sempre pronta per ogni evenienza, e che sappia essere rappresentata a dovere anche in Lega Calcio e con le istituzioni politiche. Spesso Prandelli si è trovato da solo a battagliare contro arbitraggi poco chiari, o questioni burocratiche-politiche. Il mister gigliato anche oggi, ad esempio, ha ribadito il suo fastidio per la totale assenza della sua società alla composizione del calendario della serie A, con anticipi e posticipi che spesso penalizzano la Fiorentina impegnata su più fronti e la costringono a giocare fra febbraio e marzo undici incontri in 30 giorni. Il tecnico viola inoltre vorrebbe la famiglia Della Valle più presente a Firenze, in modo che lui si debba occupare semplicemente di allenare la squadra, e non di doverla anche motivare e gestire fuori dal campo.
Sensazioni allo stato attuale: difficile che la proprietà possa garantire a Prandelli ciò che chiede. Richieste non pretenziose quelle del tecnico viola, ma che in questo momento la famiglia Della Valle non si sente di poter assicurare, improntata com'è a gestire una società che, soprattutto sul mercato, fino all'avvio del progetto Cittadella, farà dell'autofinanziamento la sua politica di manovra. Cesare Prandelli ha capito l'aria negativa che tira circa le sue richieste: ancora non ha preso una decisione sul suo futuro (ha un legame speciale con la città di Firenze e con il pubblico viola, che gli è stato vicino soprattutto in un momento molto delicato della sua vita privata) anche se, senza le garanzie sopracitate - che ritiene prioritarie -, è intenzionato a rifiutare il rinnovo del contratto, salvo cambiamenti di politica della proprietà. La distanza comunque è molto minore rispetto quella di qualche settimana fa, dopo un colloquio avvenuto fra tecnico e Diego Della Valle mercoledì alla vigilia del match contro il Bayern Monaco.
Due cose sono certe ad oggi. Innanzitutto il tecnico viola non andrà ad allenare la Juventus, pur avendo apprezzato le lusinghe della proprietà bianconera nei suoi confronti, ed i contatti che ci sono stati. Inoltre, Prandelli non ha nessuna intenzione di allenare la Nazionale. Si vede un allenatore di campo e non vuole 'bruciare' la sua esperienza possibile in azzurro ad un'età che lui ritiene ancora quella di tecnico di club, soprattutto con un palmares ancora troppo povero. Per Prandelli, in caso di mancato rinnovo con la società gigliata, si potrebbe così aprire la pista estera, soprattutto quella che porta in Inghilterra, dove è molto apprezzato. Nel frattempo la Fiorentina ha sondato alcuni tecnici: contatti sono stati avviati prima con Marco Giampaolo, poi con Massimiliano Allegri (assai corteggiato anche dal Milan, qualora Leonardo al termine di quest'anno decidesse di dire basta con il ruolo di allenatore in Italia) e Gigi Del Neri.
23 febbraio 2010
Segnalibri