Il Calcio Como 'bacchetta' Feltri Il direttore: "Se non vogliono vendere, lo dicano"
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Non capisco il comunicato della società. Hanno espresso un giudizio gratuito. Non c'è bisogno di chiosare. Il presidente (Antonio di Bari
, ndr)
si è mostrato infastidito. E non saprei dire da cosa o da chi". Vittorio Feltri, direttore del quotidiano 'Libero', non perde il classico aplomb nemmeno quando passa dalla politica al calcio. Non si tratta di chiacchiere da bar. Ma di carta intestata. Quella su cui lui, Marcello Dell'Utri e Daniela Santanchè hanno apposto l'offerta ufficiale per rilevare il Calcio Como attraverso un legale milanese.
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Questa dirigenza - si legge in un passaggio del comunicato della società lariana -,
abituata ai fatti e non alle parole, al lavoro costante e non alla ribalta dei talk show televisivi, ritiene che persone serie, con intenzioni serie e non promo pubblicitarie, avrebbero dovuto, se interessate ad acquistare la società, agire in modo assai differente".
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Veramente siamo noi a non capire come mai la notizia non sia rimasta tra le parti interessate e sia arrivata fino ai media - precisa Feltri -.
Noi tempo fa abbiamo saputo che la proprietà sarebbe stata disposta a cedere il club. E appoggiati da uno studio legale abbiamo avanzato un'offerta concreta. Per adesso non abbiamo ottenuto una risposta positiva. Ne attendiamo una, di risposta, per poter almeno trattare. Se non vogliono vendere, basta che lo dicano. A me però pare che dal comunicato emerga il contrario". Probabile che la vicenda viva di nuove puntate. Rischiando di avvolgersi su se stessa se le parti dovessero iniziare a parlarsi attraverso fax e comunicati.
La Santanchè si è già sbilanciata, puntando alla
Serie A in tre anni con
Costacurta e
Maldini in società. Dell'Utri, invece, avrebbe già diviso i ruoli: lui nel settore giovanile, Feltri presidente e l'ex parlamentare di Alleanza Nazional
e responsabile della comunicazione. "
Bisogna fare programmi sul concreto - riporta a terra i compagni di viaggio il direttore di 'Libero' -.
E' da sciocchi costruire progetti sui sogni. Altrimenti si rischia di far ridere la gente".
22 luglio 2009
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