Calcio e morte: la Spagna ha paura Tifosi: "Intitolargli il nuovo stadio"
Sconcerto, dolore, condoglianze, lacrime: l'improvvisa morte del capitano dell'Espanyol, Dani Jarque,ha causato shock in tutto l'ambiente calcistico. Ma il nuovo decesso di un giovane nel pieno della sua attività, due anni dopo la scomparsa di Puerta, sta provocando forti reazioni, specie in Spagna. Intanto, si susseguono le iniziative commemorative: i tifosi vogliono intitolare il nuovo stadio "Cornella-El Prat" proprio a Jarque.
I supporters dell'Espanyol, inoltre, attraverso il sito "fuerzaperica.com", stanno promuovendo altre proposta, come quella che in ogni partita, al minuto 21 (il numero di maglia dello sfortunato giocatore), i tifosi rendano omaggio alla memoria di Jarque.
Proprio attorno allo stadio si sono radunati decine di tifosi, in attesa dell'arrivo degli altri giocatori della squadra provenienti da Firenze. Tutti tranne il delegato del club, José Manuel Calzon, e il responsabile dello staff medico, Miguel Cervera, rimasti in Italia per ricevere i familiari di Jarque. Dopo l'autopsia, la salma sarà riportata a Barcellona per i funerali alla "Ciudad Condal".
L'Espanyol, intanto, assicura che Jarque non ha mai avuto problemi cardiaci e aveva perfettamente superato le visite pre-stagionali.
"Infarto fulminante", fa sapere, distrutto, il direttore dell'area tecnica del club, German De La Cruz. L'Espanyol, in un primo comunicato, ha parlato di
"crisi sistolica", ma una risposta più chiara la darà l'autopsia sul corpo dello sfortunato capitano dei catalani, custodito all'ospedale di Firenze. L'eventuale riscontro di disfunzioni o danni preesistenti getterebbe inevitabili ombre sulle politiche sanitarie e di prevenzione del calcio spagnolo, già investito due anni or sono dal dramma di Antonio Puerta, deceduto dopo un attacco cardiaco in campo innescato, come si seppe dopo la scomparsa, da una displasia ventricolare, irregolarità che avrebbe potuto essere scoperta con esami più approfonditi.
"Marca", nella prima pagina della sua edizione domenicale, ha titolato senza troppi giri di parole
"Al calcio si rompe un'altra volta il cuore" e in un editoriale sulla sua edizione on-line sottolinea come la tragedia di Jarque ricalchi, per molti versi, quella vissuta due anni or sono. Sempre nella primissima fase della stagione, sempre in un momento in cui giocatori ancora non perfettamente in condizioni disputano una partita dopo l'altra, un allenamento dopo l'altro, magari all'interno di tournée estremamente serrate. "
Fifa e Uefa devono indagare e prevenire, la morte di Jarque dev'essere l'ultima", chiede il quotidiano spagnolo prima di restituire il posto al dolore di un intero movimento.
9 agosto 2009
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