VALENCIA - La lunga attesa è finita. La 33esima Coppa America è finalmente cominciata e lo ha fatto con una regata che ha espresso tutta la spettacolarità attesa dai mezzi in campo, i giganteschi multiscafi di Alinghi e di Bmw Oracle. La vittoria, netta, senza discussioni, è della perfetta macchina da vento di Bmw Oracle. Per quello che si è visto, è improbabile che Alinghi possa pensare di colmare il gap con il trimarano, condotto con assoluta perfezione da James Spithill. Un successo dovuto in gran parte all'efficienza della gigantesca ala di 68 metri, con 9 flap, regolabili singolarmente. Bmw stravince con oltre 3 chilometri di vantaggio, dopo essere partito con ben 1 minuto e 26 secondi di ritardo su Alinghi. Sulle 20 miglia (32 chilometri) del primo lato, Usa 17 ha recuperato in poco più di una decina di minuti tutto lo svantaggio, superato l'avversario per poi lasciarlo indietro di oltre 3 minuti al passaggio alla boa. Una dimostrazione di potenza, sicurezza e velocità impressionante del team di Larry Ellison. Una sconfitta dura e senza discussione per Ernesto Bertarelli, al timone di Alinghi, che ha anche subìto una penalità nella fase di in partenza. Il distacco all'arrivo, 15 minuti, è un verdetto pesante e chiaro: mezza Coppa è già in America, in California, da dove se ne era andata nel 1996 per opera dei neozelandesi. Anche perché le condizioni di vento leggero erano, sulla carta, quelle favorevoli al defender svizzero.
LA PARTENZA - L'incertezza della mattina, in attesa della stabilizzazione del vento, si dissolve poco dopo le 14. Harold Bennet fissa l'avvio della procedura di partenza per le 14.24. Si alza il segnale di attenzione e comincia il confronto Alinghi-Oracle, il primo fra multiscafi nella storia della Coppa America. E subito vengono smentite molte ipotesi della vigilia. Chi sosteneva che non ci sarebbe stato duello nel prepartenza è stato smentito. Bmw Oracle entra dalla parte della barca comitato, Alinghi da sinistra, sotto la linea di partenza. Appena superata la linea diagonale dell'ingresso (vedi il grafico), introdotta per dare più "acqua" ai due grandi multiscafi, si arriva quasi a contatto. Entrambi cercano il dial up, l'affiancarsi degli scafi. Spithill tiene il lato destro, quello che era richiesto, arrivando mura a dritta, dall'altra parte Alinghi non si abbassa per passare dietro, anzi punta verso l'avversario che deve manovrare, cosa che fa anche Alinghi ma più lentamente, per evitare il contatto. Il trimarano, come previsto si è dimostrato più veloce a manovrare in poco spazio. Bmw Oracle espone la bandiera di protesta e gli umpire danno ragione alla barca Usa: penalità per il defender Alinghi. E' un macigno per Bertarelli, al timone insieme a Peyron: con questi multiscafi un giro a 360° costa moltissimo in termini di tempo. I due contendenti affiancati stanno in dial up e scarrocciano oltre la linea di partenza. A quel punto è Alinghi il più pronto: Manovra, rientra girando la boa al limite della lina del via e riparte subito, mentre Bmw Oracle è ancora completamente fermo in stallo. Due colpi di scena in meno di tre minuti, con il defender che sembra volare con sicurezza ad accumulare un grande vantaggio.
IL PRIMO LATO - Passa 1'45" prima che Bmw Oracle si metta in gara, passando a sua volta la linea di partenza in modo regaolare. Un'disastro, sulla carta. Ma non per la macchina da vento creata dal design team di Bmw Oracle, che ha realizzato per il trimarano un'ala spaventosamente efficiente. La rimonta di Bmw Oracle è impressionante. Mostra una velocità costantemente più alta di quella di Alinghi (20-21 nodi contro 19) e recupera metri su metri. Da uno svantaggio di oltre 400 metri, arriva in circa 13 minuti a raggiungere e superare l'avversario. Mostra un angolo al vento migliore e dà un'impressione di potenza impressionante. Dopo aver superato Alinghi, ammaina la vela di prua e naviga soltanto con l'ala, scavando un vantaggio sempre più largo, che supera il chilometro.
IN POPPA - Alla boa Bmw Oracle arriva in tranquillità, manovrando senza fretta. Gira la boa con un vantaggio di 3 minuti e 21 secondi, in termini di distanza sono quasi 3 chilometri. E nemmeno sul lato di poppa lascia scampo all'avversario: naviga ben sbandato con una tranquillità estrema, raggiungendo i 28 nodi con vento in calo. Alle sue spalle Alinghi fatica trovare l'assetto migliore, inizia senza riuscire ad alzare lo scafo di sopravvento. Poi migliora, aumenta la velocità, che però resta sempre inferiore rispetto alla barca Usa (24-25 nodi). Non c'è storia: nessuna possibilità di rimonta, nemmeno di ridurre lo svantaggio, che anzi aumenta. Il defender deve arrendersi alla superiorità schiacciante del trimarano statunitense. Prima di tagliare la linea, Alinghi paga la penalità ruotando su se stesso. Chiude con 15 minuti e 28 secondi di ritardo. Un'eternità.
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