Cassano ha deciso 'Resto alla Sampdoria per sempre'
L’assist spettacolare a Maggio non bastava. Adesso che è entrato nella storia del derby con timbro proprio, Antonio Cassano si sente ancora più legato alla Sampdoria e dichiara amore eterno ai colori blucerchiati e a Genova, eterna gratitudine a Garrone. Concede l’onore delle armi al Genoa, invita a sperare nella Champions, sogna una sfida con Messi.
A tre giorni dal derby deciso grazie ad un suo gol, Antonio Cassano si è raccontato in una lunga intervista esclusiva al Secolo XIX.
Il fantasista barese non ha tralasciato nulla, dalla Sampdoria alla vita privata, al matrimonio con Carolina.
Tanti i temi trattati, a partire naturalmente dal derby: «era l’unico derby che mi mancava - ha detto Cassano -. Sono riuscito a segnare, ho dato gioia a me stesso a anche a tanta gente che mi ama. Poi alle poche persone che mi sono state a fianco in questi momenti difficili: il presidente Garrone, Carolina, la mamma, mio cugino Nicola, Ajazzone, Marangon, Cannas, Tibaudi. Questo gol va a loro e poi voglio ricordare Luca Castellazzi».
Ma Fantantonio ha voluto render l’onore delle armi anche al Genoa sottolineando un bel gesto di Fabrizio Preziosi e di alcuni giocatori come Criscito e Sculli: «Questo è il derby: dopo la partita tutto dovrebbe finire. Sperando che finisca sempre così».
Cassano ha poi confessato che la sua unica droga in realtà è il latte: «un litro al giorno toglie il medico di torno» ha detto.
Poi ha raccontato l’esclusione di gennaio. «È andata così: l’allenatore mi ha chiamato e mi ha detto che aveva deciso di non convocarmi. Io ho accettato la decisione. A malincuore. Però io ho una grande forza, il rettangolo di gioco. Le chiacchiere contano zero, parla il rettangolo. Quello che ho fatto al rientro conta».
Cassano ha parlato anche del suo futuro e del fatto che non andrebbe mai via da Genova: «a meno che il presidente non si svegli e dica `Anto´ non ti voglio più. Sto talmente bene che i prossimi sei, sette, otto anni voglio farli qui e poi vado in vacanza, mi prendo una casa al mare qui nei dintorni».
Intanto però c’è un quarto posto da tenere, che potrebbe regalare la Champions, un sogno. «Sarebbe bello, il mio sogno è giocare contro Messi. So che rischi di prendere una goleada contro di lui ma mi piacerebbe tanto».
Tra un pronostico e l’altro, Barcellona per la Champions, Inter per lo scudetto, Italia, Spagna o Brasile per i Mondiali, Cassano si è poi soffermato sulla nazionale e su Marcello Lippi. «Cosa devo dire? Ha detto talmente tante cose cattive su di me...Non mi ha chiamato e non ha dato spiegazioni. Ogni volta che parlavano di Cassano si alzava. Agli altri giocatori dava spiegazioni. Sarà che gli sto talmente sulle balle che non vuole rispondere».
Conferma invece la data del matrimonio con Carolina (19 giugno), un’amore `nato in trattoria´ racconta e svela d’aver letto solo un libro per intero: `L’ultima stagione´ di Phil Jackson: «il più grande allenatore della storia dell’NBA, ha allenato Michael Jordan ma soprattutto Kobe Bryant,genio e sregolatezza. L’allenatore perfetto se fosse stato di calcio, psicologo, motivatore, riflessivo».
Il «terrone ignorante», come si definisce lui, ha una sua classe innata anche fuori dal campo.
E ogni riga è una scoperta.
14 aprile 2010
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