Kobe: "Contro Boston c'è più gusto"
Rivers: "Perkins, assenza chiave" L'mvp delle finali si gode il successo: "È il mio titolo più duro, ma battere i Celtics è qualcosa di speciale. E ora ho un anello in più di Shaq". Jackson: "Fiero dei miei Lakers". Il coach di Boston: "Abbiamo pagato l'assenza del nostro centro: non si possono concedere 23 rimbalzi d'attacco" LOS ANGELES (Usa), 18 giugno 2010 - Il postpartita dello Staples Center regala momenti decisamente intensi. I Lakers naturalmente festeggiano, Doc Rivers accetta il verdetto del parquet con la sua solita classe.
Jerry Buss: “Abbiamo i migliori tifosi di basket del mondo, io sono orgoglioso di essere uno di loro. Tutti hanno grande rispetto dei Lakers, i tifosi avversari intonano sempre “Beat LA”, tutti ci temono e questo ci inorgoglisce tantissimo”.
Doc Rivers: “Prima di tutto voglio fare i complimenti ai Lakers, e’ stata una serie fantastica, incredibilmente intensa. Non potrei essere più orgoglioso di questo gruppo. La sconfitta di questa sera credo sia figlia della nostra mancanza di centimetri, anche per via dell’infortunio di Perkins. Abbiamo concesso 23 rimbalzi offensivi e 30 punti nell’ultimo quarto. Con queste cifre non si possono battere i Lakers in una partita intensa e difensiva come questa.”
Phil Jackson: “Questa sera abbiamo vinto grazie alla difesa. Kobe nel primo tempo ha forzato troppo, nella ripresa invece le cose sono migliorate, negli ultimi minuti poi, come spesso gli capita, ha fatto la differenza. Anche se il vero Mvp di gara-7 credo sia stato Ron Artest. Provo grande gioia a vedere il successo di questi giocatori ai quali ho chiesto grandi sacrifici quest’anno. In questa stagione hanno giocato 114 partite, un’annata lunghissima e intensa, sono orgoglioso di loro. Se sarò l’allenatore dei Lakers anche l’anno prossimo? Per adesso mi godo questo momento meraviglioso...”
Pau Gasol: “Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, abbiamo lottato e anche se in attacco non abbiamo giocato benissimo non ci siamo mai abbattuti. È straordinario vincere un titolo, vincerlo contro Boston, poi, è davvero speciale, anche per via di quello che è successo nel 2008 e per la rivalità storica tra questi due club. Io sono contentissimo, questo per me è un sogno che si realizza”.
Kobe Bryant: “Questa per me è stata una partita davvero difficile, mi sentivo stanchissimo e più forzavo più sbagliavo. Per fortuna negli ultimi minuti le cose sono andate meglio. Vi devo confessare che vi ho mentito durante tutta la serie, per me battere i Celtics è qualcosa di straordinario. Conosco benissimo la storia di queste due squadre e la loro rivalità. Questa è stata la finale più fisica della mia carriera, Boston è una signora squadra, incredibilmente intelligente e ben allenata. Cosa significa questo successo per me da un punto di vista individuale? Adesso ho un titolo in più di Shaq. Lo sa anche lui, io non mi dimentico di nulla...”
Lakers, l'uomo-chiave è Gasol
Celtics, che delusione Pierce Il centro catalano è decisivo in gara-7 con Artest. Kobe meno fondamentale del solito, male Odom e la panchina. A Boston manca l'apporto del capitano, incide l'assenza di Perkins in gara-7. Bravi Garnett e Big Baby LOS ANGELES (Usa), 18 giugno 2010 - Le pagelle della finale Nba tra Los Angeles Lakers e Boston Celtics:
LOS ANGELES LAKERS BRYANT 7.5 Chiude con 28.5 punti e 8 rimbalzi di media. Votato mvp delle finali, anche se meno decisivo rispetto al passato. Bravissimo a coinvolgere i compagni in gara-6 e nel 2° tempo di gara-7. Quinto anello, a uno da Jordan.
FISHER 7.5 Gli 8.5 punti a gara non raccontano l’importanza del leader di questa squadra, come l’ha definito Kobe. Ha vinto gara-3 a Boston e in gara-7 ha messo il canestro più importante del match (tripla del 64-64), come ha ammesso Phil Jackson.
ARTEST 8 Anche qui usiamo le parole di Jackson: “L’mvp di gara-7”. Ha riscattato tutte le follie passate (dalla rissa del Palace ai “lapsus” nelle finali) con 20 punti e la tripla del +6 a 1’ dalla fine. Monumentale la difesa su Pierce. Chiude con con 10.6 punti e 4.6 rimbalzi.
BYNUM 7 Di stima per aver giocato con un menisco rotto, pur non riuscendo a influire sulla serie soprattutto dopo le prime due partite ma non mollando mai. Gli 7.4 punti e 5.1 rimbalzi sono testimonianza di quanto abbia lottato.
GASOL 8.5 Il migliore dei Lakers, fantastico in gara-1, ma soprattutto decisivo in gara-7 con 9 punti nell’ultimo quarto. Con 18.6 punti e 11.6 rimbalzi chiude in doppia doppia di media. Chapeau. Anzi, sombrero.
ODOM 5 Qualche lampo qua e là ma in generale i 7.6 punti e 6.6 rimbalzi sono pochi, soprattutto per come sono arrivati, con lunghi vuoti. Da uno del suo talento ci si aspettava di più.
FARMAR 5 Tre punti in 12’ di media, non ci si ricorda un canestro importante in tutta la serie. Due sole triple in 10 tentativi.
BROWN 6 Lampi di atletismo in gara-6, con la schiacciata più bella delle finali, 3 punti di media con contributi sporadici. La panchina dei Lakers non è stato il motivo per cui hanno vinto.
VUJACIC 7 Dopo la finale 2009 finita con zero punti all’attivo, ha messo i liberi decisivi in gara-3 e persino in gara-7. Bastano e avanzano per un 7 in pagella, ben oltre i 3 punti in 7’ a partita. E poi sta con la Sharapova e quindi parte sempre dal 10…
WALTON S.V. Si è visto solo in 4 partite, e in una sola ha segnato (2 punti).
JACKSON 8 Ci sono stati momenti in cui tatticamente è parso sovrastato da Doc Rivers, ma alla fine è lui ad uscire vincitore, per l’undicesima volta in carriera. Aver saputo gestire Artest è il suo merito più grande.
BOSTON CELTICS RONDO 6.5 I Celtics vanno fin dove li porta il play. E troppe volte si è fermato lontano dal traguardo. Il 5/19 ai liberi è una condanna che lo ha portato ad essere meno aggressivo. Chiude con 13.6 punti e 7.6 assist.
R.ALLEN 6 Grande in difesa su Kobe, dove ha però lasciato troppe energie, pagando in attacco. Dopo la partita record delle 8 triple ne ha sbagliate 18 in fila. Finisce con 14.6 punti e 12/41 dall’arco.
PIERCE 5 Il vero uomo in meno dei Celtics rispetto al 2008, quando fu mvp. Merito anche di Artest. I 18 punti di media sono arrivati con il 42% dal campo.
GARNETT 7 Lo davano (davamo) tutti per morto. Dopo le prime due gare è risorto. Difesa, leadership, punti (15.2), rimbalzi (5.6), esce a testa altissima.
PERKINS 6.5 Con lui (5.8 p., 5.8 r.) in attacco i Celtics giocano in 4. Ma in area si è fatto sentire, soprattutto contro Gasol. Il ginocchio lo ha tolto di mezzo per la bella e i 23 rimbalzi offensivi di L.A. in gara-7 parlano chiaro su quanto abbia pesato.
WALLACE 6.5 Ha giocato degli ottimi playoff, lasciando tutto sul campo in gara-7 (stando a Rivers potrebbe essere l’ultima della carriera), finita coi crampi. Tirasse meno da tre (5/22) e più in post, sarebbe immarcabile. Chiude con 5.3 punti e 4.6 rimbalzi.
DAVIS 7 Due partite da protagonista, una addirittura da match winner (gara-4). Anche in gara-7 ha lottato (6 e 9), finendo con 9 punti e 5.6 rimbalzi di media.
ROBINSON 7 Non gli si poteva chiedere di più. Ha portato energia dalla panchina ed è anche stato uomo chiave in gara-4. Quasi 5 punti a partita.
T.ALLEN 6.5 Ottimo in difesa su Kobe, anche se poi quello che dà in difesa, toglie in attacco con giocate da mani nei capelli. I 15’ a gara sono testimonianza che ha fatto bene.
FINLEY S.V. Solo 5’ in tutta la serie, per il veterano è forse arrivata l’ora di lasciare.
S.WILLIAMS 4 Quando c’è stato bisogno di lui (dopo l’infortunio di Perkins in gara-6) ha fatto solo danni.
DANIELS S.V. Meriterebbe 3 se pensiamo a quello che Boston si aspettava da lui in estate. Un anno fa era giocatore da 13.6 punti a partita con Indiana…
RIVERS 8 Un grande allenatore ma ancora prima un uomo dal quale abbiamo tutti tanto da imparare. Ha commosso tutti col suo discorso che sapeva d’addio nel dopo gara, uscendo (una prima assoluta) tra gli applausi dei giornalisti in sala stampa.
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