Va bene pure quella calda, anzi, andrebbe benissimo.
Tra l'altro la cosa è meno off-topic di quello che sembri: uno dei miei prof. di Principi Fisici di Conversione Avanzata è il responsabile dell'ENEA sia per il progetto sulla fusione fredda che di quello per lo stoccaggio dell'idrogeno nei metalli. Di fatto le due cose potrebbero avere moltissimi punti di contatto in quanto lo studio della fusione fredda è incentrato soprattutto sulla struttura cristallina dei materiali che la favoriscono, materiali che sono chiaramente gli stessi nei quali la diffusività dell'idrogeno è elevata e che quindi si prestano anche allo stoccaggio.
Per quanto riguarda la questione fuel cell v/s batterie, da un punto di vista energetico le prime sono molto inefficienti proprio per i motivi che dici tu, a cui devi aggiungere il rendimento di conversione da combustibili fossili (l'energia da qualche parte la devi prendere).
Ammesso di prendere un ciclo combinato ad altissimo rendimento globale, hai 0.58 * 0.50 (elettrolisi già molto efficiente, sarebbe più attendibile uno 0.4) * 0.60 (PEMFC) * 0.95 (motore elettrico). Da cui si ha una efficienza nella conversione dell'energia del 16,5% cioè circa la metà di un MCI alimentato direttamente con metano (che è l'input energetico del ciclo combinato), senza parlare di motori diesel.
Nell'ipotesi invece in cui l'idrogeno venga utilizzato in combustione interna con rendimento del 35%, l'efficienza globale di conversione è attorno al 10%.
Con le batterie invece è sufficiente fare 0.58*0.95 = 55%
Una soluzione che a mio parere è molto interessante è quella della produzione dell'idrogeno sempre dall'acqua ma come parziale termolisi: fornendo calore a temperature intorno ai 2000°C si ottiene la dissociazione dell'acqua senza che sia necessario fornire energia elettrica. La cosa interessante è che per temperature elevate ma molto inferiori (800°C) la richiesta di energia elettrica risulta estremamente inferiore, mi pare di ricordare -60% circa.
La produzione combinata di energia elettrica e idrogeno mediante termoelettrolisi è uno degli aspetti interessantissimi del nucleare di IV generazione in quanto questa, in molte delle soluzioni impiantistiche proposte, richiede lo smaltimento di calore ad altissima temperatura, troppo alta per la produzione di vapore ad alta pressione. L'idea è quella di smaltire il calore da 1300 a 800°C per la termolisi o la desalinizzazione delle acque e dagli 800 in giù per vapore ad alta pressione.
Analogamente, seppur molto meno efficiente, ma quantomeno già commerciale è la produzione mediante gassificazione del carbone, che peraltro è stata la mia tesi di triennale.![]()



LinkBack URL
About LinkBacks
)

Rispondi Citando

Segnalibri