Fiat Bravo Dual Fuel Landi Renzo
Lunedì 04 Luglio 2011 00:05
Impressioni di guida È l’ora del metano per motori diesel
Esiste. E funziona. E in autunno arriverà sul mercato. Dopo tanti
annunci, siamo riusciti a vederlo, toccarlo e provarlo in una lunga giornata sulle colline emiliane con i tecnici di Landi Renzo. Stiamo parlando del kit per convertire a metano le auto a gasolio, il Dual Fuel. Una soluzione, che come sottolineano gli stessi responsabili dell’azienda di Cavriago, non è pensata per il risparmio, ma per migliorare le qualità ambientali dei modelli diesel privi di filtro antiparticolato. Che sono ancora troppi. Secondo alcune stime più di 10 milioni di veicoli che ogni giorno buttano fuori dagli scarichi polveri sottili dannose per la salute. Tanto da provocare, secondo un rapporto di Legambiente sulla qualità dell’aria nelle nostre città, più di 15 decessi prematuri ogni 15.000 abitanti. E ingenti danni economici: 28 miliardi di euro all’anno per mortalità, malattie e anni di vita persi secondo l’OMS (organizzazione mondiale della sanità). Oltre alle cospicue multe dell’Unione europea per il superamento dei limiti di legge.
Un prototipo quasi definitivo
Oggetto della nostra prova è la Fiat Bravo del 2008 con motore 1.9 MTJ da 120 cv privo di Fap e omologato secondo le norme antinquinamento Euro 4. A farci comprendere che si tratta di un veicolo sperimentale non è tanto la decorazione con i classici “fiorelloni” di Landi, ma l’intreccio di cavi presenti nell’abitacolo e il tasto di emergenza posto sopra la plancia. Altro elemento insolito nel noto abitacolo della versione Dynamic della compatta Fiat è un grande dispositivo posto alla base della consolle costituito da diversi tasti e uno schermo digitale. Si tratta di un piccolo computer che, oltre a consentire la selezione della modalità di alimentazione (normale o dual), fornisce diverse informazioni. Tra queste citiamo il consumo medio di gasolio e gas naturale, l’autonomia residua per i due carburanti e i messaggi di eventuali guasti dell’impianto. Un dispositivo che nella versione definitiva del kit sarà sostituito dal tradizionale commutatore/indicatore livello del metano di forma piccola e quadrata. Ma che negli sviluppi futuri del sistema Dual Fuel potrebbe ricomparire con un design più curato.

Fino al 60% di metano
La presenza del kit Dual Fuel è evidente nel bagaglio, dove una bombola con capacità di 14,63 kg di cng occupa gran parte dei 400 litri di volume del vano. Altre differenze si scoprono aprendo il cofano, dove sono visibili la presa di carico per il rifornimento del gas naturale e gli altri componenti dell’impianto a metano. Quest’ultimo non differisce molto da quello classico per la trasformazione dei modelli a benzina. La principale modifica riguarda la programmazione della centralina elettronica che stabilisce i tempi e le quantità delle iniettate. In questo caso, il sistema è progettato per funzionare esclusivamente a gasolio nei regimi fino a 1.500 giri/minuto e oltre i 3.000 giri/minuto. Viceversa all’interno di questo “range” al diesel, indispensabile per innestare la combustione per l’assenza dell’impianto di accensione, si aggiunge una percentuale variabile dal 20 al 60% di metano. Una quantità, quella di gas naturale all’interno della miscela, che dipende da diversi parametri, quali regime di rotazione, carico e temperatura motore.

Prestazioni invariate
Nella pratica a segnalare la presenza del kit è la scritta “Modalità Dual Fuel” che appare nel display della consolle quando il motore raggiunge i parametri prefissati, cioè dopo pochi minuti dall’accensione. Per il resto avvertire la conversione nell’alimentazione durante la guida è quasi impossibile, anche stando attenti a variazioni di “sound”. La conseguenza è che le prestazioni (194 km/h di velocità di punta e 10,5” nello scatto 0-100 km/h) rimangono invariate e che l’erogazione della potenza dei 120 cv a disposizione ricalca fedelmente quella del modello di origine. Che è caratterizzata da una spinta modesta fino ai 1.500 giri/minuto, limite oltre il quale si ha una buona progressione, merito pure della coppia che raggiunge il valore massimo di 255 Nm a 2.000 giri. Spinta che diventa meno evidente superati i 3.500 giri. Di fatto, quindi, la modalità dual fuel è attiva nel “range” ideale di funzionamento del 1.9 Multijet e, di conseguenza, nella maggior parte delle condizioni d’uso normale, se si eccettuano il minimo e la guida sportiva.
Polveri sottili in calo fino al 60%
I vantaggi ambientali, stando alle dichiarazioni (per altro verosimili) dei tecnici Landi Renzo, sono consistenti. Il rilascio dei gas serra si riduce del 15% circa che, nel caso della Bravo, porta la CO2 allo scarico da 139 a 118 grammi/km. Più consistente il taglio delle emissioni medie di particolato, stimate in calo fino al 60%, cioè in modo proporzionale all’impiego di metano nell’alimentazione. Una percentuale che, però, dovrebbe aumentare se il kit è installato su auto più vecchie e con omologazioni antecedenti alla Euro 4. Viceversa, non è prevista nessuna variazione dei dati degli altri inquinanti, come monossido di carbonio e ossidi di azoto, mentre è possibile un lieve incremento degli idrocarburi incombusti.
Si risparmia, ma non molto
Meno eclatante il vantaggio economico derivato dalla trasformazione. Secondo i dati consegnati dai tecnici dell’azienda emiliana il risparmio medio sul costo di rifornimento sarebbe del 15-18%. Un valore derivante dalla “sostituzione” del più caro gasolio con il più economico gas naturale. In modalità dual fuel, infatti la Bravo richiede soltanto 3,18 l/100 km di diesel (anziché 5,3), al quale vanno sommati gli 1,9 kg/100 km di metano che contribuiscono all’alimentazione mista. Conti alla mano, il costo chilometrico si abbassa da 7,4 a 6,1 centesimi di euro al chilometro. Numeri che consentirebbero di recuperare l’esborso (circa 2.000 euro) per la trasformazione dopo circa 150.000 km. Costi a parte, l’installazione del kit Dual Fuel consente pure di incrementare l’autonomia originaria di 1.094 km fino a 1.431 km, quindi con un “extra” di 337 km fornito dal metano. In compenso si sarà costretti a due soste per il rifornimento.
In commercio dall’autunno
Il kit Dual Fuel dovrebbe essere omologato a luglio e commercializzato, almeno secondo i responsabili di Landi Renzo, a partire da settembre al prezzo, come detto, di circa 2.000 euro. Un importo che potrebbe scendere in presenza di incentivi economici. Possibile anche il riconoscimento ambientale del sistema che consentirebbe, come per i retrofit da applicare alle auto prive di Fap, di guadagnare una/due classi Euro della normativa europea antinquinamento. Un fattore che permetterebbe di evitare alcuni divieti alla circolazione per le auto diesel senza Fap presenti in molte città italiane.
In futuro, inoltre, è previsto un costante aggiornamento dell’impianto che potrebbe migliorare i vantaggi ecologici ed economici. L’attuale funzionamento con il massimo di 60% di metano nella miscela e l’alimentazione “dual” tra 1.500 e 3.000 giri/minuto è, infatti, dovuto a motivi di affidabilità. In teoria, però, è possibile innalzare fino all’80% la presenza di gas ed estendere il regime operativo a miscela oltre le attuali soglie. Evoluzioni che, una volta accertata l’assenza di controindicazioni, potranno essere riversate sui kit già installati aggiornando il software durante i normali tagliandi di manutenzione.
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