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Yakamoz

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Su Yakamoz

  • Rank
    World Championship Winner
  • Compleanno Aprile 1

Informazioni Profilo

  • Marca e Modello Auto
    Serie 1 E87
    CityClass (con autista)
  • Genere

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  1. Complimentoni Ernesto, il restauro di questa Turbo D. i.d. parte da lontano e ne abbiamo potuto segurne tutte le fasi con grande interesse. Il risultato finale è di tutto rispetto. Immagino che sarà visibile al grande pubblico in quel di Bardolino... o no??? Personalmente, pur sapendo dell'esistenza di questa versione e soprattutto di questo motore, i tuoi appassionati racconti mi hanno indotto ad approfondire e a rendermi conto di che eccellenti performance potesse vantare.
  2. Ragazzi, io capisco la passione, ma alcune di queste lasciamole invecchiare un altro po' prima di pubblicarle qui dentro. E' un po' presto per sentirne la nostalgia "dopo un'ora e venti uno sci con scarpone incorporato. Dopo un'ora e settanta esatte racchette e barilotto di Cordiale tipo Cane San Bernardo, poi una ciocca di capelli, due molari e l'indice della mano sinistra. E finalmente, in un silenzio orrendo, a notte fonda, Fantozzi a pelle di leone...". Quando abitavo a Roma ce n'era una che circolava dalle mie parti, parcheggiata con indifferenza all'aperto in mezzo alle altre auto, come se il timore di sportellate, toccatine e graffi MATEMATICI non toccasse il suo proprietario. Anche perché se ti strisciano questa devi chiamare il falegname.
  3. Concordo abbastanza nel merito. Un piccolo - e scherzoso - appunto sulla forma: "l'italiano medio" è un'espressione, oltre che inflazionata, anche un po' pericolosa, perché facciamo media anche noi Preferisco dire che la madre dei cretini è sempre incinta, o che siamo un popolo di pecoroni (o sostituire con l'epiteto preferito), senza correre il rischio di denigrare tutti gli italiani medi, che non saranno perfetti ma tirano silenziosamente il carretto nazionale al nostro fianco, e magari hanno solo la reputazione rovinata da qualche migliaio di teste di c***o che fa più rumore di loro. Tornando al merito: il cambiamento parte sicuramente dal singolo. La metafora che se ognuno spazza davanti alla propria porta la città intera diventa pulita non fa una piega, e lamentarsi del basso livello dei nostri rappresentanti come salvacondotto per sè stessi è ipocrita. C'è però da dire che la qualità della classe dirigente è proporzionale alla qualità dei provvedimenti che emanana, la quale è proporzionale alla qualità dei loro effetti nella vita della nazione e quindi nell'evoluzione/involuzione dei costumi sociali. Il rapporto tra corpo elettorale e politici esiste, ma è biunivoco. Troppo astratto? Faccio un esempio: io personalmente non mi bevo la storia che le tasse sono alte perché le evadono tutti. Le tasse sono alte perchè il sistema è inefficiente e corrotto e si nutre di denaro pubblico. Se il prelievo fiscale fosse proporzionato alla qualità dei servizi offerti, se i controlli fossero equi e capillari, e se le pene fossero certe, sparirebbero tutti gli incentivi all'evasione fiscale, o quantomeno frodare il fisco diventerebbe disagevole, pericoloso e socialmente squalificante.
  4. Acquisto auto storica anni 70's - 80's

    Dopo la famigerata Legge di stabilità 2015 quasi tutte le over 30 hanno avuto percepibili incrementi delle quotazioni, chissà perché. Senza nulla togliere a 2CV/Dyane, che sono comunque delle icone.
  5. Toh, dicevamo... http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_febbraio_07/atac-autisti-lanciano-sfida-bus-rumorosi-danni-all-udito-5eeeb650-0c4c-11e8-ac00-e73bcae47d08.shtml
  6. Acquisto auto storica anni 70's - 80's

    A quanto vedo lo spettro della scelta si sta allargando fino a comprendere gli anni '90. Stando così le cose indicherei due modelli: 1 - BMW E36 cabrio. Eleganza, raffinatezza, lo sfizio della capote, e prezzi ancora accessibili; 2 - BMW E39, meglio ancora da 523i in su. Auto dai costi di mantenimento importanti (a meno di non vivere in Lombardia/Emilia), ma ai suoi tempi era un mito nel ramo delle berline di rappresentanza, sprigiona fascino, e - attenzione - le quotazioni sono ai minimi storici. E' il momento giusto per fare il colpaccio. Se invece vogliamo stare rigorosamente sulle over 30, consiglio una BMW E21. Bellissima linea di Paul Braq, carrozzeria coupé, tenuta di strada infernale ma usata da storica il problema passa in secondo piano, gusto di viaggiare su un'auto d'epoca. Le quotazioni stanno cominciando a lievitare da 1/2 anni a questa parte, ma le 315 (entry level, motore della 316 depotenziato) si trovano a prezzi abbordabilissimi, e si lasciano comunque guidare. P.S.: ho citato solo delle BMW, senza un motivo particolare perché non sono un bimmer (come auto storica ho una Thema). Però le tre che ho indicato sono tra gli acquisti più sensati, appaganti e relativamente convenienti che si possano fare oggi. Le coeve Audi le lascerei perdere, le Mercedes sono per certi versi ancora più godibili delle BMW come auto storiche, ma i modelli "esotici" richiedono esborsi maggiori: meglio allora cercare una W124 berlina (ne ho vista una in provincia di Pavia, da risistemare un po' ma acquistabile con qualche foglio da 100) o le care W201/W202 in allestimenti tranquilli). Italiane anni '70-'80-'90? Sì certo, ma calma e gesso, scegliere bene il modello ed evitare quelle famose per la manutenzione... frequente.
  7. Prospettive passate e future per Lancia

    Disamina del marchio completamente condivisibile, @Gianlu96. Sull'insuccesso della Lybra pesò, tra i vari fattori, la classica malattia Fiat di quel periodo, cioè i ripensamenti del management. I progetti chiave venivano stoppati, modificati in corso d'opera, talvolta snaturati, e alla fine uscivano già vecchi, e, come diceva Geremy Clarkson, "uncool". Senza contare peraltro che alcuni progetti venivano bloccati anche perché nascevano già pessimi. L'ultima Croma, ad esempio, prima di arrivare alla produzione, venne cestinata 2 o 3 volte. Se quella definitiva era così, pensa un po' le altre. Idem la piccola suv, che alla fine divenne un semplice rebadge Suzuki. Quache anno fa, a Roma, vidi due auto blu, una K T20 e una BMW E39, credo una 528. Dovevano attraversare un incrocio, svoltare a destra, inserirsi nella corsia preferenziale e una volta sul rettilineo, come di consueto, aprire tutto Mi passò davanti prima la K, poi la BMW. La seconda a confronto sembrava ferma. Peccato che tolto questo aspetto, le gerarchie si capovolgessero. Proprio 2 settimane fa ho fatto un breve viaggio con un amico, sulla sua E39, una semplice 520i "prima serie". Mi domando perché l'abbiano tolta dal mercato. Un viaggio nella comodità più assoluta, con il proverbiale timbro del 6L, sommesso ma volutamente presente, e inebriante. Pacioso e coppioso in basso (non era esattamente una scheggia quell'auto) ma capace, chiedendogli tutto, di far accelerare quel panfilo in maniera sorprendente. Si era in pieno periodo vorrei ma non posso, grandi proproste di design e impossibilità/incapacità tecnica e finanziaria di realizzarle. Dopo la Dialogos, il secondo grande "omicidio nella culla" fu la Brera...
  8. Prospettive passate e future per Lancia

    Mi permetto di aggiungere questa, che nel 2003 tra l'altro era già prossima alla pensione, e che io reputo un'auto senza tempo, bellissima:
  9. Prospettive passate e future per Lancia

    Il concept Dialogos era stupendo, poi all'atto pratico Robinson dovette faticosissimamente adattare quella geniale intuizione al telaio Lancia K, sfruttando tutto lo sfruttabile. Esteticamente piace molto anche a me, ma è una di quelle linee che o si amano o si odiano, e purtroppo posso capire chi la odia. Venendo al vero punto debole di quell'auto, che era l'affidabilità, poco da dire. Un pianto. Un'elettronica costosissima, in gran parte superflua e mai collaudata del tutto. E dire che l'uscita del modello fu pure ritardata - pare - proprio per sistemare numerose magagne. Oggi è un'auto di soli quindici anni, ma critica da tenere e mantenere, credo che da qui a una decina d'anni spariranno tutte. Le versioni a cambio automatico sono viste peggio della peste, sono più quelle che si rompono che quelle sane, e in generale l'elettronica di bordo flagella i proprietari con le più svariate anomalie. La maggioranza dei lancisti dopo la Thema ha cambiato lidi. I più indefessi sono passati alla K. Le mosche bianche che sono sopravvissute alla K sono state brutalmente sterminate dalla Thesis, che è stata come spargere il sale sui campi del lancismo, affinché su quella terra non crescesse più nulla. Un esempio a caso. Un mio conoscente, non lancista, danaroso, venne blandito da un venditore d'auto a comprare una Thesis usata ma con sei mesi di vita, la verisone più opulenta in listino, full optional, appartenuta a non so quale industriale della zona. Appena acquistata partì per la Germania, di notte, e rimase in panne lungo la strada. Blackout totale. Voleva recuperare la valigia dal bagagliaio per dormire in zona mentre gli riparavano la macchina, ma anche il baule era bloccato. La fece recapitare a chi gliel'aveva venduta, se la fece pagare (non so con quali mezzi) la stessa cifra che aveva sborsato, e ancora oggi maledice quell'auto. Questa è la realtà, ahinoi.
  10. Lancia Ypsilon M.Y. 2018

    Alla polemica sterile gratuita aggiungo l'OT (don't try this at home): resta una sola utopia, che il successore di Marchionne dica: "sì, stimo molto il dott. Marchionne, ha fatto grandi cose, ha lasciato un'azienda in salute, ma io ho altre idee: Lancia è fondamentale per il gruppo". Chiudiamola qui che è meglio
  11. F1 Anticipazioni 2018

    Le differite quando cominceranno, alle due di notte? Boh, già adesso bastava un po' di pioggia per bloccare gare e qualifiche per due ore, rischiando di finire la gara col buio. Li voglio vedere al primo acquazzone. A tal riguardo, mi aspetto altre sagge decisioni per garantire la sicurezza dei piloti, tipo annullare la gara in caso di pioggia e sostituirla con una partita alla playstation tra piloti, ovviamente ad almeno due metri dallo schermo e per non più di mezz'ora. Quanto alle grid girls, siamo in pieno delirio pol. corr., non riesco a trovare una sola ragione valida per quello che hanno fatto, sessuofobia pura. Nell'italia democristiana ed ex contadina degli anni '60 le gemelle Kessler dovevano indossare calze nere di lana ma potevano tranquillamente esibirsi nel primo canale della tv di Stato. Qui siamo oltre, siamo al paradosso: per tutelare l'immagine della donna, la censurano. Questo sport non è che risenta di decisioni sbagliate da parte di qualcuno, è proprio in una spirale autodistruttiva. Tra proprietà e FIA non so chi faccia più danni.
  12. Assurdo. Evidentemente ha giocato la necessità di abbattere pesantemente i costi, sfruttando un telaio condiviso e per di più abbondantemente ammortizzato. Con la crisi del 2008 le case produttrici di mezzi pesanti se la videro ancora peggio delle case automobilistiche, ordini calati di qualcosa come il 60%. Peccato perché reputo il Cityclass un mezzo praticamente eterno, anche esteticamente. Mi è capitato di provare gli Urbanway, sempre a Roma, e oltre alla scomodità dei posti a sedere, che è rimasta, sono un concerto di scricchiolii. C'è da dire che le strade di Roma non fanno testo, sono in uno stato pietoso. Quando i vecchi Cityclass praticamente ventennali percorrono via Crescenzio (pavè da rifare da anni e anni...) tremano pure i vetri scorrevoli. Fracasso da mettersi i tappi alle orecchie e impossibilità di intrattenersi con altri interlocutori perchè se parli fatichi a sentire la tua stessa voce. Ma continuano miracolosamente ad andare, coi volanti sbriciolati e i quadri strumenti a effetto albero di Natale.
  13. Nei miei anni passati a Roma, il Cityclass era la mia seconda casa. I più vecchi (immatricolazione primi anni 2000) avevano il motore Fiat, piuttosto rumoroso e lento (soprattutto in salita). I più recenti, come quello della foto postata da Bosco, montavano invece il Cursor, più silenzioso e decisamente più a suo agio nelle massime condizioni di carico. Vibrazioni a parte, li reputo ancor oggi ottimi per lo spazio interno, oltre che con un design piacevole. Tutti i posti a sedere avevano parecchio spazio per le gambe, anche per i miei due metri di altezza. I Citelis sono un netto passo indietro, posti angusti e scomodi. Alcune linee erano servite da modelli BredaMenariniBus, gli ultimi che ricordo erano stati introdotti nel 2012. Potenti, comodi e silenziosi. C'erano anche i Mercedes Citaro. Confortevoli ma con due caratteristiche spiacevoli: il sedile singolo davanti, sul lato destro, si trovava proprio sull'accumulatore dell'ammortizzatore, o su qualche componente elettronico, ed era bollente. Se d'inverno la cosa era sopportabile, o perfino gradevole, d'estate era come stare seduti su un braciere. Altro neo di quel mezzo, lo sfiato dell'aria compressa che, se ti trovavi nei dintroni dell'autobus, ti forava un timpano...
  14. 15 anni senza l'avvocato

    Analizzandolo come uomo d'impresa, il fatto che ne avesse preso le redini alla bellezza di 46 anni è la dimostrazione lampante che quello non era disgraziatamente il suo lavoro. Personalmente ne ho ammirato le grandi doti nel costruire e mantenere ottime relazioni sociali ai quattro angoli del globo, cosa che di riflesso ha pure giovato all'azienda. Poi era un affabulatore. Il libro intervista di Enzo Biagi ("Il Signor Fiat") si legge tutto d'un fiato, non solo per l'abilità dell'intervistatore (che in verità con gli Agnelli fu sempre decisamente compiacente, quasi agiografico), ma proprio per le risposte argute e ficcanti, poco importa che raccontasse verità (i ricordi di una vita) o favole (il prosperoso andamento dell'azienda...). Infine gli va dato il merito di aver avuto fiuto nella scelta di alcuni collaboratori, primo fra tutti Ghidella, già in forza all'azienda ma destinato inizialmente a tutt'altri incarichi, e richiamato con forza dall'Avvocato stesso alla guida del settore auto. Quanto al suo successivo allontanamento, pur essendo io ghidelliano, ne ho lette talmente tante, pro e contro, che ho rinunciato alle mie convinzioni granitiche. Limitiamoci a dire che a un certo punto non c'erano più le condizioni per la sua permanenza in Fiat... Per tutto il resto, basta analizzare la salute dell'azienda prima, durante e dopo di lui, per comprenderne il reale valore imprenditoriale. Moltissime ombre e poche luci. A proposito del suo amico Romiti, lo ricordo qualche anno fa a Porta a Porta, all'epoca di uno dei tanti salvataggi Alitalia, vantarsi che ai tempi in cui ne amministratore delegato lui, l'azienda andava benissimo!, e c'erano perfino dei meravigliosi corsi di formazione ogni fine settimana ad OSTUNI, a cui partecipava entusiasticamente anche lui. E i presenti che lo osservavano come se venisse da un'altra galassia, chiedendosi probabilmente come potesse addirittura andar fiero di aver buttato in quel modo i soldi di un'azienda che grazie a quel tipo di gestione è diventata un maledetto canchero.
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