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PaoloGTC

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    L'archivista
  • Compleanno 20/06/1977

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  • Marca e Modello Auto
    Astra GTC
  1. [Mai Nate] Alfa Romeo

    La 164 rossa di Alisi è ovviamente una sua ipotesi dei tempi in cui si sapeva che sarebbe arrivato un restyling, e cioè la Super. Non proviene da Quattroruote, però: a quei tempi Giorgio Alisi aveva interrotto la collaborazione con Domus ed era entrato a far parte della squadra di AM "prima serie", quello bello, ben fatto e di lusso, occupandosi ovviamente degli sketch per le pagine di anteprima e degli spaccati per le prove su strada, alcuni dei quali veri e propri quadri che starebbero bene appesi in salotto.
  2. Secondo le memorie di Domenico Chirico, i progetti 433 e 434 (due vetture in sinergia fra di loro, tanto per cambiare, la prima destinata a coprire il ruolo di "33 in crescita" e la seconda quello di "75 in crescita" - insomma qualcosa in più di 75 e 90, ma sotto la 164, che avrebbe sostituito 90 ma puntando verso la parte alta del segmento) appartengono al periodo in cui la presenza Fiat era ancora concentrata su 164. Il periodo era più o meno quello in cui 90 e 75 erano quasi pronte per affrontare il mercato, e la dirigenza Alfa aveva chiesto di stendere un piano di sviluppo che andasse ad abbracciare l'inizio degli anni '90. L'evoluzione della gamma media dal dopo-lancio 164, con la sostituzione di 33 e 75, in poche parole. Cose che poi sono ovviamente accadute in epoca Fiat con 155 e poi 145-6. Chirico nel suo volume mostra un paio di schemi, con alcune quote, disposizione meccanica e passeggeri, e solo un lieve cenno di profilo frontale. Si parla comunque di vetture a trazione anteriore e 4x4, adatte a montare le evoluzioni del boxer fino a 2 litri. Si parla anche di un'evoluzione a 6 cilindri dello stesso. Incrociando i dati (come fanno Di Nozzo, McGee e Gibbs ) con quelli pubblicati da Fumia nel suo volume (che è una miniera di segreti, soprattutto per chi ama i retroscena del design italiano dell'epoca, suo e non solo), la mia ipotesi è che la 434 da lui mostrata sia il suo tentativo di dare un volto alla più grande di queste due vetture. In effetti 434 è un codice strano e a dir la verità, leggendo il libro di Fumia, è stata la prima volta in cui mi è apparso, al di fuori delle memorie di Chirico. Probabilmente (ripeto, ipotesi mia) Alfa chiese a Pininfarina una consulenza per la media, dopo aver accettato la 164. In altra sede, parecchio tempo fa, s'era parlato del nomignolo Alberto affibbiato alla 164, ALfa BERlina TOrino. Bene, venne fuori che negli archivi Pininfarina a fianco della documentazione di "Alberto" esisteva anche quella di "Albertina". Probabilmente la 434 di Fumia è "Albertina". Poi.... subito dopo questo breve cenno riguardo 433 e 434, Chirico passava ai giorni in cui si iniziò a parlare con insistenza di Ford e di conseguenza di una fanta-gamma di vetture da realizzare così e cosà, prendendo delle Alfa e mettendole di là, e viceversa basando su certe Ford il futuro di alcuni segmenti Alfa di qua. Poi... Fiat. Grossomodo, i tempi sono gli stessi citati da Fumia quando dice che 434 è rimasta un modello di polistirolo. Le vere ragioni credo resteranno sempre un segreto, ma io ipotizzo che, al di là di un possibile apprezzamento per lo stile ideato da Fumia, ad uccidere 434 con l'avvento di Fiat sia stata la decisione di realizzare la 3v Alfa sfruttando il più possibile la Tempra (che era già pronta) senza lasciare più tutta quella libertà che Alfa aveva avuto con 164, per la quale il pianale era stato imposto ma per il resto aveva potuto fare "quasi quello che voleva". 434, dice Fumia, era stata studiata per adagiarsi sul Tipo3, per cui ritengo che le sue quote principali fossero quelle, ma non aveva un sol pezzo in comune con le altre medie che sarebbero nate dal progettone. p.s. ho saltato un passaggio Chirico non cita i pianali Tipo 2-3 per queste vetture, ne parla solo dal punto di vista motoristico e di posizionamento sul mercato. Fumia invece presenta la 434 come derivato del progetto Tipo. Quindi, si può anche ipotizzare che a prescindere dell'entrata di Alfa in Fiat, già verso la metà degli anni '80 ad Arese fosse plausibile pensare ad una nuova operazione in stile "Tipo4"... perchè i tempi in cui Fumia realizza la vettura teoricamente vedono Alfa e Fiat coinvolte UNICAMENTE per il Tipo4...
  3. 434 era il codice di progetto di quella che avrebbe potuto essere la sorellina della 164, su base Tipo3. A cavallo tra la fine del 1984 e l'inizio del 1985 Fumia realizzò i figurini da cui venne poi ricavato un modello in polistirolo in scala 1:1. Per citare Fumia "se ne deduce che sarebbe stata la 155 della Pininfarina". Tale modello però non andò oltre la fase del polistirolo, pur avendo vinto un confronto interno con un'altra proposta. Pochi mesi dopo Alfa passò a Fiat e s'era già deciso che per la media ci avrebbe pensato I.De.A. 434 è rimasta segreta fino al momento in cui Fumia ha pubblicato il suo libro. Non so se qualcuno l'abbia già catturata in digitale e sparata in ogni dove io me ne guardo per rispetto del copyright di un volume attualmente in vendita e di un autore che è anche un buon amico.
  4. L'anno del disegno... come ricordava Chirico nel suo volume, anche nell'anno del disegno quel posteriore era quello che era... infatti egli ricordava che quando ebbero modo di vedere la proposta, gli occhi dei presenti non guardarono il cielo solo perchè in mezzo c'era il soffitto. Tempra e Dedra a grandi linee hanno mostrato che il Tipo 2 poteva diventare Tipo 3 in almeno due modi differenti. 155 copiava di più la prima, cambiando la pelle e gli "accessori" senza creare qualcosa di migliore. Una soluzione più simile a Dedra, mixata con un taglio Alfa della fanaleria (tanto, somigliare ad una o all'altra...) poteva dare un risultato migliore a mio parere. Piglia una Dedra, ingentilisci un po' il taglio netto del piano di coda, mettile quel benedetto solco del Fumia sulle fiancate e quando arriva al posteriore inserisci la settantacinquata della fanaleria... che era poi l'idea mostrata da Alisi su 4R quando il mulo aveva le porte della Dedra. Tanto la Dedra nel 1987 era pronta da 3 anni, si poteva ben pescare da lì. Una 164 riscalata sul Tipo 2 non so se avrebbe portato allo stesso pregevole risultato dell'ammiraglia. Ho un po' paura di un risultato iso Astra GTC-Corsa D 3p... il Fumia non ce l'ha mostrata. Quando ha fatto la 434 poi svelata nel suo libro, ha messo giù tutt'altra roba (che non mi convince mica tanto, a dire il vero). Vero che 164 comunque è un gonfiaggio di 154 come l'aveva immaginata lui... ma quella è rimasta sui bozzetti, dal vero chi lo sa. Se non ricordo male aveva pure il culetto a papera della Giulietta.
  5. Montando lo stesso ... Tipo di porte, per me "faceva" molto Tempra. Una grande curiosità che ho sempre avuto è quella di vederla con le porte (solo la parte superiore, ovviamente) della Dedra, così come erano i primi muli. Non avrebbe dato l'idea di family feeling con 164 che aveva le porte avvolgenti, ma sarebbe stata più allineata a 33 e 75. Comunque, al netto del carry over, sempre pensato che con qualche smussatina al posteriore il risultato sarebbe stato migliore. Certi bozzetti dell'Alisi dei tempi, che forse inconsciamente guidava la sua mano verso qualcosa di più piacevole lasciando un attimo da parte le foto-spia che ormai mostravano chiaramente il risultato, erano più belli della vettura messa in vendita.
  6. [Mai Nate] Alfa Romeo

    Qualcosa c'è... ma fa parte di quelle cose che se le tiri fuori qualcuno comincia a notare "che", e allora si chiede "ma?" e poi si giunge "a" e succede il finimondo.
  7. [Mai Nate] Alfa Romeo

    La 916 quando è nata ES30 era già pronta, praticamente... arrivando sul mercato tanti anni dopo essere stata concepita da Enrico Fumia, ha fatto dire a tanti che essa deriva da qui e da là. Par de ciufoli, diciamo che QUALCUNO ci ha marciato sopra alla grande....
  8. [Mai Nate] Alfa Romeo

    Per 164 (e non sto dicendo che abbiano avuto ragione a non farla, sia chiaro) di non voler rompere le scatole a Thema, chè gliele rompeva già abbastanza come berlina alla fine.
  9. Opel Grandland X 2017

    Questa la vendono. Almeno qui non hanno fatto cagate incomprensibili nel design, è un compitino, ma visto che quando escono dal compitino non ce la fanno a centrare il bersaglio e si beccano ortaggi di ogni genere, beh allora meglio il compitino (che fanno in tanti...). Per il gusto personale, il mio voto per gli interni va ad Opel, che le farà tutte uguali ma (ovviamente molto imho) ha trovato uno stile semplice ed elegante, facilmente digeribile (e sta facendo degli abbinamenti di colori che non sono male). Le altre due, beh personalmente l'arzigogolo Peugeot dal vivo mi è parso molto meno interessante che nelle studiate prospettive da brochure, e la Citroen... beh mi si ripropone la cena.
  10. Opel Insignia Grand Sport 2017

    Sapevo di un taglio al peso che passa il quintale su certe versioni, poi magari sbaglio e comunque son quei dati che lasciano il tempo che trovano. Però le performances dichiarate della naftona non sono malaccio per dimensioni e potenza del veicolo. Se le rispetta come ha fatto Astra con il nuovo millessei, potrebbe essere un buon passo avanti. Dal vivo comunque con certi colori un po' ganzi quel muso fa una porchissima figura.
  11. [Mai Nate] Alfa Romeo

    Pensare che quella degli sketch di Giorgio Alisi (la migliore di tutte) è esistita sempre solo nella mente sua, perchè di sua libera interpretazione si trattava, realizzata per dare un volto ai "rumours", e che niente aveva a che vedere con una qualche proposta di Fumia o di altri in Pininfarina. Con quei due bozzetti il "maestro" realizzò la miglior 164 SW che sarebbe mai potuta nascere.
  12. Esatto, Rover 800 e Honda Legend. Il progetto conosciuto con la sigla "XX". Una partnership iniziata nel 1981 con la Triumph Acclaim, e proseguita nel 1984 con la Rover 200, mentre si gettavano le basi per una collaborazione fra le parti più attiva e profonda. Rover doveva sostituire la SD1, Honda voleva allargare la sua gamma di prodotti introducendo una berlina di prestigio. Entrambe inoltre avevano desiderio di mettersi in gioco sul mercato americano. Nel novembre del 1982 quindi Tadeshi Kume (presidente della Honda) e Mark Snowdon (amministratore delegato della Austin Rover) firmarono un accordo che portò alla nascita di Legend e 800. Legend fu presentata al Salone di Tokyo del 1985, la Rover arrivò più tardi. In entrambi i casi, comunque, si poteva parlare di record: solo 3 anni di sviluppo, partendo dal classico foglio bianco. Programma che costò relativamente poco: 130 milioni di sterline, pari a circa 300 miliardi di lire dell'epoca. Elementi comuni fra le due vetture: il pianale, il vano motore, l'alloggiamento del parabrezza ed alcuni lamierati. Fra le curiosità riguardanti la sorella inglese, per Rover fu il primo utilizzo di un nuovo materiale chimico, il Dual Hardness Foam (DHF) prodotto dalla BP, che permise di dare a cuscini e schienali dei sedili due differenti gradi di sofficità (o resistenza alla pressione) a seconda della compressione esercitata sulla schiuma. In curva, o in fase di rollio, cuscino e schienale esercitavano quindi un'azione di contenimento che si aggiungeva a quella dovuta alla loro forma. Riguardo i motori, la gamma di lancio della 800 prevedeva due opzioni, una "giapponese" e l'altra casalinga. Il 2500 V6 infatti era un motore Honda, derivato da quello di F 2, motivo per cui si presentava con l'anomala apertura della V a 90 gradi (nell'ottica di un contenimento dell'altezza). Contrariamente alla tradizione Honda, era un motore a corsa corta (75 mm) di tipo super quadro. Al fine di assicurare regolari intervalli di scoppio pari a quelli generalmente ottenuti con i V6 di 60 gradi, si fece ricorso al sistema di disassare gli spinotti di 30 gradi in modo da avere uno scoppio a intervalli regolari di 120 gradi. Il 4 cilindri siglato M16, invece, era un propulsore inglese, studiato anni prima per la Triumph TR7 e poi rimasto inutilizzato a causa dell'uscita di produzione della poco fortunata spider a cuneo. Lui, invece, oltre ad essere un "learn burn" (miscela magra) era un "corsa lunga". I cambi manuali erano di origine inglese: per il 4 cilindri si trattava di unità molto simili a quelle di Maestro e Montego, mentre quello del V6 era equipaggiato con cuscinetti ed ingranaggi di maggiori dimensioni. Il cambio automatico a 4 rapporti disponibile per la V6 era di produzione Honda, mentre quello riservato alla 820 era uno ZF. (avevo un attimino )
  13. Dream Machine: Citroen SM

    Fra gli aneddoti legati al PARDEVI, da ricordare anche le Primula e A111 nelle vetrine (di Italia, Francia e Belgio) del Double Chevron, a fare da collegamento fra il basso gamma fatto di 2CV, Dyane, Méhari, Ami 8, ed il top rappresentato dalle DS. Accoppiata che non durò molto, perchè nel 1974 la rete Autobianchi fu assorbita da Lancia ed i concessionari Citroen saranno obbligati a lasciar andare una A112 che si vendeva alla grande. L'anno seguente la collaborazione terminerà anche all'estero.
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