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Mercedes Vision GLK BlueTec Hybrid Concept (Foto Ufficiali)

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Maybe not the biggest of surprises for the Geneva Motor Show, Mercedes is systematically equipping its range with BlueTec Hybrid engines, but the Mercedes Vision GLK BlueTec Hybrid is definitely another step forward in regards to SUVs and pollution.

Mercedes will make the new GLK SUV available with their 2.2 liter four-cylinder CDI diesel engine in combination with a hybrid module. Power should be in the region of 165 kW / 224 hp with 560 Nm of torque, resulting in a top speed of 215 km/h and a 0 to 100 km/h time of 7.3 seconds while consuming just 5.9 liters per 100 km. CO2 emissions are also setting a new standard in the segment with 157 grams per kilometer, meeting the American BIN5 and European EU6 standards.

"With the refinement, driving pleasure, outstanding economy and effective environmental friendliness that is typical of our brand, the VISION GLK BLUETEC HYBRID ideally represents our ideas on future model generations in the world of SUVs", says Dr Thomas Weber.

WCF

MB ci ha rotto le palle con sto trattore. :? .. O quantomeno personalmente mi ha già stufato.

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mi sa che se all' improvviso nel mondo si "estinguessero" i righelli il cs della MB entrerebbe in seria crisi :mrgreen:

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mi sa che se all' improvviso nel mondo si "estinguessero" i righelli il cs della MB entrerebbe in seria crisi :mrgreen:

:lol::lol::lol:

ancora foto di questo cassone :roll:

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mamma mia sembra esser tornati indietro di 20 anni almeno in tema di design... che obrobrio

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han detto che non lo vogliono vendere... imho l´han fatto per venderlo ma ha riscosso solo insulti :D ma ancora provano a farlo piacere...

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Io faccio sogni cattivi all'dea di incrociarne uno per strada.

Creerebbe incidenti: automobilisti in fuga presi dal panico alla sua vista... :D

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:shock: è talmente grottesto che va oltre il normale senso di disgusto per arrivare direttamente all'ilarità...:lol::lol::lol:

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Mercedes GLK BLUETEC HYBRID

Il nuovo SUV compatto della Stella si fa ibrido a Ginevra

La nuova GLK si appresta a debuttare sul mercato in primavera nei due allestimenti Townside e Freeside, ma Mercedes già sta lavorando ad una versione ibrida che viene presentata al Salone di Ginevra sotto forma di prototipo.

L'estetica di questa "Vision" del SUV compatto Mercedes si differenzia dal modello di serie per pochi dettagli di carrozzeria. La vera novità è evidentemente sotto il cofano dove è alloggiato un motore BLUETEC quattro cilindri 2.2 diesel abbinato ad un inedito motore elettrico posizionato fra il motore e la trasmissione. Tale unità accompagna il diesel durante le accelerazioni fornendo una coppia supplementare di 160 Nm, mentre nelle fasi di frenata funge da generatore, immagazzinando energia in una batteria agli ioni di lithio. Non manca ovviamente un sistema “start-stop” che spegne il motore diesel quando la macchina è ferma ad un semaforo.

Il sistema di propulsione della GLK BLUETEC HYBRID eroga complessivamente 224 CV che consentono di raggiungere la velocità massima di 215 km/h, mentre il tempo di scatto da 0 a 100 km/h è di 7,3 secondi. Il cambio è automatico a sette rapporti 7G-TRONIC mentre la trazione integrale 4MATIC.

Prestazioni a parte, il consumo di questa versione ibrida del nuovo SUV Mercedes è di appena 5,9 litri ogni 100 chilometri, con emissioni di CO2 pari a 157 grammi per chilometro. Numeri che in caso di produzione di serie renderebbero questa motorizzazione fra le meno inquinanti della categoria.

Autore: Eleonora Lilli

da OmniAuto.it

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un quotone per l'avatar di select

Io Direi STANDING OVATION per l'avatar di select!!

:clap:clap:clap:clap:clap :clap:clap:clap:clap

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    • By Pawel72
      Internet è una miniera di informazioni , come lo sono libri.., comunque le automobili ibride (Toyota) sono approdate sul mercato nel 1997 .
      Forse in pochi lo sanno che hanno un'origine lontana che risale alla fine dell'Ottocento !! ? 😮

      1896 Armstrong phaeton hybrid

      Nel 1900 un costruttore automobilistico belga, Henri Pieper, introdusse una "voiturette" da 3-1 / 2 cavalli in cui il piccolo motore a benzina era accoppiato a un motore elettrico sotto il sedile. Quando la macchina "girava", il suo motore elettrico era in effetti un generatore, che ricaricava le batterie. Ma quando l'auto saliva di un grado, il motore elettrico, montato coassialmente con il motore a gas, le dava una spinta.
       
      Le origini delle auto ibride sono molto confuse per la scarsa documentazione reperibile sugli ultimi anni dell'Ottocento, quando in molti fanno risalire il debutto sul mercato del primo veicolo a propulsione ibrida. Difficile, però, attribuire il primato a un modello specifico considerato che la tecnologia è proposta con alterni successi da molti. L'ingegnere americano Justus Entz, ad esempio, realizza un carrello ibrido nel 1897, mentre le cronache parlano di due modelli con tale tecnologia presentati al Salone di Parigi del 1899 e di un'auto, la Krieger Hybrid, prodotta nel 1903. Al 1897 risalirebbe anche un brevetto che accredita “l'invenzione” del sistema ibrido a un giovane ingegnere austriaco destinato a fare carriera, Ferdinand Porsche.

      Lohner-Porsche Mixte Hybrid. (1900-1905)
      Da poco assunto alla “k.u.k-Hofwagenfabrik Jakob Lohner & Co.” di Florisdorf, vicino a Vienna,Ferdinand Porsche progetta una vettura spinta da quattro motori elettrici inseriti nel mozzo delle ruote. Auto che, come le altre elettriche sul mercato, ha il difetto del peso eccessivo dovuto alle batterie e all'autonomia di poche decine di chilometri. Limiti che Porsche pensa di superare riducendo il numero di accumulatori e aggiungendo un'unità a combustione che funge da generatore per la ricarica delle batterie. Dopo avere sperimentato dei propulsori della DeDion-Buton, Ferdinand opta per un quattro cilindri Daimler e per la trazione anteriore fornita dai due “motori-ruota”. Una soluzione che sarà adottata per costruire nel primo decennio del Novecento diversi esemplari con caratteristiche e prestazioni differenzi, come una variante da gara che, si narra, si in grado di viaggiare a 80 km/h, velocità “folle” per l'epoca. E' la Lohner Semper Vivus, nota anche come Lohner-Porsche Mixte Hybrid.
       
      L'interesse per il sistema ibrido si riaccende negli anni Sessanta, soprattutto in Giappone, dove Toyota avvia i primi studi sulla tecnologia, e negli Stati Uniti dove il Congresso inizia a introdurre le prime regole per contenere l'inquinamento atmosferico, problema che comincia a dare le prime preoccupazioni. Intervento, quello del Congresso, che stimola l'industria a investire nuovamente nella combinazione tra il motore con la “scossa” e quello a pistoni. I primi a farlo sono i tecnici Baruch Berman, George Gelb e Neal Richardson della TRW, società di componenti per auto, che mettono a punto un sistema disegnato come trasmissione elettromeccanica denominato EMTche consente di ridurre consumi ed emissioni senza penalizzare le prestazioni.
       

      GM EV1 Impact Electric Concept Car, 1991
      General Motors  realizzò alla fine degli anni Sessanta il prototipo GM 512. Si tratta di una microcar a due posti con autonomia di circa 250 km che consente di viaggiare fino a 16 km/h con la sola trazione elettrica, fino a 25 con l'ausilio dei due motori e oltre tale velocità sospinta soltanto dal piccolo bicilindrico a benzina. Una ricerca positiva che proseguirà con lo sviluppo di veicoli elettrici che porterà alla produzione della EV1 nel 1996, vettura realizzata a livello sperimentale anche nelle varianti ibride con tecnologia in serie o in parallelo, con la prima equipaggiata con un motore alimentato a gas naturale e la seconda con un'unità a gasolio.
       
      Toyota Century Gas-Turbine Hybrid prototype (below), revealed at the 21st Tokyo Motor Show in October 1975.


       
      Toyota iniziò lo sviluppo del sistema ibrido nel 1969. Da allora sono state studiate molte proposte innovative, a partire dai prototipi della sportiva Toyota Sports 800 Gas Turbine Hybrid nel 1977 e della berlina Century Gas Turbine Hybrid. Il 1997 è l’anno di lancio della produzione in serie della prima Toyota Prius.
      Toyota GTV grand tourer concept displayed at the 27th Tokyo Motor Show in 1987.
       
      Nel frattempo la prima crisi petrolifera del 1973 fa alzare il prezzo dei carburanti spingendo alla ricerca anche in marchi europei. Una delle proposte più interessanti create è il Volkswagen Taxi, variante ibrida del celebre furgoncino T2 del 1977, la seconda serie del Transporter, che adotta un sistema parallelo e che sarà utilizzato come auto da esposizione in diversi saloni.

       

       

      Presentato nel luglio 1991 al Motor Show di Francoforte, Peugeot 405 Ibrido è il frutto del progetto VERT (Electric Road Turbine Vehicle), avviato un anno prima. È equipaggiato con il diesel XUD7T da 1,8 litri della 205, alloggiato sotto il cofano e due motori elettrici identici, uno nella parte posteriore del veicolo, l'altro al centro, ciascuno con una potenza di 27,5 CV, ovvero una potenza 55 CV totali. Questi due motori collegati alle ruote posteriori servono per guidare questo veicolo e gli consentono di raggiungere una velocità di 130 km / h. Infatti, il diesel 1.8L riceve, invece di un cambio, un generatore trifase, utilizzato per ricaricare le batterie al litio-nichel 230 volt del peso di 200 kg, situate nel bagagliaio. Così equipaggiato, l'ibrido 405 station wagon poteva percorrere 70 km con le batterie cariche (motore diesel fermo). Bastavano solo 20 minuti di funzionamento del motore diesel ( regolato elettricamente a 3500 giri / min) per ricaricare le batterie (queste possono essere ricaricate mentre l'auto è in funzione). Una batteria da 12 volt è sempre presente nel veicolo per alimentare i vari accessori. Dopo il Motor Show di Francoforte, Peugeot ha sostituito il motore diesel con una turbina a idrogeno. 
       
      https://blog.toyota.co.uk/1977-toyota-sports-800-gas-turbine-hybrid
      http://www.carstyling.ru/en/car/1990_gm_impact/
      https://www.hemmings.com/blog/2016/03/14/perhaps-the-worlds-first-hybrid-an-1896-armstrong-sells-for-483400-at-amelia-island/
    • By Beckervdo
      Arriva la versione "green" della Range Rover Evoque, la P300e è spinta dal 3 cilindri in linea Ingenium da 1.5 litri sovralimentato con turbocompressore da 147 kW / 200 CV e 230 Nm di coppia, abbinato ad un motore elettrico sull'asse posteriore da 80 kW/ 110 CV e 260 Nm di coppia. La vettura è quindi una e4WD ed esprime una potenza complessiva di 313 CV e 540 Nm di coppia massima.
      Ovviamente c'è anche un sistema BSG che aiuta il motore nelle fasi di start/stop 
      Il sistema ha una batteria agli ioni di litio posizionata sotto i sedili posteriori che approva una capacità di 11,3 kWh, che fornisce energia sufficiente per coprire viaggi con distanze massime di 50 chilometri in modalità completamente elettrica. 
      La velocità massima è di 213 km/h e lo scatto da 0 a 100 km/h è coperto in 6.4 secondi 
      In Olanda parte da 57 mila Euro.

       
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    • By Beckervdo
      Immagini "per strada" di un futuro concept che la losanga porterà a Ginevra
       


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