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Vendita Alitalia


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I più attivi nella discussione

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come nel poker..sceglierei di "vedere" , io spero che Air France si ritiri...

...poi voglio vedere cosa salterà fuori......

....dato che qui son saltati fuori 3 o 4 potenziali acquirenti che IN QUASI DUE ANNI non hanno aperto bocca...

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Alitalia: tutte le rotte dell’accordo segreto con l’Enac, da blog.panorama.it 2 aprile 2008

Il titolo sembra inoffensivo: Convenzione per l’attribuzione di servizi di trasporto aereo di linea extra-comunitario”. Ma nelle 8 pagine, più 4 di allegati, del documento confidenziale che Panorama ha potuto consultare, c’è uno dei punti più importanti e controversi della trattativa tra Alitalia e Air France. Tanto da provocare qualche mal di pancia all’interno del governo uscente e l’ira delle altre compagnie aeree italiane.

La convenzione definisce il portafoglio di diritti di traffico dell’Alitalia su una sessantina di rotte extra-comunitarie ed è stata firmata il 14 marzo tra l’Enac, l’ente che vigila sul trasporto aereo in Italia, e l’ex compagnia di bandiera. La data è importante: proprio quel giorno l’Air France ha presentato la sua offerta vincolante per acquistare l’Alitalia. E tra le condizioni a cui il contratto era subor dinato c’è anche “il mantenimento dell’attuale portafoglio dei diritti di traffico internazionali della compagnia” per almeno 5 anni. Una condizione importante: se non verrà rispettata, ogni impegno verso lo Stato italiano decadrebbe, anche dopo la firma del contratto.

Il ministero dell’Economia, che possiede il 49,9 per cento dell’Alitalia, doveva aver ben chiaro questo aspetto, visto che nella convenzione si fa esplicito riferimento ad una comunicazione arrivata proprio dal ministero all’Enac il giorno precedente, cioè il 13 marzo, evidentemente per solleciare la firma di un documento che stava tanto a cuore all’Air France. Ovvio: le rotte sono uno dei patrimoni più importanti di una compagnia aerea.

Nella convenzione si assegnano all’Alitalia 63 diritti di volo, frutto di accordi intergovernativi. Alcuni sono di tipo “a mono-designazione”: soltanto un vettore nazionale di ciascun paese può operare i collegamenti con l’altro. In base al documento, l’Enac consegna all’Alitalia (e quindi al gruppo Air France nel caso di acquisizione) per esempio le rotte verso Arabia Saudita, Colombia, Filippine, Giordania, Libia, Macedonia, Nepal, Perù, Somalia, Angola, Iraq, Panama. A questi paesi si aggiungono Corea del Sud, Kuwait, Malaysia e Taiwan, rotte a mono-designazione che Alitalia oggi raggiunge attraverso accordi di code share con altre compagnie. Inoltre la convenzione attribuisce all’Alitalia i diritti di volo che non ha mai utilizzato o ha cessato di utilizzare nel corso degli anni e che quindi erano tornati in capo all’Enac stessa (come Australia, Cile, Etiopia, India, Rep. Dominicana, Singapore, Sud Africa, Yemen).

Se questi diritti verranno assegnati al nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia per 5 anni, sostengono i concorrenti, di fatto si impedirà a qualsiasi altra compagnia italiana di fornire un servizio verso quelle destinazioni, bloccando il mercato.

Va aggiunto che di quelle 63 rotte, meno della metà attualmente sono operate oggi dall’Alitalia, sostengono fonti del settore.

Non solo: la convenzione trasferisce all’Alitalia anche i diritti della Volare (per esempio verso Mauritius, Maldive, Cuba e Jamaica), società rilevata dalla ex compagnia di bandiera attraverso un’asta che è stata però contestata e che si dovrà rifare: l’attribuzione di queste rotte sarebbe dunque illegittima.

Nella convenzione, inoltre, l’Enac si impegna con l’Alitalia a mantenere le designazioni degli attuali diritti di traffico; a non discriminare Alitalia in future assegnazioni (impegno che di solito l’Enac non prende nelle convenzioni con altre compagnie); ad appoggiare Alitalia ove le autorità straniere obiettassero alla sua designazione (forse perché non sarà più italiana?).

Ultima “chicca” nella convenzione, di cui il ministero del Trasporti non sembra fosse a conoscenza, riguarda lo stato di salute dell’Alitalia: nel documento si sostiene testualmente che la compagnia “risulta essere in possesso dei requisiti economico, finanziari” e “dei requisiti tecnici” per esercitare i diritti di traffico. Ma è evidente che la flotta a lungo raggio molto ridotta di cui dispone non potrà mai consentire di raggiungere tutte queste destinazioni. E poi, non è lo stesso ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa a ripetere che la situazione finanziaria della società è “cronicamente in rosso”?

Il ministro ha fretta di chiudere? :roll:

"All truth passes through three stages. First, it is ridiculed, second it is violently opposed, and third, it is accepted as self-evident." (Arthur Schopenhauer)

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...Il ministro ha fretta di chiudere? :roll:

"The great enemy of the truth is very often not the lie -- deliberate, contrived and dishonest -- but the myth -- persistent, persuasive and unrealistic"

(John Fitzgerald Kennedy)

"We are the Borg. Lower your shields and surrender your ships. We will add your biological and technological distinctiveness to our own. Your culture will adapt to service us. Resistance is futile!"

"Everyone is entitled to their own opinion, but not their own facts!"

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Alitalia: Verna in campo con Ermolli e Lufthansa

08/04/2008 9.22

ROMA (MF-DJ)--"E' uno schema a geometria variabile quello che si sta

costruendo per disegnare il futuro di Alitalia. Sempre che Parigi lasci il

campo". Lo scrive il "Messaggero" precisando come tale schema "prevede da

una parte Lufthansa, che dovrebbe essere il partner industriale forte,

dall'altra due cordate italiane, destinate a fondersi e collaborare".

Oltre a quella che il consulente Bruno Ermolli sta organizzando al Nord,

cercando di coinvolgere Bracco, Benetton, Ligresti e altri big

dell'industria e delle finanza, c'e' "quella a cui sta lavorando al Centro

Italia il finanziere ed economista romano Fabio Verna".

"Il piano Verna, che sarebbe in contatto con banche e istituzioni

finanziarie internazionali - prosegue il quotidiano - e' in una fase

avanzata. L'obiettivo e' ambizioso: raccogliere non meno di 1 mld di euro

con un mix di operazioni finanziarie (dai bond, al venture capital a

operazioni sul capitale) per assicurare un futuro ad Alitalia. Ovviamente

in chiave tricolore". "Gli imprenditori del Centro Sud coinvolti sarebbero

- e' precisato -, almeno a oggi, circa una ventina".

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ALITALIA: AIRONE PRONTA A TORNARE IN CAMPO DOPO ELEZIONI

(ANSA) - ROMA - AirOne sarebbe pronta a tornare in campo per Alitalia dopo le elezioni. Da ambienti vicini alla compagnia di Carlo Toto, l'ANSA apprende che ''c'e' ancora interesse per un'iniziativa di risanamento e rilancio rispondente a rigorosi criteri industriali e di mercato, ovviamente non senza aver effettuato una seppur breve due diligence, finora purtroppo impedita. Una verifica sui conti di Alitalia - si fa notare - e' infatti una condizione necessaria per la formalizzazione di qualunque impegno vincolante''. Ambienti vicini ad AirOne osservano che ''fuori dal clima elettorale, sara' possibile disporre di offerte alternative in tempi compatibili con le disponibilita' di cassa di Alitalia'' e spiegano che ''il progetto di integrazione di Air One con Alitalia, sviluppato da consulenti leader mondiali nel settore, e' un piano di tutela del perimetro aziendale, di sviluppo e di crescita sia del medio sia del lungo raggio, con rinnovo ed ampliamento della flotta. E' un progetto - si rileva - attento alla salvaguardia delle potenzialita' di Malpensa e delle attivita' di full cargo che rimane a disposizione del Paese''. (ANSA). DR

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Brutta notizia se si rivelerà verà:

Alitalia, Riggio: licenza a rischio con poca liquidità

sabato, 12 aprile 2008 2.51

MILANO (Reuters) - Il presidente dell'Ente nazionale per l'aviazione civile Vito Riggio sostiene che Alitalia rischia entro le prossime tre settimane di vedersi sospesa la licenza se non spiegherà come ripristinare la liquidità per almeno 12 mesi.

In una intervista pubblicata oggi dal Corriere della sera, Riggio spiega che la "situazione è drammatica" e aggiunge che la prossima settimana ci sarà un incontro tecnico con la compagnia aerea.

"O Alitalia in tempi rapidi spiega come ripristinare la liquidità a 12 mesi oppure saremo costretti ad applicare le norme comunitarie che prevedono la sospensione della licenza", dice al quotidiano.

Riggio non esclude la possibilità di una "licenza provvisoria, legata ad un piano di emergenza, che consenta ai passeggeri che hanno acquistato il biglietto di volare", ma che per il presidente Enac è "l'anticamera della morte".

"A quel punto si farebbero sotto tutti i creditori e la prospettiva del fallimento si avvicinerebbe", spiega.

Riggio ha spiegato che occorre fare il punto della situazione dopo la rottura delle trattative con Air France-Klm e che per decidere occorrono due settimane per approfondire la situazione dei conti.

"Aspettiamo il resoconto di marzo sulle perdite. Alitalia deve inoltre valutare quanto risparmierà con lo spostamento dei voli da Malpensa a Fiumicino. Allo stesso tempo, però, c'era già stato un calo nel riempimento degli aerei e un crollo della vendita dei biglietti".

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